Idee e strumenti
per evolvere
Idee e strumenti
per evolvere
Mafe De Baggis
Lavoro per liberare le energie delle aziende e delle persone usando le storie per mettere ordine nel loro modo di comunicare, di raccontarsi, di entrare in relazione con gli altri. Lo faccio usando soprattutto i media digitali, ma...

Come imparare a imparare

Mafe De Baggis
Esperta di comunicazione digitale

Nei primi anni di vita noi impariamo apprendendo dall’ambiente, dagli stimoli sensoriali e dalle indicazioni/reazioni delle persone intorno a noi. Impariamo agendo, non studiando. Impariamo a fare cose difficilissime: a stare in piedi, camminare, prendere e spostare oggetti, parlare.

I software alla base dell’intelligenza artificiale, così come le macchine e i computer che la usano, funzionano in modo molto simile: alla loro nascita non sanno molto e sanno fare anche meno, ma imparano dall’esperienza. Si chiama “machine learning”, traducibile in apprendimento automatico, ed è un insieme di metodi pensati per fare tesoro degli errori, anche grazie alla notevole velocità di calcolo dei computer.

Tra un infante e un computer ci siamo noi, che dai sei ai 18 anni (più o meno) siamo obbligati ad andare a scuola, dove studiamo in modo quasi completamente slegato dall’azione. Studiamo in modo doppiamente mediato: mediato dai libri e mediato dagli insegnanti, che ci dicono cosa è giusto e cosa è sbagliato e ci valutano di conseguenza, insegnandoci ad aspettarci segnali altrettanto chiari in futuro.

Finita la scuola dell’obbligo molti di noi continuano a studiare: all’università dobbiamo imparare a organizzare lo studio e a fare qualche scelta in più, per esempio il piano di studi o l’argomento della tesi, ma continuiamo a imparare poco dall’esperienza e moltissimo da testi e insegnanti. Dimentichiamo cosa vuol dire imparare a camminare cadendo e rialzandoci infinite volte: in un certo senso veniamo programmati in modo molto più preciso di quanto accada a un software avanzato.

Per non diventare meno creativo di un software, per imparare a sopravvivere in una società dove i confini tra giusto e sbagliato sono molto più confusi di quelli tra il 6– e il 6+, per non sentirti continuamente superato dagli eventi o dagli altri devi imparare a imparare in modo diverso. Ecco come iniziare a farlo, cercando di ricordarti quando era facile farlo, quando eri bambino.

  1. Gioca senza manuale di istruzioni. Con i videogiochi è più semplice, che sia un puzzle come I love Hue o un mondo immersivo come Fortnite.
  2. Scegli una storia a puntate – una serie televisiva oppure un libro in più episodi – e parti da metà, se non dalla fine.
  3. Balla a occhi chiusi. Se non riesci subito a ballare, muoviti a occhi chiusi.
  4. Non usare mai un software lasciando le impostazioni di default. Abituati a cercare le opzioni/impostazioni/controlli e modificale, vedendo cosa succede. Non aver timore di romperlo: basta tornare al default (ma non ne avrai voglia).
  5. Ascolta per un po’ (mezz’ora?) una lingua che assolutamente non conosci. Oppure guarda un film o una serie tv in un lingua che non conosci, con sottotitoli che capisci.
  6. Leggi un libro tecnico di un argomento che ignori o che ti mette in difficoltà. Non sforzarti di capire, leggi e basta.
  7. Non separare il tempo dello studio dal tempo del lavoro; non separare lo studio dal piacere, perché imparare facendo significa imparare viaggiando, chiacchierando, cazzeggiando.

Ogni volta che ti senti bloccato, invecchiato, programmato fai una di queste cose. Non si finisce mai di imparare, e meno male.

 

8 Gennaio 2019