Eccoci giunti alla terza tappa tra le città le cui caratteristiche possono offrire spunti per la vita privata e professionale: Tokyo. La capitale giapponese è un organismo in continuo movimento. Non parlo solo di mobilità, aspetto certamente caratterizzato da un grande dinamismo, ma di movimento come evoluzione. Una città con una storia importante ma che non ha paura di cambiare volto e identità. Di evolvere insomma, in un moto perpetuo che la trasforma. Ogni qual volta un sisma colpisce l’Italia portando con sé enormi danni e un gran numero di vittime nasce il confronto con il Giappone che, terra soggetta a frequenti e potenti scosse, ha da tempo instaurato un sistema di prevenzione e contenimento dei danni. I grattacieli di Tokyo possono subire grandi ondeggiamenti senza arrivare a rotture strutturali. Questo grazie a cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, all'uso di acciai molto più elastici del normale e alla fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture. La struttura diventa così elastica e resistente alle sollecitazioni di una scossa sismica, limitando i crolli e dando alle persone la possibilità di fuggire. Ogni edificio di Tokyo possiede una propria identità estetica e logica, indipendente da ciò che lo circonda. Le strade della città sono un patchwork in continua crescita che può confondere gli occhi occidentali. Puro caos? Non per i giapponesi, per i quali la spontaneità è un elemento fondamentale della progettazione architettonica. Ai nostri occhi potrebbe sembrare una città disordinata, ma tutto dipende da cosa intendiamo per dis-ordine. Quali ispirazioni possiamo trarre da Tokyo dunque? - Innanzitutto un invito al movimento. Interiore o fisico che sia, non dobbiamo temere il moto. Sia nella vita privata che nel business, l’evoluzione porta quella ventata di novità che ci permette di sfuggire dai pericolosi tentacoli della routine. Niente ammazza la fantasia più della monotonia. Quindi, muoviamoci! - La seconda caratteristica da imitare è la flessibilità. L’esistenza ci sottopone a scosse potenzialmente distruttive se non vengono affrontate con una certa elasticità. Imparare a “ondeggiare” senza spezzare la propria integrità permette di cavarsela nelle peggiori situazioni lavorative e private. - Terza ultima ispirazione: affermare con spontaneità la propria identità. Siamo proprio sicuri che affiancare differenze causi disordine? Io credo invece che la poliedricità sia la chiave di una personalità completa, articolata, in cui perdersi è una continua sorpresa. Movimento, flessibilità, variatio, elementi in fondo simili che ci spingono a uno stesso risultato: non arroccarsi su opinioni preconfezionate e ammettere scosse che ci facciano perdere l’equilibrio, per poi trovarne uno più stabile."