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Luca D'Elia
Nato nel 1978, laurea in Filosofia presso l’Università Statale di Milano, dal 2004 si occupa di formazione manageriale e comportamentale. Consulente, formatore, coach, ha finora lavorato per importanti aziende nazionali e...
perché prendere decisioni con coraggio

Non restiamo impantanati nelle paludi dell’incertezza: impariamo a decidere con coraggio

Luca D'Elia
Consulente, formatore e coach

Quante decisioni prendiamo ogni giorno? Piccole o grandi, poco significative oppure molto importanti, costantemente, nelle nostre giornate siamo chiamati a prendere decisioni. A volte nemmeno ce ne rendiamo conto, soprattutto per quelle scelte più semplici che operiamo automaticamente, senza pensarci. Altre volte, quando si tratta di decisioni più problematiche, probabilmente ci troviamo in difficoltà, ci riflettiamo con attenzione oppure agiamo impulsivamente, senza ricorrere al vaglio rigoroso della ragione. Chi non decide mai in maniera cosciente e risoluta rimane in una frustrante condizione di incertezza, che talvolta può risultare anche paralizzante.

Senza dubbio, la qualità della nostra vita personale e professionale dipende dalle decisioni che, più o meno consapevolmente, prendiamo ogni giorno. Ma quali sono gli elementi che influiscono sulla qualità dei nostri processi decisionali?

  1. Il primo elemento è costituito dagli stati d’animo che ci accompagnano nel momento in cui decidiamo. Quando proviamo entusiasmo, serenità, gioia, le nostre decisioni sono diverse rispetto a quando, nel medesimo contesto, siamo alle prese con ansia, paura, senso di insicurezza. Gli stati d’animo, le nostre emozioni, rappresentano l’elemento più superficiale che accompagna il momento in cui prendiamo una decisione, che tuttavia può influire in maniera anche rilevante sulla qualità della decisione stessa.
  2. Occorre poi considerare il nostro dialogo interno. Nel momento in cui siamo chiamati a decidere, inconsciamente attiviamo una sorta di “chiacchiericcio” interiore, un dialogo fra noi e noi, che può oscillare tra gli estremi di un euforico ottimismo e di un cupo pessimismo. Certamente questo dialogo può essere condizionato, in qualche misura, dagli stati d’animo che proviamo in quel momento. Ma abbiamo comunque la concreta possibilità di imprimere una direzione a tale dialogo, indirizzandolo verso la polarità positiva, focalizzandoci su aspettative ottimistiche per quanto realistiche, invece di rimanere intrappolati in una spirale negativa.
  3. Le esperienze che abbiamo avuto in passato rappresentano un altro fattore importante nel processo decisionale. I riferimenti personali che rintracciamo nella nostra memoria possono essere un valido aiuto per una decisione efficace, soprattutto se tali riferimenti sono positivi e rafforzano le nostre convinzioni relative alla possibilità di effettuare delle scelte efficaci. Non possiamo avere in anticipo la certezza che la decisione che stiamo per prendere sia la migliore in assoluto. Tuttavia, recuperare nel proprio archivio biografico quelle esperienze che in passato ci hanno dato buoni risultati può costituire un buon metodo per superare l’incertezza e decidere più prontamente e con maggiore sicurezza.
  4. Un quarto elemento è dato dall’analisi di tutte le informazioni che riusciamo a raccogliere a supporto della decisione che siamo chiamati a prendere. Vagliare attentamente i pro e i contro di ogni opzione è sicuramente un’attività utile per prefigurare i passi che ci condurranno a realizzare i nostri obiettivi a partire dalla decisione che stiamo assumendo.
  5. Esiste un ulteriore elemento, probabilmente quello più importante e cruciale, che realmente fa la differenza nel prendere una decisione: riguarda i valori personali. Qui entriamo nella sfera dell’etica. Il proprio universo valoriale può essere considerato una sorta di bussola che ci orienta proprio nei momenti in cui occorre prendere decisioni importanti. I nostri valori ci guidano nella scelta fra ciò che riteniamo giusto e ciò che consideriamo inappropriato. Tuttavia, molto spesso la scelta è fra “il giusto e il giusto”, dovendo decidere fra una pluralità di opzioni, tutte comunque plausibili. In simili situazioni, Peter Drucker consiglia il “test dello specchio”; ossia possiamo chiederci: “Che tipo di persona voglio vedere, alla mattina, quando mi faccio la barba, o mi metto il rossetto?”. In aggiunta a ciò, possiamo porci altre quattro domande: È una cosa legale? 2. Se qualcuno la facesse nei nostri confronti, penseremmo che fosse corretto? 3. Saremmo contenti se la cosa fosse messa in prima pagina sul quotidiano della nostra città? 4. I nostri familiari, i nostri genitori, il nostro coniuge, i nostri figli, sarebbero orgogliosi di noi per tale decisione? Se rispondiamo con un “sì” convinto a tutte queste domande, allora la decisione che stiamo per prendere, qualunque essa sia, rispetta i nostri valori più profondi.

Il verbo decidere deriva dal latino de-caedere, ovvero tagliare, recidere, quindi metaforicamente eliminare tutte le alternative. Una volta deciso, non si prende più in considerazione l’ipotesi di voltarsi indietro, di tornare sui propri passi. Se la decisione è stata presa, si guarda avanti, procedendo nella direzione che porterà alla realizzazione di ciò che si è scelto.

Charles De Gaulle sosteneva: “Io prendo delle decisioni. Forse non sono perfette, ma è meglio prendere delle decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai”. Un invito a non rimanere impantanati nelle paludi dell’incertezza. E ad assumersi, in ogni occasione, il coraggio e la responsabilità di decidere.

9 novembre 2017