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Micaela Terzi
Sono una Business Coach e Formatrice e aiuto aziende e liberi professionisti a realizzare i loro progetti. Ho fondato e gestito per 10 anni due startup specializzate in sviluppo di servizi per Smart City e poi ho deciso di...
paura essere giudicati come combatterla

Cosa fare se la domanda «cosa pensano gli altri di me?» ci tiene svegli la notte

Micaela Terzi
Business Coach e formatrice

Siamo più ricchi di quanto lo siamo mai stati. Viviamo più a lungo, possediamo più cose e viviamo nel lusso. Quindi perché non siamo anche più felici?

È da questa domanda che il filosofo Alain De Botton inizia a parlare di quella che lui stesso ha definito “Status anxiety” (ansia di stato). Così si chiama il suo libro e il documentario omonimo presentato nel 2004, che sembra più che mai attuale. Secondo De Botton quello che ci tiene svegli la notte è il pensiero del nostro stato. Ci chiediamo se abbiamo successo, se abbiamo la giusta automobile o se indossiamo i giusti vestiti. Ci domandiamo se le persone pensano che siamo dei perdenti e, se così fosse, se ce ne dovremmo preoccupare. Nel suo libro De Botton lancia una sfida: quello che facciamo, dove viviamo e quello che possediamo dovrebbe definire il nostro stato e determinare la nostra felicità. Ma è davvero così? In realtà l’uomo moderno vive in uno stato d’ansia causato da quello che gli altri pensano di lui. Ci importa del nostro stato (sociale, economico…) solo in relazione al fatto che può farci apparire agli occhi degli altri come un successo o un fallimento, come un vincente o un perdente. E pensiamo che le persone saranno gentili con noi e ci ameranno a seconda della nostra posizione nella società.

Questo modo di pensare è estremamente pericoloso e può rovinare la nostra vita perché siamo costantemente preoccupati di non riuscire a conformarci agli ideali di successo stabiliti dalla nostra società.

Quali sono le cause della “status anxiety”?

  1. Mancanza d’amore
  2. Aspettativa
  3. Meritocrazia
  4. Snobismo
  5. Dipendenza

In pratica, la nostra spinta al successo e la nostra ricerca per raggiungere e mantenere posizioni di alto livello sono alimentate dal nostro bisogno di attenzione, di riconoscimento e di amore. Dobbiamo insomma assicurarci che contiamo per qualcuno.

E quindi come possiamo alleviare questa “ansia da stato”? Alain De Botton lo spiega nella seconda parte del suo libro, suggerendo cinque vie da percorrere: quella della filosofia, dell’arte, della politica, della religione e di uno stile di vita bohémien. Ai metodi suggeriti da De Botton possiamo però aggiungerne altri, molto pratici, da provare a seguire quotidianamente senza grosso sforzo.

  1. Gratitudine – ogni giorno cerca di analizzare ciò che possiedi (non solo in termini economici) e di renderti conto di quanto sei ricco. Per allenarti a farlo scrivi ogni sera da 3 a 5 cose per cui essere grato quel giorno. Anche se sono cose “banali” ti renderai presto conto di quanto il tuo “livello sociale” sia già molto alto e quanta ricchezza possiedi già, in termini di benessere ma anche di persone che ti stanno intorno e ti amano, di opportunità ecc…
  2. Circondati delle persone “giuste” – in questo senso “giuste” va interpretato come “giuste per te”. Per superare l’ansia da stato è necessario assicurarsi che i nostri bisogno d’amore e attenzione siano soddisfatti da persone che ci stanno veramente a cuore. Tu di che persone ti circondi? Di quelle che prendono nota solo del tuo status, o di quelle che non ti giudicano? Liberati delle prime e tieniti strette le seconde. Come? Puoi iniziare ad esempio facendo “decluttering” sui tuoi canali social delle persone di cui non ti interessa o che non sono in linea con i tuoi valori. Farlo online è più semplice che dal vivo, quindi parti da lì. Elimina i contatti con cui non hai nulla da spartire: in questo modo farai spazio nella tua vita perché possano entrarci le “persone giuste”.
  3. Accetta l’ansia – è impossibile immaginare una vita completamente sgombra di ansia. Accettala, ma guardala anche in maniera obiettiva, per quello che è. Quando ti senti inadeguato domandati se è veramente così o se ti stai facendo influenzare da qualcun altro. Nel primo caso puoi fare qualcosa per cambiare, nel secondo caso non preoccupartene.
  4. Cambia, se necessario, ma segui sempre i tuoi valori – la spinta a cambiare e migliorare è sicuramente una buona cosa. Assicurati però che il cambiamento vada nell’ottica di realizzare i tuoi obiettivi e i tuoi valori, e che non sia fatto per far felice qualcun altro. Ogni volta che definisci un obiettivo da raggiungere, domandati se lo desideri davvero, se è in linea con quello che credi, o se invece lo vuoi soltanto perché “è giusto”. Si realizzano gli obiettivi che nascono da una vera motivazione. Ogni volta che ne scrivi uno scrivi anche almeno 10 motivi per cui lo vuoi raggiungere. Se non riesci a trovarne più di 5, probabilmente quell’obiettivo non è veramente tuo.
5 settembre 2018