Idee e strumenti
per evolvere
Idee e strumenti
per evolvere
Carolina Traverso
Psicologa, psicoterapeuta e insegnante di mindfulness formatasi negli Stati Uniti presso il Center for Mindfulness della University of Massachusetts Medical School, insegna mindfulness da diversi anni conducendo corsi per aziende...
vivere meglio rapporto smartphone

Il telefono non viene prima di tutto: 4 consigli per migliorare il rapporto con il tuo smartphone

Carolina Traverso
Psicologa, psicoterapeuta e insegnante di mindfulness

Siete persone impegnate, appassionate e ambiziose e mai e poi mai rinuncereste alla presenza della tecnologia nella vostra vita. Tuttavia, anche se pensate che potervi connettere è meraviglioso, vi trovate a controllare il vostro smartphone un po’ troppo spesso e questo vi fa sentire stanchi e affaticati. Ecco quattro suggerimenti per usare tutta la tecnologia che avete a vostra disposizione, in un modo che ci permetta di concentrarci su ciò che conta, esprimere al meglio la nostra creatività e vivere appieno le nostre relazioni.

  1. La consapevolezza è la chiave di tutto

Invece di consumare informazioni su internet in modo indiscriminato, trascinati da emozioni e bisogni di cui a stento ci accorgiamo e che ci fanno cliccare senza riflettere su ciò che compare sui nostri schermi, iniziamo a connetterci con la nostra interiorità e a chiederci quali sono gli stati d’animo che ci portano, e a volte trattengono, online. Non si tratta di giudicarci, ma di diventare consapevoli. È eccitazione? Noia? Solitudine? Invidia? Curiosità? Inizialmente può sembrare difficile ma, ogni volta che lasciamo un po’ andare gli stimoli esterni per sintonizzarci con ciò che è dentro di noi, interrompiamo il pilota automatico e apriamo la strada verso uno stile di vita più libero e creativo.

  1. Ricordati che puoi scegliere

Se, mentre siamo con un collega o con qualcuno che amiamo, continuiamo a rispondere alle notifiche del nostro smartphone, di fatto stiamo dicendo a chi è con noi che non lo troviamo poi così interessante. Se, invece, decidiamo di non rispondere, stiamo comunicando: “Sei tu la persona più importante per me in questo momento”. Tendiamo a dimenticarci che la nostra attenzione è il dono più prezioso che abbiamo e che possiamo scegliere, momento per momento, di dedicarla a ciò che più ci sta a cuore. Dovremmo coltivare l’abitudine di chiederci più spesso: “Che cosa conta per me davvero in questo momento?”, e agire di conseguenza, per prenderci cura delle nostre relazioni e dei progetti importanti.

  1. È il multitasking che ti fa male

La tecnologia non è di per sé stressante. A stressarci è tutto il tempo che trascorriamo passando inconsapevolmente da un’attività all’altra, sballottati dagli stimoli esterni. Per esempio, parliamo con un collega mentre rispondiamo al cellulare e rivediamo l’ultimo budget. Oppure, rispondiamo a un messaggio su Facebook mentre stiamo guardando la nostra serie preferita su Netflix, con accanto la persona che amiamo. È questo genere di multitasking che ci toglie energia, concentrazione ed efficacia perché, se ci muoviamo troppo in fretta da un’attività all’altra, finiamo con lo scordare quali erano le nostre priorità e la qualità della nostra attenzione s’impoverisce. Il punto non è rinunciare a queste attività, ma prendere l’abitudine di portarle a termine prima di iniziarne un’altra. Quando qualcuno vuole dirci qualcosa importante, potremmo scusarci un momento e prenderci il tempo di chiudere consapevolmente le attività alle quali ci stavamo dedicando sui nostri schermi, prima di ascoltarlo. Per dedicarci a un progetto importante, potremmo spegnere il sistema che ci notifica le email, azzerare per un po’ la suoneria del cellulare e, trascorso un po’ di tempo, stupirci di quanto abbiamo prodotto senza interruzioni!

  1. La vera connessione

Se vi è capitato di rompere il vostro smartphone, o di dimenticarlo da qualche parte, avrete notato la sensazione di mancanza e d’incompletezza che si è impossessata di voi. È probabile che vi siate sentiti come se, improvvisamente, vi avessero tagliato la possibilità di comunicare con il mondo. Ma la tecnologia non è il solo mezzo che abbiamo per entrare in contatto con la realtà che ci circonda, e di certo non può essere l’unico per coltivare relazioni soddisfacenti. La vera connessione passa attraverso la percezione, non le reti wireless. I suoni degli uccelli quando camminiamo vicini alla natura, la temperatura dei raggi del sole, lo sguardo e le espressioni delle persone che ogni giorno incontriamo, il tocco di chi amiamo, sono tutte esperienze che non abbiamo bisogno di creare, è sufficiente aprirci alla loro presenza.

La prossima volta che siete senza cellulare – potreste anche decidere di farne a meno per un’ora – provate a notare tutto ciò che accade intorno a voi, e osservate come questo vi fa sentire.

3 maggio 2017