Brussels SDG Summit 2019: diamo il buon esempio già da ora - Centodieci

Brussels SDG Summit 2019: diamo il buon esempio già da ora

Gianluca Randazzo

Gianluca Randazzo approda in Mediolanum nel ’97, dove contribuisce ad avviare le strutture di CRM durante la fondazione di Banca Mediolanum. Successivamente ha la responsabilità della costituzione di Mediolanum...

Il 6 e 7 maggio scorsi, a Brussels, si è svolta la terza edizione di Brussels SDG Summit un appuntamento annuale organizzato da CSR Europe che si è affermato come occasione per riunire intorno allo stesso tavolo imprese e stakeholder che condividono il linguaggio comune degli SDGs e per sostenere un approccio integrato europeo e globale da parte delle imprese verso il raggiungimento dell’Agenda 2030.

Io vi ho partecipato, come osservatore, per raccogliere direttamente e in prima persona sia il sentimento generale sia anche qualche indicazione più pragmatica da capitalizzare e trasferire in un’azienda come la mia che già coincide nel suo modello con 8 dei totali 17 SDG.

Sulla scorta dei risultati del 3° White Paper, prodotto da CSR Europe in collaborazione con GlobeScan, che evidenziano quanto la nostra società, quattro anni dopo il varo degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) sia in ritardo nel raggiungimento degli stessi, il Summit di quest’anno ha voluto ribadire che è giunto il momento di agire e di compiere progressi in tal senso. Per questo, in vista delle elezioni europee previste per la fine di maggio 2019, ha lanciato la CEO Call for a New Deal for Europe, una vera e propria chiamata all’azione e alla collaborazione che ha come destinatari la politica, le imprese e la società civile. La Call viene lanciata in un momento importante per il futuro dell’Europa e simboleggia l’inizio di una nuova epoca all’insegna della collaborazione affinché la transizione avvenga sotto la guida degli SDGs come driver per l’innovazione e lo sviluppo sostenibile.

Tuttavia, gli ostacoli nell’affrontare i 17 obiettivi globali restano significativi. Anche se le più recenti pubblicazioni e gli studi ci forniscono una panoramica dettagliata delle sfide future, nonché dei progressi e delle azioni da intraprendere nel quadro dei tre settori prioritari europei della RSI, persone, materiali e mercati, le conclusioni non sono confortanti. È vero che nel corso degli ultimi 2 anni sono stati apportati molti miglioramenti, ma la società è nel complesso ancora lontana dal soddisfare gli OSS e i motivi sono molteplici. In primo luogo, poiché la creazione di valore per gli azionisti ha un’ottica molto a breve termine, poi perché le imprese percepiscono la pressione esercitata dai governi e dalla società civile come meno prioritaria. Infine, perché la collaborazione degli stakeholder nel trovare soluzioni a problemi di sostenibilità complessi, è frammentaria e casuale e non trova adeguatezza nelle ricompense.

Una soluzione a queste sfide secondo il Summit consiste nel riunire le diverse parti interessate attraverso partenariati multilaterali e piattaforme collaborative oltre al coinvolgimento degli amministratori delegati, capaci di combinare vari vantaggi, come ad esempio il potenziamento delle competenze all’interno delle imprese necessarie per rilevare le opportunità commerciali nell’ambito delle sfide poste dagli OSS. Allo stesso tempo sia la leadership sia l’engagement del Top Management sono essenziali. Ai leader aziendali viene sempre più richiesto da parte del pubblico, di essere più trasparenti e proattivi nell’impegnarsi in modo credibile per affrontare le questioni sociali. I cittadini e i consumatori sono alla ricerca di aziende modello e di CEO modello da prendere come esempio e guida verso il cambiamento che oramai è veramente urgente.

Ecco, il messaggio centrale che mi è stato trasferito in questi due giorni a Brussels, e che riporto con me, a casa, è che l’unico modo per rispondere al count down inarrestabile che incombe sul nostro Pianeta è dare il buon esempio. Dobbiamo dare l’esempio con i nostri comportamenti e fare in modo che vengano emulati. Comportamenti grandi e piccoli, che, come in Banca Mediolanum, vadano dall’introduzione di un bonus economico che possa motivare la classe dirigenziale a intraprendere comportamenti e progetti virtuosi, alla realizzazione dei soli eventi che possano essere certificati come sostenibili e conformi alla norma ISO 20121:2012 nella progettazione, nello sviluppo e nell’erogazione per gli aspetti ambientali, sociali ed economici.