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Centodieci
Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà. Questo è la...
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Patch Adams dona un sorriso, anche questa è Palermo Capitale della Cultura

Centodieci
Idee vincenti, valori, strumenti di self improvement

“Grazie per averci donato un sorriso, questa è Palermo Capitale della Cultura“. Con queste parole il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha raggiunto il Direttore Marketing Comunicazione e Innovazione di Banca Mediolanum Oscar di Montigny sul palco del teatro Politeama per dare il via alla serata Centodieci è Ispirazione con Patch Adams. Il medico padre della clownterapia (anche se lui stesso non ama definirsi così) è arrivato direttamente dagli Stati Uniti per trasmettere, raccontare e in qualche modo insegnare la sua visione della vita e dei rapporti umani. L’amore a farla da padrone per un eroe-modello da seguire e emulare: “Essere ricchi significa avere degli amici”, ha esordito dentro i suoi abiti colorati e i capelli tinti in parte di blu. “Quindi chiunque può essere ricco”.

Ricchezza che il medico del sorriso non ha tenuto per sé e che ha portato anche nel capoluogo siciliano all’interno di un importante calendario di eventi (scopri qui tutti quelli di Centodieci); nel pomeriggio c’è stata infatti la visita ai bambini del reparto di oncoematologia dell’ospedale dei Bambini in rigorosa cravatta, camicia blu, sneakers ai piedi e l’immancabile naso rosso che strappa un sorriso. Con Patch Adams, al secolo Hunter Doherty, anche lo stesso primo cittadino palermitano che si è ritrovato a indossare le mutande più grandi del mondo in una quanto mai anomala sessione di clownterapia che ha mostrato alla Sicilia e al mondo che donare amore al prossimo può davvero far star bene anche il donatore.

“Sono felicissimo di tornare in Sicilia, ma soprattutto di visitare i luoghi di Luigi Pirandello” ha raccontato lo stesso americano, “perché da sempre amo la metafora della maschere che lo scrittore ha trasmesso nelle sue pagine. Credo che ognuno di noi, senza nascondersi, debba trovare la maschera più giusta che gli appartiene”. Gli ha fatto eco anche Oscar di Montigny: “Da anni portiamo in giro per l’Italia Patch Adams come scommessa per la nostra azienda che vuole esistere all’interno della collettività, impegnandosi sul fronte civico anche a livello economico. Davanti alla malattia, credo ci sia ancora un problema di prevenzione, che è innanzitutto un fatto culturale: per questo abbiamo scelto con questo evento di trasmettere dei valori universali. Tra tutti il donarsi gratuitamente all’altro come puro atto d’amore”.

Missione decisamente compiuta.

1 marzo 2018