L’Arte Contemporanea è quasi impossibile da definire, attraversa troppi ambiti, fa suoi troppi concetti, si distrugge e si riforma in modo troppo imprevedibile, ma nonostante si rimanga sul generico un termine che rappresenti tutto questo si può trovare ed è: Linguaggio.
L’Arte Contemporanea è un linguaggio e come tale può essere compreso, se si conosce la lingua di cui si compone, o può addirittura essere frainteso ed è questo il problema di tale giovane arte, in quanto si occupa di temi e valori comuni, del tutto ordinari, ma lo fa in modo straordinario. Ed è proprio a causa di questo approccio del tutto libero e svincolato che pone limiti alla sua comprensione. Frappone delle barriere tra l’arte e l’osservatore.
Il mio impegno personale come critico d’arte  è quello di rendere note le opere di centinaia di artisti viventi appartenenti a ogni categoria che la tecnica pittorica racchiude: dal figurativo, all’astratto; dal realismo, al concettuale, al fine di diffondere la vera arte italiana che purtroppo va a occupare soltanto l’1% del mercato mondiale, nonostante l’Italia rappresenti la culla stessa dell’Arte più “alta” antenata dell’odierna pratica artistica. L’Arte Contemporanea, infatti, non è districata dall’Arte Antica ne è solo un suo sviluppo. Si cade in errore pensando il contrario, infatti, nonostante oggi si trovino delle caratteristiche contrarie, opposte alla tradizione non si può dire che ci sia una frattura tra le due, ma piuttosto un’interferenza; in quanto non si può arrivare a “negare l’arte” senza che questa continui a esistere, altrimenti non potremmo trovare differenze.
Con l’Arte Contemporanea si attuano rivoluzioni importanti come: un nuovo concetto estetico, una nuova idea di cosa sia arte e di cosa possa diventarlo, ma essa non si è fermata a mere “innovazioni”. Essa è andata oltre generando trasformazioni in ambiti paralleli, come la formazione di un nuovo mercato, nuove tipologie di allestimento mostre, un mutuato concetto di conservazione e restauro nei confronti degli antichi lasciti d’Arte, destinati, per la loro stessa natura, a morire.
L’Arte Contemporanea si basa su una grande tensione di libertà espressiva contemplando la possibilità di utilizzare qualsiasi mezzo per farlo, ciò che varia da un’opera all’altra è la tecnica impiegata per fare arte. Queste variazioni sono delle evoluzioni di quelle che le hanno precedute e si sviluppano così, in un movimento continuo che rispecchia il clima sociale in cui si trovano.
Arrivando ai “disagi”, intendendoli come difficoltà, quello dell’Arte Contemporanea è il rapporto che essa ha con l’immagine. L’arte deve creare nuove immagini, questo è il suo compito al fine di donarle alla società. Ora, detto ciò, in un mondo dove le immagini hanno inondato quella società come può l’artista inventarne di ancor nuove? Ed ecco che qui arriva il concetto di “cancellazione”. L’arte ora deve cancellare, distruggere quelle immagini per creare dei vuoti all’interno dei quali inventarne di nuove.
Per concludere, l’arte non è altro che lo specchio della società nella quale vive e chi non accetta l’Arte Contemporanea non può amare, né comprendere la società in cui vive.