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Giovanni Lucarelli
Giovanni Lucarelli è sociologo, scrittore, speaker e trainer in creatività ed innovazione. Svolge attività di formazione e di consulenza, presso istituti scolastici, università e aziende, aiutando le persone a lavorare...
blocco scrittore come superarlo

Come superare (una volta per tutte) il blocco dello scrittore

Giovanni Lucarelli
Sociologo, scrittore, speaker e trainer

Ti sei mai trovato davanti a una pagina bianca (o ad un monitor) con la mente vuota e le mani immobilizzate? Se ti è successo, non preoccuparti: sei in buona compagnia. Questo blocco affligge romanzieri, saggisti, sceneggiatori, giornalisti, blogger, copywriter e tutti quelli che, a diverso titolo, scrivono testi.

Lo possiamo definire come la difficoltà, o l’incapacità, di cominciare, o di proseguire, la scrittura di un testo. Si chiama “blocco dello scrittore” perché colpisce chi scrive. Se hai in testa una storia bellissima, ma non hai mai scritto neanche una pagina, allora non credo che sia il blocco dello scrittore; forse hai il blocco dell’ideatore, oppure un blocco al tuo computer.

La buona notizia è che esistono numerosi “espedienti” per superarlo e per rendere la tua attività di scrittura fluida e piacevole.

Ciò che ti blocca … non ti uccide

Che cos’è che ostacola, o rallenta, la tua scrittura?

Non avere idee o averne poche (e confuse) rende quasi impossibile scrivere un testo valido. “Rem tene, verba sequentur”, ammoniva Catone: Abbi chiaro il concetto, e le parole verranno da sole. Vedremo, tra poco, come “collezionare” e organizzare idee interessanti.

A volte hai una buona idea, scrivi una frase, poi la cancelli, la scrivi di nuovo, poi la correggi, ma non riesci a proseguire. Una parte del tuo cervello (che assume la voce della tua vecchia prof. di Italiano) critica ogni idea e ogni frase sul nascere, inibendo ogni slancio creativo. Vedremo come superare questa sindrome del perfezionismo (e allontanare l’avvoltoio criticone dalla tua spalla).

Le emozioni negative, come l’angoscia o l’ansia da prestazione, rendono arduo concentrarti e contribuiscono ad inibire le connessioni creative. Maggiore è la preoccupazione (magari per una scadenza che si avvicina), maggiore diventa la difficoltà di trovare buone idee e di scriverle in modo originale.

Come superare (una volta per tutte) il blocco dello scrittore

Appunta le idee: le buone idee ci vengono, di solito, quando siamo “de-focalizzati” (mentre guidiamo, facciamo sport, ecc.): l’importante è “afferrarle” al volo e annotarle (nel taccuino, nello smartphone, ecc.). Creare un “archivio” di idee, raccogliendo link, post, ebook, è un ottimo antidoto (ne parlavo nel post “trovare idee creative”) per non rimanere a secco di idee.

Sviluppa le idee: un’idea, appena nata, è ancora “acerba”; bisogna farla maturare. Ti suggerisco di creare una mappa mentale disegnando al centro la “parola chiave” della tua idea e creando tante diramazioni con possibili sviluppi e “articolazioni” (che puoi aggiornare nel tempo). Se, ad esempio, vuoi scrivere un post su come essere più produttivi, potresti sviluppare l’idea con diversi post (gestione del tempo, gestione dei progetti, ecc.).

Programma le idee: non affidarti (solo) all’improvvisazione: crea un piano editoriale per costruire un percorso “ragionato” per i tuoi lettori. Io ho creato, su Trello, una “list” per ogni rivista (o blog) su cui scrivo, e, al suo interno, le “card” per i vari post, contraddistinti da colori diversi (in base alle “categorie di argomenti”).

Desideri qualche altro suggerimento per superare il blocco creativo? Prova questi:

introduci dei cambiamenti

Prova a cambiare l’orario e il luogo in cui scrivi: scrivere su un tavolino di un bar sulla spiaggia o in un parco può avere affetti sorprendenti sulla tua scrittura. La giovane Joanne Rowling si rintanava spesso in un bar di Edimburgo, mentre scriveva il primo libro di Harry Potter. Se, invece, sei “relegato” in ufficio, metti le cuffie e collegati a Noisli, Coffitivity, ecc. “Quando mi sento bloccato su un testo e fatico a procedere” – confida Jöel Dicker – “mi metto a scrivere a mano anziché col computer.” Scrivere a mano, in effetti, attiva aree del cervello completamente diverse …

muoviti e ossìgenati

Alzati dalla scrivania e fai un’attività fisica (passeggia, vai a fare la spesa, innaffia i fiori, inforna i biscotti, ecc.). Questo ha un duplice effetto: ossigena il cervello e distoglie la mente (che può cogliere nuovi stimoli). Oppure potresti integrare le due attività: Veronica Roth ha collocato il suo portatile sul tapis roulant, così scrive mentre passeggia …

inganna l’altra parte del cervello

Una parte del nostro cervello, la più pigra e timorosa, tende a trattenerci (a volte con bieche scuse) dall’iniziare attività impegnative. È possibile, però, imparare a neutralizzarla. Pensa a quando non avevi voglia di riordinare il garage e ti sei detto: “Adesso faccio solo questa parte …” e poi, piano piano, sei riuscito a sistemare tutto. Allo stesso modo, come suggerisce Mark Foster, puoi ingannare l’altra parte del cervello, dicendo: “Adesso scrivo solo il titolo e l’indice del mio articolo …” poi, piano piano, ti troverai a completare il testo …

– lascia andare la mano (e i pensieri)

Un altro accorgimento utile è quello di “allentare” il controllo (dell’avvoltoio interiore) e non pretendere che il testo sia subito perfetto. Fai un profondo respiro e lascia andare le mani sulla tastiera, segui il flusso dei pensieri e scrivili così come ti vengono in mente. In un secondo tempo, farai tutte le modifiche che vuoi …

Non so quando giungerà l’ispirazione” – diceva Picasso – “l’unica cosa che so e che quando arriverà mi troverà che sto dipingendo”.

Buona scrittura!

26 aprile 2018