Idee e strumenti
per evolvere
Idee e strumenti
per evolvere
Mafe De Baggis
Lavoro per liberare le energie delle aziende e delle persone usando le storie per mettere ordine nel loro modo di comunicare, di raccontarsi, di entrare in relazione con gli altri. Lo faccio usando soprattutto i media digitali, ma...
vita da freelance consigli

Vita da freelance: guida pratica per uscire di casa (almeno una volta al giorno)

Mafe De Baggis
Esperta di comunicazione digitale

Lavorare in casa è bello, anzi bellissimo, a patto di uscire di casa almeno una volta al giorno (e, se possibile, non in pigiama). La tentazione di evitarlo a meno che non sia strettamente necessario è molto forte, soprattutto se in casa si sta bene, c’è luce e una temperatura migliore che all’esterno, ma come dice Ismaele in Moby Dick  “al mondo non c’è qualità che sia ciò che è se non per contrasto”.

Il contrasto tra il dentro e il fuori è probabilmente il motivo per cui hai deciso di non investire una parte delle tue entrate in un ufficio o un co-working: diamo per scontato quindi che tu non senta il bisogno di vedere altri esseri umani, di avere una macchinetta del caffè dove stazionare lamentandoti del caffè e che tu preferisca prepararti un’insalata o un piatto di pasta in cucina invece di lamentarti della mensa o degli orridi affollati baretti intorno all’ufficio.

L’obiettivo del freelance casalingo, quindi, è molto chiaro: godersi la casa, la solitudine e la tranquillità il più possibile. Niente di quello che ti consigliamo viola questa regola, al contrario. Uscire di casa almeno una volta al giorno aumenta esponenzialmente il godimento di tornarci (e ti costringe a vestirti). Organizzati in modo da inserire nella tua routine quotidiana almeno una di queste gite fuori.

  1. Sei un’allodola? Vai a correre o a camminare all’alba
    Se ti svegli presto e sei al tuo meglio di mattina presto
    quello è il momento giusto per uscire di casa. Il mondo prima all’alba è molto più bello ed è tutto per te: è silenzioso, libero e pieno di possibilità. Non importa se corri o cammini, perché il semplice fatto di uscire di casa prima di tutto il resto procurerà al tuo corpo tutto quello che gli serve per lavorare bene e con più tranquillità. La sedentarietà è pericolosa quasi come fumare, lo sapevi?
  1. Sei un gufo e per te l’alba non esiste? Vai a correre o a camminare al tramonto.
    Inizi a connettere dopo pranzo e alzarti presto ti sembra la peggiore idea possibile? Preferiresti una lunga conference call con rumori di fondo e continue cadute? Non è un problema: esci di casa quando il sole sta calando, seguendo le stagioni. Avrai un po’ di ore di lavoro alle spalle e fare i canonici 10.000 passi (magari iniziando da mille) ti aiuterà a fare ordine e a trovare soluzioni e idee diverse.
  1. Hai dei prodotti che ami e di cui non puoi fare a meno?
    Scegli un negozio che ti piace nel raggio di un chilometro e fai in modo di non avere mai tutto quello che desideri in casa. È doloroso, ma efficace. Non c’è niente come restare senza caffè per farmi uscire di casa (basta dimenticare che esistono le consegne).
  1. Vai a caffè, tisane o vino?
    Scegli un bar che ti piace nel raggio di un chilometro e fissa un orario in cui vai a prendere lì un caffè, un the o un aperitivo. Se lo fissi e non ci vai prendi appuntamento con qualcuno, l’ideale è un altro freelance (che avrà la stessa voglia che hai tu di tornare a casa il prima possibile)-
  1. I tuoi clienti vogliono vederti?
    A seconda del tuo orologio biologico – gufo o allodola – fissa tutti gli (inevitabili e odiatissimi) appuntamenti fuori nel momento in cui sei al tuo peggio (per me è metà pomeriggio). Almeno un impegno al giorno, perché le riunioni sono faticose, ma le conference call sono alienanti.

Una volta presa l’abitudine di fare almeno una di queste cose, se possibile tutti i giorni più o meno alla stessa ora, scoprirai che avere un appuntamento con il mondo fuori trasforma il lavoro dentro e, un pochino, anche te. Noi freelance amiamo la libertà di poter lavorare quando vogliamo, ma troppo spesso la anneghiamo in una zuppa di procrastinazione, angoscia e giri a vuoto. Scegliersi una gita fuori, proprio come se fosse un lavoro, è come trovare il capo di un filo che sbroglia tutta la matassa.

Ah, dimenticavo: il modo migliore per non uscire in pigiama è non possederne uno. E neanche una camicia da notte, una vestaglia o delle pantofole.

7 giugno 2018