Idee e strumenti
per evolvere
Idee e strumenti
per evolvere
Centodieci
Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà. Questo è la...
odiare il capo

Come convivere (e lavorare) con un pessimo capo: 5 consigli

Centodieci
Idee vincenti, valori, strumenti di self improvement

Managing Your Relationship with Your Boss from Robert Orr

Molto spesso, quando si tratta di decretare se amiamo o detestiamo il nostro lavoro, la relazione con il capo è un fattore determinante. Studi recenti condotti negli Usa dimostrano infatti che il 50% dei dipendenti che si licenziano, lo fanno perché hanno un brutto rapporto con il loro superiore.

Eppure, se non vogliamo lasciare il lavoro a causa di una persona, considerando poi che molto spesso i capi cambiano, e quindi il nostro rapporto con loro è limitato nel tempo, dobbiamo fare il possibile per mantenere un rapporto almeno civile (anche con chi è davvero pessimo), un rapporto che non condizioni le nostre scelte di vita e carriera, ma ci permetta di lavorare sereni. Ecco allora 5 consigli per ricucire un rapporto che sembra destinato ad andare a rotoli.

1. Concentriamoci su noi stessi

Non abbiamo il potere di cambiare gli altri, figuriamoci se abbiamo quello di cambiare il nostro capo. Quello che possiamo fare è concentrarci su noi stessi, non perdere il controllo. Comportiamoci in modo saggio, riflettiamo, mettiamo nelle variabili che potrebbero interferire con le nostra performance anche gli umori del capo. Anticipiamo le sue mosse in modo che non ci feriscano e non ci colgano impreparati, ma diventino un’occasione per mostrare che sì, avevamo pensato anche a quello.

2. Confrontiamoci con lui

Se il tuo lavoro ti porterà a lavorare a stretto contatto con il capo è meglio chiedere un confronto con lui. Comunicare è sempre la mossa migliore, ci permette di capire meglio chi abbiamo di fronte ma anche di mostrarci disposti a mediare. In questi casi, qualunque sia lil nostro mood, è importante mostrarsi sereni e disponibili. Non siate provocatori ed evitate lo scontro diretto, sareste voi ad avere la peggio.

3. Umanizziamolo

Molto spesso pensiamo ai nostri capi come delle entità astratte senza altro scopo che quello di renderci la vita un inferno. Non è così. Come noi il nostro capo è una persona che ha dei compiti da portare a termine, delle persone da gestire, e una vita personale da considerare. Cerchiamo di metterci nei suoi panni e capire cosa lo porta a comportasi così: che sia stressato? Che abbia delle preoccupazioni relative al lavoro o alla famiglia? È bene chiederselo, per capire che dopo tutto anche lui non è molto diverso da noi.

4. Cerchiamo di farci vedere

Come abbiamo detto il capo è spesso super indaffarato, deve gestire molte persone e porta un carico di grosse responsabilità. Vedervi alla vostra postazione, che fate il vostro lavoro, può aiutare a tranquillizzarlo. Anche il capo ha bisogno di qualcuno su cui contare, qualcuno su cui fare affidamento, fate in modo di diventare per lui una certezza, anche se la cosa all’inizio potrà costarvi fatica, porterà risultati più che positivi.

5. Facciamoci furbi

Nella carriera di ognuno arriverà il momento di confrontarsi direttamente con il nostro boss, dirgli tutto quello che pensiamo di lui. Non dobbiamo però commettere due errori:

a) mai pensare che il capo sia un nostro amico e quindi pretendere da lui un certo tipo di atteggiamento.

b) mai scegliere di combattere la battaglia sbagliata, che farebbe male solo a noi.

Prima di qualsiasi mossa è importante immaginare l’evoluzione della nostra carriera nel lungo periodo.

22 giugno 2018