Idee e strumenti
per evolvere
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Claudio Gagliardini
consulente, formatore e relatore in Web Marketing, Social Media e comunicazione online. seidigitale.com a Cremona, blogger e scrittore Web Marketing, Social Media...
scrivere per mestere come fare

Ti piacerebbe scrivere per vivere? Il segreto è non smettere (mai) di studiare

Claudio Gagliardini
Esperto web marketing e comunicazione

C’è chi apre un blog o scrive un libro per cercare la via della fama o per guadagnare dei soldi, due cose che non sempre coincidono, come in troppi sembrano propensi a credere. Ma c’è anche chi scrive per imparare, memore del metodo che per anni utilizzava a scuola, prendendo appunti durante le lezioni o nella lettura di un libro. Per fissare i concetti nella mente e nella memoria, infatti, non è sufficiente ascoltarli e ripeterli dentro si sé, ma è utilissimo scriverli, rielaborarli, “impastarli” su un foglio fisico o virtuale per fissarli e per digerire la loro essenza.

Oltre ad imparare, tuttavia, questo metodo ci può aiutare a scrivere qualcosa che serva anche agli altri, purché nella sua elaborazione diventi farina del nostro sacco, anziché limitarci ad una raccolta di citazioni o di contenuti scritti da altri.

Imparare scrivendo

Qualunque sia la materia o l’argomento che stiamo studiando, scrivere ci aiuterà a farlo meglio, più rapidamente e con maggior successo. Questo perché la scrittura ha effetto su:

  1. concentrazione: scrivere mentre si studia aiuta a tenere alta la concentrazione e a dare un ritmo a ciò che stiamo facendo;
  2. memorizzazione: mentre li scriviamo su carta (o a video) i concetti si fissano nella memoria molto meglio che se ci limitassimo solamente a leggerli o ad ascoltarli;
  3. comprensione: la scrittura ci aiuta anche a strutturare al meglio ciò che stiamo studiando, facilitandone la comprensione (che è cosa ben diversa dalla memorizzazione).

Ovviamente il risultato migliore è frutto di una tecnica mista (che dobbiamo affinare nel tempo e personalizzare) in cui la scrittura è centrale ma non sostitutiva di lettura, ascolto e possibilmente anche visione, un supporto che nella scuola è sempre poco utilizzato (anche per questioni economiche) ma che è in grado di dare ottimi risultati.

Quando impariamo scrivendo non dobbiamo tuttavia limitarci a prendere appunti, sicuramente utili per essere poi rielaborati. È importante che con il materiale raccolto e con quello che consultiamo ci esercitiamo nel riassunto, nella creazione di schemi, di mappe concettuali ed elaborazioni in formato grafico (es. infografiche) che ci aiutino a fare il punto sui concetti fondamentali.

Per imparare davvero non basta dunque leggere e riscrivere quello che troviamo in Rete o sui libri, ma serve un vero percorso di apprendimento, che parta da uno o più insegnanti capaci e qualificati, in grado di farci comprendere e amare la materia e disponibili ad aiutarci a superare i nostri dubbi e le nostre lacune. Questi emergeranno molto più facilmente proprio attraverso la scrittura e la rielaborazione di quanto stiamo imparando.

Imparare a scrivere

Ovviamente per imparare scrivendo occorre aver prima imparato a scrivere, ma questo è qualcosa di molto più complesso e articolato che apprendere e mettere in atto le regole della grammatica. Imparare a scrivere significa principalmente esercitarsi (a lungo) a fissare nella mente i concetti che si vogliono esprimere, per poi adagiarli sul foglio, fisico o virtuale che sia, incastrando tra loro le parole come i pezzi del Tetris (che per chi non lo sa si chiamano tetramini). Sembra facile, ma non lo è affatto. Le parole sono moltissime (centinaia di migliaia) e il loro significato può cambiare, anche radicalmente, in funzione della loro collocazione, della loro declinazione e delle numerose figure retoriche e artifici linguistici che si possono utilizzare. Questo significa che a scrivere non si è mai imparato abbastanza e che una forma grammaticale perfetta non basta per essere ottimi scrittori. Figuriamoci senza nemmeno quella…

Tutto questo non deve però demoralizzare. Se è vero infatti che, come in molti altri settori e campi, la naturale predisposizione alla scrittura è di grandissimo aiuto, è anche vero che la tecnica, l’esercizio costante, e l’applicazione (ovvero la disponibilità ad imparare ogni giorno, senza fermarsi mai) fanno spesso di un pessimo scribacchino un buon professionista.

Scrivere per professione

Scrittore, giornalista, copywriter, creatore di contenuti e molti altri mestieri legati alla scrittura non sono alla portata di tutti, ma sono categoricamente preclusi soltanto a pochi, per lo più per scarsa o del tutto assente dedizione, più che per mancanza di inclinazione.

Ovviamente c’è un enorme divario tra un buon creatore di contenuti e un grande scrittore, ma nulla è impossibile se l’obiettivo non è il Nobel per la letteratura e l’impegno è serio e costante. In fondo non è nulla di troppo diverso dallo studio; è proprio questo che fa chi crea contenuti, approfondendo le proprie conoscenze sull’argomento che deve o che intende trattare e scrivendo per sé stesso o per un committente ciò che ha imparato, ovviamente in un ambito in cui ha già solide basi e competenze.

È forse questa l’unica discriminante tra chi può davvero spendersi in questo ambito e chi farebbe oggettivamente fatica. Trovare una nicchia, un settore in cui si hanno competenze da investire, di cui si conoscono i fondamentali e si è disposti a rimanere aggiornati nel tempo, oltre ad avere relazioni e contatti che fanno parte del bagaglio professionale e che aumentano notevolmente le opportunità.

Scrivere per mestiere è dunque una grande opportunità di crescita e di apprendimento, se si è disposti a non smettere di studiare e a praticare quel lifelong learning che è oggi alla base della maggior parte dei lavori e che, tra l’altro, ci permetterà di tenere testa al sempre più massiccio ricorso all’Intelligenza Artificiale, già testata con successo anche in questo settore.

2 agosto 2018