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Massimo Temporelli
Laureatosi in Fisica all'Università di Milano, Massimo Temporelli ottiene nel 2000 una borsa di studio presso l'azienda ST Microelectronics, leader mondiale nel settore dei microchip, con la quale sviluppa i percorsi scientifici...
successo come si ottiene

“Successo” vuol dire letteralmente “è successo”: impariamo a fare accadere le cose

Massimo Temporelli
Fisico, storico della tecnologia e fondatore The FabLab di Milano

Durante quello che pensavo fosse un “fuori onda” di una mia recente intervista sull’innovazione ho affermato: “Successo vuol dire che “è successo”. Mi piace pensare al successo in questi termini: prima qualcosa non c’era e poi, ca**o, è successo”.

A mia insaputa e con mia sorpresa, il regista ha poi scelto di inserire questa parte (anche se un po’ informale) all’interno dell’intervista andata in onda.

Aveva ragione lui. Quel concetto, nato da una chiacchierata spontanea e intima, nascondeva qualcosa di profondo. Probabilmente me ne sarei di sicuro dimenticato e, invece, rivendendo l’intervista e quel pezzo di “fuori onda” in particolare, sono tornato a pensarci, a rifletterci e adesso a scriverci. Insomma, parliamo di “successo”. In modo nuovo però…

La prima istanza che restituisce il dizionario della lingua italiana per la parola “successo” è la seguente: sostantivo che indica un “risultato favorevole: riportare un successo insperato; in particolare, affermazione, apprezzamento, consenso ottenuti da una persona nell’ambito di attività artistiche, sportive, dello spettacolo, politiche: successo di critica, di pubblico || professionista, attore, stilista di successo; di cosa, che incontra il favore del pubblico: film, libro di successo”.

Questo è quello che ci viene in mente a molti quando sentiamo la parola “successo”. Il successo si insegue. Il successo si brama. Ma come si costruisce il successo? La risposta è nella parola stessa. Infatti, proviamo a concentraci su un’altra declinazione della parola “successo”, non il sostantivo ma il participio passato del verbo succedere. Dopo aver fatto questo passo, proveremo a mettere in connessione le due declinazioni, dando un nuovo significato, o un significato più profondo, alla parola successo, ma andiamo con ordine…

Partiamo dal verbo “succedere” e in particolare da uno dei suoi vari significati che riporto pari pari come appare nel dizionario della lingua italiana: “Accadere, avvenire, sia in dipendenza causale da altri avvenimenti o in relazione di semplice posteriorità con essi”.

Insomma, il verbo succedere si riferisce a qualcosa che cambia, qualcosa che fa la differenza tra il prima e il dopo. Succedere è un verbo che fa riferimento a un evento nel tempo che cambia le cose per sempre. In questo senso “è successo” indica un qualcosa, un evento, che nel succedere ha segnato, ammaccato, graffiato il tempo, modificando qualcosa nello scorrere della storia, grande o piccola che sia.

Far succedere le cose è una cosa nobilissima, prendersi la responsabilità di farlo quando le cose non vanno, lo è ancora di più. Vedere che con le proprie azioni e decisioni, le cose cambiano per sempre e che, in relazione a quel succedere, gli altri, i nostri colleghi, i nostri competitor o i nostri clienti, ma anche, in ambito sentimentale, i nostri amici o affetti, si riferiscano ad un prima e a un dopo è l’essenza della parola “successo”. Che per me, e spero anche per voi, da adesso in poi, sarà sempre di più legato al “è successo”.

Insomma, raggiungere il successo, quello vero, duraturo e profondo, deve avere a che fare forzatamente con il far succedere le cose, con il cambiare le cose.

Solo chi si prende la responsabilità di agire consapevolmente in questa direzione merita di diventare una persona di successo, anche se preferirà sempre, ne sono sicuro, riconoscersi nella categoria delle persone che posso dire “è successo” piuttosto che dirsi di “successo”.

2 luglio 2018