Idee e strumenti
per evolvere
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Silvio Gulizia

Giornalista professionista e consulente di comunicazione. Responsabile della comunicazione e degli eventi per Pi Campus, fondo di venture capital e distretto di startup. In precedenza è stato responsabile della comunicazione...

come cambiare ispirazione startup

Se vuoi cambiare la tua vita, fallo un passo alla volta (prendendo esempio dalle startup)

Silvio Gulizia
Giornalista professionista e consulente di comunicazione

Settembre è il mese del cambiamento. Ci si pensa tutta l’estate e però, quando poi arriva il momento, ci si tira indietro. Perché il cambiamento mette paura. Davanti a esso, o si resta immobili, oppure occorre affrontare i problemi che ogni novità comporta.

Un modo per farlo è prendere in prestito il metodo lean startup, proposto per la prima volta da Eric Ries nel 2008 e oggi uno standard nel mondo dell’innovazione. Questo prevede di ridurre il ciclo di sviluppo di un prodotto attraverso:

  1. un processo fatto di sperimentazione basata su ipotesi di mercato
  2. rilasci iterativi
  3. apprendimento convalidato.

Guardare al mondo delle startup per risolvere un problema

Di base, le startup risolvono problemi. In genere, problemi già presenti nel mondo reale, non risolti, risolti in malo modo o parzialmente, e che qualcuno sta spendendo tempo o soldi per risolvere in qualche modo.

Le startup risolvono i problemi innovando. Vale a dire, introducono cambiamenti rivoluzionari, attraverso un processo per tentativi ed errori, basato su ricerca e sviluppo.

Pensare in grande, ma iniziare in piccolo

Per una startup, il primo passo è creare un minimum viable product (MVP), ovvero un prodotto per testare il mercato riducendo al minimo costi e rischi.

Nella vita di tutti i giorni, questo significa definire un cambiamento minimo, semplice da raggiungere, che non comprometta la situazione in cui ci troviamo, e al contempo ci consenta di muovere i primi passi in un nuovo contesto.

Nella vita di chi fa startup, questo si traduce nell’iniziare a lavorare a un side project mentre si è ancora impegnati in un’altra attività, e mollare tutto per far crescere la nuova impresa solo quando si è verificato che esiste un mercato per il prodotto o servizio sviluppato.

Sperimentazione e prova

Il passo successivo è sviluppare il prodotto e portarlo sul mercato, iniziando a testarlo con un numero limitato di utenti. Raccolte le prime impressioni, il team si riunisce per identificare le modifiche e le integrazioni che l’MVP richiede per essere adottato dai primi clienti.

A questo punto, inizia il ciclo beta-feedback. Il prodotto aggiornato viene messo di nuovo alla prova del mercato, allargando il numero di utenti, e successivamente si ritorna in garage per aggiornarlo. Fino a quando esso non ha raggiunto uno stato di maturazione adeguato a essere lanciato ufficialmente sul mercato.

Quello che invece accade a molti che vogliono introdurre cambiamenti nella propria vita è che ci provano, vedono che le cose non vanno come le avevano immaginate, e mollano tutto. Più partiamo in grande, più le nostre aspettative vengono disilluse, e più ogni singolo errore assume un potere distruttivo.

Introducendo invece piccoli cambiamenti e identificando ciò che non va o può essere migliorato per ogni novità introdotta, siamo in grado di limitare l’impatto di ogni singolo scivolone.

Questo ci conduce alle piccole vittorie di cui tratta Charles Duhigg in La dittatura delle abitudini. Ogni successo raggiunto porta allo sviluppo di dopamina, una sostanza che il nostro cervello utilizza per alimentare la motivazione.

Successo, in poche parole, chiama successo, indipendentemente dalla propria grandezza.

Tracciare i risultati ottenuti

Essere una startup significa essere in costante crescita. Le startup raccolgono investimenti sulla base dei segnali con i quali riescono a dimostrare la propria crescita continua. In inglese, queste informazioni vengono definite traction, trazione, ovvero quello che traina la crescita della startup. Si tratta di dati generati dal tracciamento e dall’analisi dei risultati ottenuti.

Per applicare questo principio nella nostra vita è sufficiente iniziare a tenere traccia dei nostri progressi, attraverso un diario o un calendario. Per rendere più efficace questa operazione, è necessario identificare gli elementi che determineranno la riuscita del progetto di cambiamento che abbiamo pianificato. Se vogliamo cominciare a meditare, per esempio, all’inizio non è importante quanto meditiamo, ma il fatto che tutti i giorni riusciamo a meditare.

Affrontare la realtà

I risultati raggiunti vanno poi necessariamente messi alla prova del mercato. Le startup — ma non solo — misurano infatti regolarmente l’effetto delle proprie attività sul fatturato.

Il “fatturato” di ogni nostro cambiamento è l’impatto che esso ha avuto sulla nostra vita. Limitarci a consumare la pasta solo due giorni alla settimana anziché sette, può per esempio portarci a perdere 2 chilogrammi al mese, ma per rendercene conto abbiamo la necessità di tenere l’attenzione sull’obiettivo e anche sul processo.

Quello che, nel caso di una dieta, occorre misurare è infatti non solo quanto peso abbiamo perso ogni settimana, ma anche quanto siamo stati fedeli al programma alimentare studiato per raggiungere il peso desiderato.

Responsabilità

La componente chiave nella vita di ogni startup è il proprio team. Senza team non si va da nessuna parte. E quando decidono di investire in una startup, i venture capitalist la cosa che più guardano con attenzione, dopo la crescita, è il team, per capire se quelle sono davvero le migliori persone per realizzare il progetto presentato.

Nel caso di ognuno di noi, non c’è dubbio che siamo noi stessi le persone migliori per raggiungere gli obiettivi che ci poniamo, perché siamo noi le persone che ci conoscono meglio e siamo sempre noi quelli che più desiderano portare il cambiamento individuato nella propria vita.

Siccome però non c’è nessuno che investe in questo progetto, quello che possiamo fare, per limitare i rischi di naufragare con esso, è annunciarlo pubblicamente — magari sui social, o in famiglia — e individuare una persona responsabile di monitorare i nostri progressi e chiederci conto del perché non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi e come intendiamo modificare il processo per centrare il risultato.

Il piano

Riassumendo, per introdurre un cambiamento nella nostra vita quello che dobbiamo fare è:

  1. Partire in piccolo, con un chiaro risultato da raggiungere per verificare se quello che vogliamo da questo cambiamento possiamo davvero ottenerlo;
  2. Identificare qualcuno che ci chieda conto dei nostri risultati;
  3. Misurare costantemente i risultati ottenuti;
  4. Raccogliere feedback su quello che abbiamo fatto;
  5. Incrementare i nostri sforzi per raggiungere un risultato maggiore sulla base dei feedback raccolti;
  6. Ripetere dal punto 3 al punto 5 fino a che non raggiungiamo il nostro obiettivo.
27 settembre 2017