Idee e strumenti
per evolvere
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Mafe De Baggis
Lavoro per liberare le energie delle aziende e delle persone usando le storie per mettere ordine nel loro modo di comunicare, di raccontarsi, di entrare in relazione con gli altri. Lo faccio usando soprattutto i media digitali, ma...
come liberarsi proprie gabbie

Come liberarci da tutte le gabbie che non vediamo più

Mafe De Baggis
Esperta di comunicazione digitale

Se leghi un elefantino a un paletto gli impedisci di scappare: lui proverà a liberarsi, imparerà che non riesce a staccarsi o a svellere il paletto, si rassegnerà e smetterà di provarci. Crescendo potrebbe farlo, ma avendo smesso di provarci resterà al palo, per sempre.

L’elefantino è una metafora, perché è quello che capita a molti di noi quando impariamo che non siamo in grado di fare una cosa. Martin Seligman l’ha definita “impotenza appresa” ed è una condanna che ci infliggiamo da soli o, troppo spesso, che ci viene inflitta da chi si prende cura di noi (genitori, insegnanti, amici, compagni).

Tutti abbiamo qualcosa in cui non siamo mai riusciti, almeno non al primo colpo e neanche al secondo o al terzo tentativo. Magari non ci siamo riusciti da piccoli – lo sport, le frazioni, la grammatica o una lingua straniera – e non ci abbiamo mai più provato. Non siamo portati, predisposti, adatti: l’impotenza appresa domina e condiziona la nostra vita, prendendo forme diverse. Così nascono vezzi, complessi e pigrizie, dando forma al nostro modo di vivere, una forma che assomiglia molto a un recinto.

Chiamiamo questo recinto “comfort zone” e, giusto per essere chiari, non c’è niente di male a stare comodi. Il problema è quando la nostra routine, invece che comoda, diventa una gabbia che ci impedisce di fare cose che vorremmo fare. Questo, unito alle recenti ricerche sulla plasticità del cervello che confermano quanto imparare e fare cose nuove rallenta l’invecchiamento, è il motivo per cui vale la pena di provare a staccarsi dal paletto.

Questi i nostri consigli per farlo senza mettersi troppo in discussione, perché una cosa è l’impotenza appresa, un’altra sono le nostre inclinazioni e abitudini. Non devi trasformarti in qualcun altro, ma in una versione migliore di te stesso.

1) Analizza la tua routine e fai ogni giorno qualcosa di leggermente diverso dal giorno prima. Se fai sempre la doccia prima di uscire falla appena sveglio, se guardi la mail dopo cena spegni il telefono prima. Fai degli esperimenti, ma piccoli e vedi che effetto hanno.

2) Scegli un giorno della settimana per fare una cosa che non avevi mai fatto prima. Può essere una cosa piccola, come mettere la frutta nell’insalata, o più importante, come andare a piedi in un posto dove normalmente vai con un mezzo di trasporto.

3) Una volta al mese fai qualcosa che proprio non è da te. Vai a correre se sei pigro, mangia un piatto di una cucina lontanissima dai tuoi gusti, vai al cinema da solo, parla con il vicino di posto in treno.

4) Ogni volta che pensi che qualcosa sia assurdo, stupido, sbagliato segnalo da qualche parte. Una volta al mese riprendi l’elenco e scegli qualcosa che potresti provare a fare il mese dopo.

5) Se sei sicurissimo di una cosa, approfondiscila cercando fonti che la mettono in discussione.

6) Segna tutto quello che mangi per un mese e poi analizza la tua dieta tipo: se mangi sempre le stesse cose, prova a cambiare un ingrediente al giorno. Mangiare sempre le stesse cose va male anche se sono cose sane.

7) Ogni volta che pensi o dici “eh, ma io sono fatto così” chiediti: come cambierebbe la mia vita se non lo fossi?

 

22 agosto 2018