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Massimo Temporelli
Laureatosi in Fisica all'Università di Milano, Massimo Temporelli ottiene nel 2000 una borsa di studio presso l'azienda ST Microelectronics, leader mondiale nel settore dei microchip, con la quale sviluppa i percorsi scientifici...
trasformazione si fa lentamente

Come in natura, ogni trasformazione richiede tempo: non avere fretta

Massimo Temporelli
Fisico, storico della tecnologia e fondatore The FabLab di Milano

La scienza può insegnare tanto anche a chi vive fuori dai laboratori. La fisica e la chimica, discipline che si occupano della materia e dei suoi diversi stati, possono aiutare chiunque debba affrontare una trasformazione, e oggi, nell’epoca della famigerata “digital trasformation” sono tanti i professionisti e le aziende che si trovano in questa situazione: la trasformazione come must!

Sempre più spesso nel mondo della tecnologia ma anche dell’azienda si guarda alla natura per trarre ispirazione, questa disciplina si chiama biomimesi e consiste in un’analisi consapevole dei processi biologici e biomeccanici presenti in natura, come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività e delle tecnologie umane. Chi usa la biomimesi vede la natura come modello per la progettazione degli oggetti e delle attività umane. Questo articolo segue questo approccio: quali regole possiamo imparare sulla trasformazione osservando la natura, cosa ci insegna la chimica o la fisica sul mondo delle trasformazioni.

Per farlo, vi propongo un esempio semplice di trasformazione, da cui però è possibile trarre grandi insegnamenti: la trasformazione dell’acqua, dallo stato solido (ghiaccio) allo stato liquido.

Supponiamo di estrarre dal congelatore dei cubetti di ghiaccio, metterli in un pentolino e iniziare a somministragli calore, utilizzando la fiamma del nostro fornello. Infiliamo nel pentolino un termometro. All’inizio del processo misuriamo una temperatura di – 18 gradi (la temperatura a cui normalmente si trova il congelatore di casa), ma somministrando calore, velocemente, in pochi secondi, il termometro inizia a segnalare valori crescenti della temperatura: – 17, -16, -15….-5, -4, -3, -2, -1… Arrivati a zero gradi succede qualcosa di inaspettato, qualcosa di inaspettato che ci insegna molto sulle trasformazioni.

Fino a questo punto dell’esperimento sembra tutto chiaro: man mano che forniamo calore al sistema possiamo verificare e misurare un incremento proporzionale nella temperatura. Ma raggiunti gli zero gradi, questa regola sembra spezzarsi, pur continuando a fornire calore, il termometro resta piantato sugli zero gradi, la temperatura non cambia, la temperatura non cresce. Passano i secondi e poi i minuti ma il termometro continua a segnare zero gradi. Cosa sta succedendo? Come è possibile che somministrando calore (energia) al sistema, dall’esterno non ci si accorga di nulla. In effetti la temperatura non cambia, ma osservando bene il contenuto del pentolino ci si accorge di qualcosa di interessante: l’acqua si sta trasformando da solida a liquida. E quel calore, quell’energia che fino a poco fa ci sembrava sprecata, perché non faceva cambiare la temperatura, in realtà capiamo che serve ad altro, a trasformare la struttura della materia. Il calore in questa fase serve a rompere i legami, a riorganizzare le regole con cui gli atomi stanno insieme all’interno dell’acqua. I fisici e chimici chiamano questo calore: “calore latente di trasformazione”.

Ora permettetemi di abbandonare il mondo degli atomi e azzardare una metafora: supponete di iniziare un processo di trasformazione, in azienda o nella vostra vita professionale. Investite energie mentali, economiche e temporali in formazione, in tecnologia e nella riorganizzazione dei vostri processi decisionali.

Ora, proprio come prima, supponete di voler verificare il risultato del vostro impegno, e diciamo che il vostro “termometro” misuri il fatturato, una grandezza macro che spesso viene utilizzata per rappresentare lo stato di un’azienda o di un professionista. Molto probabilmente, esattamente come prima, nonostante stiate immettendo energia e risorse nel sistema, il fatturato non cresce, almeno per i primi giorni, settimane o mesi. Esattamente come prima, tutta l’energia che state erogando serve a distruggere legami, prassi e abitudini superate. Questa energia è necessaria, questo tempo è necessario, non dobbiamo avere fretta quando si tratta di trasformazioni, è la natura ad insegnarcelo. Buon passaggio di stato e buona vita liquida!

9 febbraio 2018