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Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà. Questo è la...
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Marco Nereo Rotelli presenta “Capanno al mare in blu verbale” per Centodieci è Arte

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Idee vincenti, valori, strumenti di self improvement

Centodieci è Arte ha promosso presso la Fondazione Villa Bertelli a Forte dei Marmi la mostra “Capanno al mare in blu verbale” di Marco Nereo Rotelli, una mostra diversa dal solito, colma di un’arte immersiva offerta allo spettatore: la percezione di sconfinamento nell’Assoluto, un cammino di costruzione quasi iniziatico, un percorso della mente fra arte e poesia pura.

Il percorso comincia con le creazioni pittoriche degli anni ’80 che sembrano sfuggire da qualsiasi elemento fisico o ideale ottico che Rotelli voglia trattenere e racchiudere in una geometria predeterminata e prospettica. Le opere non lavorano soltanto “sul quadro”, ma soprattutto “dentro e oltre” il quadro, sono basate sull’emozione, sull’atmosfera concettuale che le avvolge e sul rapimento cercando di andare più a fondo rispetto al livello superficiale della sola esperienza visiva. “La mia pittura parte da una inimmaginabilità per aprire varchi in profondità” ha raccontato lo stesso autore, proprio in nome di questa ricerca Rotelli ha adottato un suo colore blu che è materia cromatica pura per cogliere emozioni e che sembra essere prelevata direttamente dal mare della Versilia che lo ospita.

Dalle pitture si passa agli acciai, lamiere specchianti ovali e acciai simili a specchi enormi che non incarnano soltanto le immagini di un’esperienza ma si propongono come esperienza stessa. Rotelli nel suo viaggio non invita a guardare il percorso, ma a viverlo in prima persona catapultandosi all’interno delle opere, specchiandosi e lasciandosi rapire interrogandosi sull’enigma dell’uomo, sul destino dell’umanità, sul contrasto tra natura e tecnologia o fra realtà e immaginazione come in una neo-lingua che, nel prosieguo della mostra, comincia a farsi sempre più viva nello spettatore anche quando viene impressa su porte antiche, su pannelli e oggetti d’altri tempi, affermandosi attraverso una serie di segni che perdono il loro carattere alfabetico per assumere valori che oscillano tra l’ideogramma e la decorazione. Non un vero e proprio testo quindi, ma un insieme di versi, parole, immagini, colori, segni antichi e tag post-moderni che Rotelli manipola, modifica e ricostruisce per mandare un messaggio di pace in difesa dell’uomo, destinato alla sensibilizzazione dell’anima.

Le opere, i quadri e le installazioni di Rotelli si affermano quindi come un vero spazio di libertà, come luoghi magici o superfici interattive e pulsanti che coinvolgono lo spettatore dal primo all’ultimo istante in cui visita la mostra.

4 settembre 2017