5 personalità tipiche di ogni posto di lavoro e come interagirvi - Centodieci

5 personalità tipiche di ogni posto di lavoro e come interagirvi

Centodieci

Raccontare esperienze reali che possano aiutarci a percorrere strade nuove e sostenere un diverso approccio al lavoro, alla vita e alla società basato su valori quali condivisione, empatia, crescita e libertà....

A meno che non siate dei freelance abituati a lavorare da casa e in totale solitudine, tutti noi abbiamo quotidianamente a che fare con un numero più o meno corposo di colleghi e collaboratori, una serie di diverse personalità e esigenze che si trovano a collaborare e convivere per raggiungere un obiettivo comune. Eppure gestire e avere a che fare con persone diverse da noi può essere complicato, soprattutto in quelle circostanza – riunioni, meeting, presentazioni – in cui si è costretti a interagire o a fare fronte comune. Ecco allora che è più che utile sapere per prima cosa identificare le varie tipologie di personalità che si trovano quasi in ogni ambiente lavorativo e poi  imparare a interagirci al meglio. Ecco come.

1. Il chiacchierone

È quello che non sta zitto un attimo perché ha sempre qualcosa da dire e qualche idea da proporre. Anche quando non è “malvagio” la sua foga rischia però di zittire gli altri. È importanti farglielo capire senza scoraggiarlo e può essere allora utile prima di ogni incontro di gruppo prenderlo da parte e ricordagli di lasciare anche parlare gli altri.

2. Il riluttante

Chi esita a condividere le proprie idee potrebbe essere nervoso di parlare in pubblico o insicuro. È importante rassicurarlo, sottolineando che ogni idea merita di essere ascoltata e discussa. Per aiutare i riluttanti può anche essere utile organizzare dei gruppi di lavoro, magari facendogli far gruppo proprio con i chiacchieroni, di modo che possano equilibrarsi a vicenda.

3. L’escluso

Gli esclusi sono facili da identificare, lavorano sempre da soli e non riescono a interagire con il resto del gruppo. Il vero leader si interroga prima di tutto sul suo modo di comportarsi, è lui a dover dare il buon esempio e a dimostrare di apprezzare ogni membro del team. Può essere utile chiacchierare con l’escluso, capire cos’è che lo frena dall’interazione con gli altri, e viceversa, parlare con gli altri, per capire se hanno fatto uno sforzo di inclusione.

4. Lo stressato

C’è chi non è in grado di dire di no o di delegare e alla fine si trova sommerso di lavoro e sull’orlo della crisi di nervi. È importante assicurarsi che tutti contribuiscano in egual misura anche se in modi diversi, e spiegare ai drogati di lavoro che non è giusto che le responsabilità pesino solo su di loro.

5. Il fannullone

Per chi lavora tantissimo c’è sempre chi lavora poco o è sempre in ritardo su compiti e consegne. Va chiesto se quel che manca siano capacità o motivazione, e agire poi di conseguenza. Può essere utile programmare degli incontri settimanali con il ritardatario e chiedergli di mostrare l’avanzamento del proprio lavoro.