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Michele Boroni
Si occupa di contenuti e comunicazione per brand, persone e progetti editoriali. Scrive di marketing, cultura pop, media e tecnologia per Il Foglio, Il Messaggero, Wired.it, Rivista Studio e LINK.   Un tempo aveva un blog,...
onlife cosa significa

«Onlife»: perché smettere di distinguere vita online e offline (anche in vacanza)

Michele Boroni
Giornalista ed esperto di comunicazione 

Un tempo si diceva, e si dice ancora, “vado in vacanza e stacco tutto”. In quello staccare tutto c’è ovviamente un’inevitabile presa di distanza dai problemi lavorativi, dal tran-tran quotidiano e dai ritmi frenetici che la vita professionale spesso impone. Ma staccare significa anche disconnettersi completamente da tutta quella tecnologia mobile e fissa che tiene legati molti di noi legati a doppio filo e che spesso non riusciamo a gestire completamente. Un atteggiamento che è razionalmente comprensibile, sicuramente liberatorio, ma che spesso porta, una volta rientrati in città a un difficile reinserimento nella vita quotidiana.

Questo atteggiamento spesso è figlio di un pensiero che considera fisico e digitale, esperienza offline e online come dimensioni alternative e contrapposte, due mondi inconciliabili e in contrasto che solleva paure e polemiche e attiva comportamenti sociali difensive e logiche avversative. Oggi però noi viviamo completamente in quella che molti sociologi chiamano onlife, una convergenza pervasiva tra fisico e digitale, online e real life: tale pervasività stravolge la vita di ciascuno di noi sia in termini di percezione sia di comunicazione e relazione. La dimensione onlife non si limita a contrarre il tempo e annullare lo spazio come avveniva in passato – come racconta il sociologo Francesco Morace – ma li mescola in modo imprevisto, espandendo lo spazio vitale e rendendolo elastico, intervenendo in tutte le fasi del quotidiano.

È una dimensione che le nuove generazioni, i cosiddetti nativi digitali, riescono a vivere con una certa naturalezza, anche se, ai nostri occhi, con alcune derive verso una totalizzazione digitale.

Le vacanze estive, ovvero quando la nostra mobilità diventa più aperta e sperimentale, potrebbero essere il giusto momento per cambiare le nostre coordinate e aspettative, per vivere un nuovo rapporto con lo smartphone che può diventare un valido alleato nell’organizzazione attenta e consapevole dei viaggi, una bussola digitale che permetta di esprimere le nostre esigenze, necessità e desideri.

Queste vacanze estive potrebbero quindi aiutarci a entrare nella dimensione onlife, ripensando la nostra delicata relazione tra reale e digitale, esperienza online e offline, provando a non porle più in contrapposizione. Come? Utilizzando i servizi digitali per soddisfare la nostra vocazione esplorativa, programmando percorsi nuovi, cogliendo al volo offerte vantaggiose, godere di servizi fatti su misura e magari vivere il multitasking in modo più leggero e creativo e non forzato e impegnativo come nel resto dell’anno.

L’onlife experience ci permette anche, una volta rientrati, non solo di ridurre quello stress da rientro o come spesso viene chiamato post-vacation blues, ma anche gradualmente e progressivamente annullando il gap con le altre generazioni che già vivono con una certa naturalezza l’esperienza onlife che, volenti e nolenti, è la dimensione che sempre più permeerà le nostre esistenze.

16 agosto 2018