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Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà. Questo è la...
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L’onestà paga. Ecco 3 maniere per coltivarla, anche sul lavoro

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Essere onesti paga sempre; dire la verità, anche quando dura e dolorosa, porta le persone a fidarsi più in fretta di noi. L’onestà è infatti alla base di ogni relazione sana, rende i rapporti più forti, e sul lavoro ci permette di costruire un ambiente migliore, più sereno, che ci aiuta a essere più produttivi. In un mondo in cui sembrano avanzare solo i furbi e i raccomandati, la disonestà può apparire vincente, ma non è davvero così. I disonesti possono sì avere dei vantaggi nel breve periodo, ma a lungo andare è l’onestà che viene riconosciuta e che ci fa vivere meglio. Gli onesti sono infatti più sani – uno studio ha dimostrato che le bugie provocano tensione, nervosismo, dolori fisici – e hanno una reputazione migliore. Nonostante i palesi vantaggi dell’onestà, però, essere sinceri con noi stessi e gli altri non è sempre facile, ma anzi, come ogni buona pratica ha bisogno di esercizio. Ecco allora tre semplici passi che vi aiuteranno a essere onesti sul lavoro.

1. Essere gentili, prima di tutto con se stessi

L’onestà è strettamente legata alla gentilezza. Essere disonesti aumenta la pressione sanguigna, e quindi lo stress; ci porta anche a dubitare della nostra autostima, a cercare autogratificazioni che spesso ci catapultano in una spirale di menzogne, dalla quale diventa sempre più difficile uscire. D’altro canto invece essere onesti significa prima di tutto essere gentili con se stessi: è il modo migliore per iniziare a prendersi cura della nostra salute.

2. Lavoriamo sul nostro modo di essere onesti

Per essere onesti, dire come stanno davvero le cose, a volte si deve essere duri ma questo non significa che l’onestà debba essere sempre brutale. Per prima cosa dobbiamo domandarci se la nostra onestà ha davvero delle buone intenzioni, o se ne stiamo approfittando per punire indirettamente chi ci troviamo di fronte. Prima di essere onesti, dobbiamo sempre chiederci: la mia onestà è vera? È necessaria? È gentile? Se le risposte a queste domande sono affermative non c’è da avere più dubbi, la persona con cui saremo onesti ci ringrazierà.

3. Riflettiamo sugli effetti della disonestà

Un recente studio pubblicato sulla rivista Personality and Social Psychology Bulletin ha affermato che una serie di precauzioni possono aiutare a resistere quando si è tentati di mettere in atto comportamenti disonesti. Stando ai risultati degli esperimenti degli autori della ricerca, l’onestà sarebbe un po’ come una dieta, cioè difficile da seguire senza tenere bene a mente l’obiettivo (i vantaggi dell’onestà) e soprattutto senza considerare le conseguenze negative delle proprie azioni disoneste compiute in passato. Per essere onesti può quindi aiutare riflettere sugli effetti deleteri di un atteggiamento poco etico, ma anche imparare a riconoscere e a identificare le situazioni che potrebbero metterci nella situazione di dover mentire.

11 giugno 2018