Idee e strumenti
per evolvere
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Giacomo Biraghi
Esperto internazionale di strategie urbane, laureato in Economia delle Pubbliche Amministrazioni alla Bocconi di Milano e in City design and social sciences alla London School of Economics di Londra. Specialista nella gestione...

E se la Design Week di Milano durasse molto più di una sola settimana?

Giacomo Biraghi
Esperto internazionale di strategie urbane

Qualche giorno fa leggo del progetto di un futuro grattacielo a Milano, centoventicinque metri tutti di legno e vetro con la facciata scandita da griglie a X, «metafora della società dove si intrecciano le relazioni», secondo le parole dell’architetto Mario Cucinella.

Boom. Mi viene in mente un’idea per la mia città, che per cinque giorni ogni anno da vent’anni almeno diventa la capitale del design mondiale: la famosa Milano Design Week (o Fuorisalone che dir si voglia, come da geniale etichetta data da Interni a quell’insieme scomposto, energetico ed anarchico di eventi e mostre che si diffondono per poco più di 100 ore in tutta la città).

Un’idea che si basa su quelle relazioni stabili, addirittura incarnate da un edificio, che solo gli architetti sanno evocare spazialmente e non solo idealmente.

Mi viene in mente una proposta per il futuro di Milano: perché non trasformare le cento ore della design week in una stagione del design lungo tutto l’anno? D’altronde il calcio o la Scala non vivono solo una settimana, ma sono fenomeni culturali ed economici che durano tutta una stagione. Chi potrebbe parlare di Calcio week o di Scala week senza mettersi a ridere?

A mio avviso il capoluogo lombardo è dunque maturo per pensare ad una vera e propria “stagione del design”, un insieme di eventi e di relazioni permanenti incarnati magari in una serie di edifici e di quartieri sempre vivi (e non in quelle meteore urbanistiche della Zona Tortona, Centrale o Ventura vive per pochi giorni e poi di fatto spente tutto il resto del tempo).

Dalla design week alla stagione del design.

Un calendario scandito da quelle griglie a X che Mario Cucinella immagina per lo skyline del futuro meneghino, relazioni e scambi sempre vivi, magari anche intrasettoriali, mixando sapientemente design, moda, cultura, musica, arte. Passando tranquillamente dal pop all’elitario, senza paura di sperimentare e di includere.

Ecco forse fra qualche anno ci si metterà a ridere a sentire che nel 2018 c’era solo una settimana del design. E tutti saremo pronti a seguire la stagione del design milanese, tutto l’anno, dappertutto, sempre.

16 aprile 2018