A volte può essere facile e per certi versi piacevole crogiolarsi nella convinzione della nostra insignificanza. Ci potremmo consolare facilmente pensando che la nostra vita, il nostro operare ogni giorno nelle nostre cose – lavoro, affetti, routine – sia marginale, di pochissimo conto per quello che consideriamo un equilibrio più alto e generale. Ci potremmo mettere a guardare ciò che fanno gli altri, come ad esempio le grandi società o le istituzioni, le celebrità o le persone di successo anche soltanto nella nostra comunità e confrontarci con loro, pensando che la loro fama o potere materiale affermino una volta in più a quanto poco ammontino le nostre vite.
Ma nulla potrebbe essere più lontano dalla verità.
Ognuno di noi conta – tremendamente. La nostra stessa esistenza colpisce innumerevoli persone in innumerevoli modi. E poiché ognuno di noi è essenzialmente un microcosmo dell'universo più ampio, le nostre esperienze interne influenzano l'intera vita più di quanto potremmo mai immaginare. Il mondo semplicemente non potrebbe esistere come adesso se tu non ci fossi e se qualcuno di noi non ci fosse.

Per certi versi è inevitabile essere convinti che a un certo livello la propria vita non abbia importanza. Se questo pensiero risuona dentro di te, forse è tempo di esplorare perché ti senti così. Potresti aver formulato convinzioni che si respingono da sole o sminuiscono da bambino per tenerti al sicuro o per aiutarti a dare un senso a situazioni confuse. Potresti esserti sentito invisibile o inascoltato e aver deciso che c'era qualcosa che non andava in te, piuttosto che nell'attenzione delle persone intorno a te. Dedica un po’ di tempo a capire dove hanno messo radici questi sentimenti di insignificanza e vedi quali cambiamenti potresti essere in grado di apportare nella tua vita e nel tuo cuore.

È quindi inevitabile arrivare a pensare che a poco possano servire le azioni di miglioramento che invece potrebbero essere uno strumento fondamentale non solo per superare questa sensazione di mancanza, ma anche per rispondere in maniera positiva e produttiva a quello che gli altri e noi stessi chiediamo a noi. Il motivo per cui sarebbe utile muoversi e provare di risolvere questa serie di piccole ferite, perché è di questo che si tratta, è in primis rompere le catene che ti ancorano a un io passato, che non cresce e non evolve ma che proprio per questo rimane statico. Questa convinzione della tua stessa importanza, infatti, potrebbe limitarti e avere un impatto sulla tua vita in modi enormi. Quando sposti le tue percezioni intorno alla tua capacità di influenzare la tua vita e influenzare il mondo, potresti scoprire parti meravigliose di te che avevi dimenticato da tempo. Potrebbero esserci anche nuove eccitanti parti che non sapevi nemmeno che esistessero. Quando acquisisci consapevolezza di quanto conta davvero la tua vita, possono emergere nuove fonti di energia e il tuo senso di connessione con il mondo si rinnova. A questo riguardo, Friedrich Nietzsche diceva: «Pochi uomini hanno in genere la fede in se stessi. Tutto quello che fanno di buono, di valido, di grande, è in primo luogo un argomento contro lo scettico che si annida in loro; si tratta di convincere o persuadere questo scettico, e per questo ci vuole quasi del genio. Sono i grandi insoddisfatti di sé».