Se le api scomparissero, all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita. È da qui che parte la riflessione sull’importanza di questi insetti impollinatori che permettono la riproduzione di tantissime piante, mantengono l’equilibrio degli ecosistemi e preservano la biodiversità. Il 18 ottobre 2017 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha così deciso di istituire il World Bee Day, una giornata che serve a sensibilizzare la popolazione mondiale sull'importanza della protezione delle api e per ricordarci che la nostra stessa vita dipende da questi insetti. È nostra cura, quindi, proteggerli così da al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. Sensibilizzare l'opinione pubblica su queste tematiche è essenziale: gli impollinatori, tra cui le api, ma anche farfalle, pipistrelli e colibrì, consentono a molte piante di riprodursi, comprese numerose colture alimentari.

La scelta della data non è casuale e coincide infatti con la nascita di Anton Janša (1734-1773), il primo insegnante di apicoltura alla Corte di Vienna, ai tempi dell’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo e pioniere delle tecniche di apicoltura moderne nel suo paese natale, la Slovenia. Ed è proprio la Slovenia ad aver insistito per la celebrazione di questa giornata, riconoscendo il valore essenziale che le api hanno per il nostro ecosistema. È stato grazie all’intervento della Federazione slovena degli Apicoltori che le Nazioni Unite ha riconosciuto ufficialmente questa ricorrenza. La salvaguardia degli insetti impollinatori è uno degli obiettivi del governo sloveno e il divieto dell’uso di pesticidi sul territorio nazionale, in vigore dal 2011, ne è una prova concreta. La Slovenia è, infatti, una nazione in cui la popolazione è estremamente consapevole del ruolo essenziale che rivestono le api.

Quando si parla dell’importanza delle api, è bene sottolineare anche che questi insetti non sono indispensabili soltanto per la biodiversità, ma svolgono un ruolo essenziale anche per il ripristino di tutte quelle zone prossime alla desertificazione e nell’assorbimento di anidride carbonica. Inoltre, più di due terzi delle colture di interesse alimentare sono disponibili grazie all’attività di impollinazione delle api: basti pensare che tra gli insetti impollinatori di frutta e verdura che consumiamo quotidianamente, la percentuale di impollinazione dei frutteti da parte delle api è almeno del 75%. Eppure, a causa dell’impatto negativo che l’uomo ha sull’ambiente esse rischiano di scomparire.  Tra i pericoli che corrono le api, ricordiamo l’utilizzo dei pesticidi, l’indebolimento del loro sistema immunitario, ma anche i cambiamenti climatici: forti precipitazioni oppure lunghi periodi di siccità distruggono i fiori dai quali le api prendono il nettare e lo trasformano in miele. Inoltre, la scomparsa di habitat naturali, l’aumento delle monocolture e le pratiche di agricoltura intensiva incidono negativamente sulla loro sopravvivenza.

Questi esili insetti, dal peso di soli cento milligrammi, caricano sui loro piccoli corpi il destino del nostro Pianeta: grazie al loro lavoro garantiscono la nostra sopravvivenza e anche quella di altri esseri viventi. È necessario rispettare il loro lavoro, perché la loro sopravvivenza è anche la nostra e spesso bastano piccoli gesti quotidiani per fare la differenza a partire dalle nostre scelte quotidiane.

Proprio in occasione del World Bee Day, Flowe ha organizzato un’attività di sensibilizzazione insieme a Matteo Fiocco, Matt The Farmer, contadino “digitale” che racconta la realtà del mondo agricolo su Youtube. In un video di dieci minuti, Matt The Farmer ha spiegato l’importanza delle api e degli insetti impollinatori e del loro effetto sul nostro ecosistema: ogni 25 persone che entrano su Flowe potranno fare la differenza, perché, richiedendo la carta Flowe, avranno la possibilità di regalare un’arnia al giovane contadino per contribuire a pratiche di salvaguardia di piccoli, ma grandi eroi.