Lo sviluppo personale è strettamente collegato a quello a cui ci dedichiamo tutti i giorni. Sono infatti le attività che svolgiamo a determinare in che direzione cresciamo. Due degli strumenti più utili per organizzare la propria giornata integrando in essa in nostri obiettivi di crescita personale sono il Bullet Journal e la metodologia MIT (most important task, inglese per “compiti più importanti”). Anche se il nome ci induce ad associarlo a un prodotto, invero anche il Bullet Journal è una metodologia. Vediamo come integrarle entrambe nella nostra quotidianità.

Il Bullet Journal: pensare in liste

Il Bullet Journal è un’agenda strutturata attorno a una metodologia basata sulle liste puntate. L’ha inventata Ryder Carroll per risolvere i propri problemi con il disturbo da deficit di attenzione. In inglese Bullet Journal significa diario a puntini, ma va notato come bullet da solo significhi proiettile e journal sia un termine coniato per indicare la raccolta quotidiana d'informazioni. La metodologia sviluppata da Carroll prevede di creare liste per gli obiettivi dei prossimi sei mesi, poi per ogni mese sviluppare una lista di obiettivi del mese affiancandola a un calendario. Infine, quotidianamente sviluppare una lista di attività da svolgere.

La definizione di obiettivi è uno degli aspetti chiave dello sviluppo personale. Nel Bullet Journal però non ci sono solo questi. Un puntino significa attività da svolgere, un segno meno rappresenta un commento, un punto esclamativo una cosa importante da ricordare, e così via. Quando un’attività viene conclusa, si smarca con una x sul puntino relativo. Ci sono poi le collezioni, altre liste puntate di vario genere (libri da leggere, idee su cui lavorare, lavori in casa che vanno fatti…) a cui si può attingere per stilare la to-do list quotidiana.

Non è necessario comprare un Bullet Journal per applicare la metodologia: va benissimo un qualsiasi quaderno o agenda. Teoricamente, anche un’app, ma queste sono in genere meno efficaci: scrivere a mano richiede una maggior riflessione, specie se fatto a penna, perché cancellare non è così semplice come nel digitale, e comunque aggiunge disordine al testo. Scrivere sulla carta, inoltre, consuma spazio, riducendo la possibilità di aggiungere altro, e quindi suggerendoci di ponderare bene quello che aggiungiamo. Infine, questo approccio ci rende maggiormente consapevoli di quante cose stiamo mettendo in agenda e di quante siamo in grado di occuparci, aiutandoci a non inserire quelle meno importanti nelle nostre già pienissime agende, e a focalizzarci così sugli aspetti della nostra crescita personale che vogliamo coltivare.

La metodologia MIT per lo sviluppo personale

La metodologia MIT non ha un vero e proprio inventore, ma è stata ripresa e proposta da più autori ed esperti di sviluppo personale. È probabile che tutti la conoscano, ma pochi la usano. Essa prevede di partire dagli obiettivi, individuando quelli più importanti, e poi dividendoli nel tempo a disposizione. Quindi se l’obiettivo di quest’anno fosse imparare una lingua, l’obiettivo del mese potrebbe essere relativo a un dato argomento (studiare la grammatica, migliorare nella scrittura, parlare quotidianamente nella nuova lingua…) che poi verrebbe diviso in singole attività quotidiane. La metodologia viene usata anche in modo verticale, ovvero prioritizzando le attività delle nostre to-do list. Esistono diverse varianti, fra cui la più nota è forse 1-3-5: una cosa fondamentale, tre a cui vogliamo dedicarci, e cinque che ci piacerebbe riuscire a realizzare. Indipendentemente dallo schema a cui si faccia riferimento, la regola è una sola: non ci si può dedicare ad altro se il o i MIT di giornata non sono stati completati.

Come combinare Bullet Journal e MIT

Dal punto di vista della crescita personale, pianificare è un’attività fondamentale. Farlo mettendo nero su bianco i nostri obiettivi favorisce la presa d’atto di quello che effettivamente vogliamo realizzare. Il Bullet Journal ci aiuta a organizzare i nostri obiettivi nel tempo, mentre la MIT ci guida nella pianificazione della singola giornata. Marcare con un asterisco il o i punti più importanti (in genere meglio non superare i tre) serve a isolare l’oggetto della nostra attenzione. Non è possibile arrivare a sera senza essersi occupati di ciò, e in linea di massima non ci si dovrebbe dedicare ad altro prima di quello. I MIT possono essere applicati a qualunque lista all’interno del nostro bujo, come lo chiamano gli appassionati.

Per iniziare subito ad applicare queste due metodologie prendi un quaderno o un’agenda e stila una lista di cose da fare oggi, prossimamente, prima o poi, che devi assolutamente fare e che ti farebbe piacere fare. È giusto un modo per cominciare a mettere nero su bianco quello che hai in testa, senza sforzarti di fare un piano. Poi comincia a stendere regolarmente la lista delle cose da fare ogni giorno, indicando con un asterisco quella più importante (oppure le tre cose più importanti). Successivamente puoi passare a fare la lista degli obiettivi della settimana, del mese, del semestre e dell’anno.