Da Roma al Brennero, 743 km attaccati a una presa

Tesla S Future, Day 1. Da Roma al Brennero, 743 km attaccati a una presa

Giancarlo Orsini

Training & Learning Manager di Banca Mediolanum. In passato ha maturato esperienza come Responsabile della concessionaria Honda a Modena. Cresciuto professionalmente in Banca Mediolanum dove lavora dal 1993,...

Ore 9.30, via della Conciliazione, la Basilica di San Pietro alle spalle. Tesla S Future parte dal centro della capitale, una città che più di altre non ha ancora trovato un equilibrio di mobilità sostenibile. La gente si avvicina, è curiosa: «Ma che davero va a acqua ‘sta maghina?» chiede un tipo de Roma. No, va a corrente elettrica, non inquina, si ricarica con una presa, mica come le tante, troppe auto che ogni giorno bruciano combustibile non rinnovabile.
Un’elegante signora inglese di mezza età punta Adriano Ruchini, poi alla fine chiede un autografo. Adriano non è un personaggio famoso, eppure si merita l’attenzione della gente della strada perché nel dare una possibilità a questo Pianeta ci crede davvero. Ci crede e macina chilometri e non si stanca di spiegare che siamo ancora in tempo a fare una virata verso l’ecosostenibilità.

Alle 11 il sole romano tiene i turisti all’ombra, le bancarelle distribuiscono acqua fresca al prezzo di un vino d’annata, mentre i cicalini della polizia avvertono che sta per arrivare il numero 2 della città. Il vice sindaco Luciano Frongia è qui per noi, apriamo il bagagliaio della Tesla S per mostrargli un piccolo tesoro: l’incubatrice stampata in 3D da Open BioMedical Initiative, il futuro di tanti bambini che va sostenuto non solo a parole. Poi si mette al volante: «Che dire… è proprio bella, il prossimo anno comprerò una Model 3, questa è bellissima ma costa un po’ di più». Due strette di mano, le foto di rito, il volto che annuisce al saluto secco di Ruchini: «Mi raccomando, ora tocca a voi dare il vostro contributo per restituire a tutti una Roma più green».

E allora via, scortati verso la periferia della città, verso il primo tratta d’autostrada, verso la prima colonna di ricarica Supercharged a Magliano Sabina. Incontriamo altre due compagne di viaggio, due gemelle Tesla S, sono di due proprietari a tavola nel vicino ristorante. Fame? Anche noi abbiamo bisogno di una ricarica, ma non c’è tempo, dobbiamo raggiungere Arezzo per un’altra iniezione di elettricità. E di nuovo via fino Modena, dove la telecamera della giornalista Federica Galli è già accesa per la prima intervista della Tv locale TRC. È questa la forza di Tesla S Future, attirare l’attenzione, informare le persone che benzina e gasolio non sono gli unici carburanti come conferma il dirigente per gli affari generali di Autobrennero Mauro Azzolini. C’è lui ad aspettarci all’autogrill di Affi, in provincia di Verona.

Da qui in poi sarà una staffetta di passione, 743 chilometri in un giorno, il primo.

 

 Diario di bordo: Day 1