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Marco Mazzei
Blogger, giornalista, digital strategist, consulente per la comunicazione corporate: mi occupo di contenuti digitali da oltre 25 anni, ma non sono (ancora) riuscito a descrivere esattamente che lavoro faccio. Di una cosa però...
andare in bicicletta in ufficio in estate trucchi

Andare al lavoro in bici quando fa caldo: si può fare. 5 trucchi da conoscere

Marco Mazzei
Blogger, giornalista, digital strategist

Sembra paradossale, ma non lo è: andare in bici in ufficio può essere un’esperienza poco gradevole proprio durante la bella stagione. Perché quando fa caldo si suda e arrivare in ufficio sudati non è una bella sensazioneSe a questo aggiungiamo che l’aria in molte nostre città è pessima e che quindi il sudore abbinato a quella sensazione di sporcizia è insopportabile ecco che l’esperienza del pendolarismo ciclistico può essere davvero sgradevole.

Si può immaginare che non ci sia rimedio, visto che con il freddo ci si può coprire di più, mentre al caldo non c’è rimedio, soprattutto se bisogna usare giacca e cravatta o tailleur ma non è così. Si può andare in ufficio in bicicletta arrivando freschi esattamente come lo eravamo appena usciti di casa e senza lo stress che qualsiasi spostamento cittadino in automobile comporta.

I nostri cinque consigli:

  1. canottiera

  2. aria

  3. borse

  4. salviettine

  5. ritmo

Prima di tutto, l’abbigliamento intimo. Ci sono due cose sulle quali chi vuole usare la bicicletta non può risparmiare: la canottiera e il lucchetto. Sul lucchetto torneremo magari in un’altra occasione, qui ci concentriamo sulla canottiera. Che vi piaccia o meno: usatela. E sceglietela di lana merino. La lana merino è il più grande trucco per andare in bicicletta, d’estate e d’inverno, per arrivare in ufficio o scalare lo Stelvio. A differenza di altre lane e di altri materiali tecnici la lana merino è in grado di trattenere l’umidità all’interno delle proprie fibre e quindi è perfetta sia quando fa freddo sia quando fa caldo perché vi mantiene caldi o freschi a seconda delle circostanze, ma sempre asciutti. La lana anche nel caldo torrido delle città per andare in bici? Sì, è così, fidatevi.

Passando allo strato successivo: d’estate come d’inverno in bicicletta è fondamentale vestirsi a cipolla – come si usa dire, e far passare l’aria. Quindi se d’inverno bisogna tendenzialmente stare leggeri resistere a quei primi due minuti di freddo – perché tanto poi pedalando ci si riscalda, d’estate il trucco è: lasciar passare l’aria ovunque sia possibile. Tenere la cravatta slacciata – o indossarla appena arrivati in ufficio; tenere qualche bottone della camicia aperto (uno sì e uno no, la camicia sembrerà chiusa e non sembrerete sciatti, ma l’aria passerà). Polsini slacciati, ma maniche non arrotolate: l’aria passa, la camicia non si sciupa.

La giacca non è incompatibile con la bicicletta, ovviamente d’estate dovrà essere leggera – ma non necessariamente di lino: come abbiamo detto a proposito della merino, la lana non è affatto una fibra incompatibile con il caldo, basta scegliere quella giusta (fresco di lana: basta la parola).

E sopra canottiera, camicia, giacca? Niente! Qualsiasi cosa vi metterete addosso creerà un peso e lascerà un segno, una macchia. Non pensate nemmeno di usare uno zaino o una borsa a tracolla. Le vostre cose le metterete nel cestino, nel portapacchi, in un contenitore apposito.

Esistono ormai un sacco di tipi di borsa per biciclette, per tutti i gusti. In un qualsiasi negozio di bici minimamente fornito ne troverete di molto carine e per tutte le esigenze: da mettere sul portapacchi – se ce l’avete, da agganciare al manubrio, da montare dietro la sella (come i veri professionisti del bikepacking, un altro fenomeno del quale parleremo in un prossimo futuro). Sì, ci sta anche il computer (certo, a patto che sia portatile, se dovete andare in giro con un monitor da 30 pollici allora la soluzione è un carrellino). Potendo scegliere: meglio preferire una borsa impermeabile, così non avrete problemi nemmeno nel caso in cui all’andata o un ritorno ci fosse un temporale. Il piano B è avere comunque sempre dietro un sacchetto di plastica resistente nel quale mettere computer, cellulare e altri oggetti a rischio acqua.

Dando per scontato che sarete arrivati in ufficio belli freschi, nel caso abbiate bisogno comunque di una ripassatina esistono ottime salviettine umidificanti (compratele in farmacia o in profumeria, non faranno l’effetto lavarsi senz’acqua al campeggio) da abbinare a un deodorante fresco (idem).

Infine, il trucco più facile di tutti: imparare a pedalare. Proprio così: conoscere il proprio corpo e capire che cosa si deve fare per evitare di arrivare stravolti in ufficio. Detto che le distanze fino a 1 / 1,5 km andrebbero coperte a piedi, in bici si possono fare tra i 2 e i 10 km senza sudare per niente: basta pedalare piano, usare un rapporto leggero, e imparare a dosare le forze. Sappiate che quando avrete iniziato a sudare ormai sarà troppo tardi per evitare il disastro e quindi dovete scoprire il vostro ritmo giusto prima, magari allenandovi a trovarlo nel tempo libero (domenica provate il tragitto casa-ufficio e lunedì lo mettete in pratica).

Soprattutto: non arrendetevi al primo tentativo, andare in bicicletta in ufficio è un ottimo modo di iniziare la giornata, se avete avuto un’esperienza sgradevole, riprovateci!

Ci sono poi altri trucchi fuori dalla lista: acquistare una bici pieghevole e usare l’intermodalità (fare una parte del tragitto sui mezzi o in treno e la parte finale in bici), usare l’intermodalità abbinata al bike sharing (idem) oppure comprare una bici a pedalata assistita; con quest’ultima potrete andare in ufficio anche con il cappotto a luglio. O quasi.

28 maggio 2018