Le tecniche più efficaci per diventare un problem solver

Le tecniche più efficaci per diventare un problem solver

Gianluca Cedolin

nasce a Venezia e lavora come giornalista freelance. Ha pubblicato su molte testate e blog come La Repubblica, Rivista Undici, Gq, Yanez Magazine e Zona Cesarini. Appassionato di sport e di cinema, ambientalista...

Una delle grandi abilità che deve possedere un leader, sia a livello internazionale sia in una piccola azienda, è sicuramente quella di saper affrontare e risolvere i problemi nel modo più veloce ed efficace possibile. Per diventare un bravo problem solver ci vuole un po’ di predisposizione, ma ogni individuo può migliorare nella gestione delle difficoltà e per questo abbiamo alcuni consigli.

Lavorare insieme per lo stesso obiettivo

Come scrive su Forbes Glenn Llopis, esperto di strategie e sviluppo aziendali, la chiave è innanzitutto una comunicazione trasparente. Dobbiamo promuovere un ambiente in cui ognuno sia libero di esprimere il proprio punto di vista e i propri dubbi: un gruppo in cui le persone non parlano tra loro non lavora bene. Per risolvere i problemi, infatti, bisogna conoscerli e quindi tutti devono poter confidare le perplessità. Collegata con la buona comunicazione è la creazione di un’atmosfera in cui tutti lavorano insieme per lo stesso obiettivo e non perseguono solo un profitto personale, altrimenti ci si ritrova da soli ad affrontare le difficoltà e si rischia solo di scontentare qualcuno, senza risolvere il problema.

Ci vuole un metodo

Molti esperti sostengono sia importante avere uno schema da seguire ogni volta in cui ci si approccia al problema. LinkedIn parla di nove step, che vanno dall’identificazione del problema e, passando dallo studio delle possibilità e delle conseguenze, arrivano alla valutazione dei risultati. Facendo tesoro dell’esperienza, riusciremo a ritrovare in problemi diversi dei punti comuni da risolvere in maniera standard, pur stando attenti a considerare ogni volta le specificità della situazione e delle persone coinvolte. Insomma, avere un metodo va bene, ma senza essere troppo rigidi.

Imparare dagli errori

Secondo il noto social del mondo lavorativo, il primo punto soprattutto, quello dell’identificazione del problema, sembra il più banale ma è fondamentale: dobbiamo valutare bene con cosa abbiamo a che fare, andando a fondo della questione, per poterla affrontare. Forbes invece punta più l’accento sulla strategia, sottolineando quanto sia importante organizzare le risorse e le persone, puntando di volta in volta sulle cose che ci sono necessarie. Per essere dei bravi problem solver, dobbiamo costruirci un piano di azione a prova di bomba: impariamo dagli errori e dalle situazioni affrontate per affinare sempre di più la nostra strategia.