Come l'intuizione ci può salvare spiegato in un libro

Come l’intuizione ci può salvare spiegato in un libro

Michele Boroni

Si occupa di contenuti e comunicazione per brand, persone e progetti editoriali. Ha scritto e scrive di marketing, cultura pop, media e tecnologia per Il Foglio, Il Messaggero, Wired, Rockol, Elle Decor e LINK....

Durante il periodo della Guerra del Golfo, tra i commentatori e gli osservatori del conflitto emerse uno strano acronimo – VUCA – per descrivere il contesto in cui le persone e le organizzazioni erano costrette ad operare. V stava per “volatile” (volatile), U sta per “uncertain” (incerto), C per “complex” (complesso) e A per “ambiguous” (ambiguo). L’acronimo dipinge un universo caratterizzato da poca informazione e molta incertezza, con pochi punti fermi, dove quindi non è possibile ricercare la stabilità o ricorrere ai paradigmi del passato, ormai diventati tutti obsoleti, ma è necessario apprendere una capacità di adattabilità continua.

Il potere dell’intuizione di cambiare le cose

Ecco che in questo frangente si può far ricorso a una risorsa (spesso dormiente) che tutti noi abbiamo, ma tendiamo a non utilizzare per scopi lavorativi e professionali. Si tratta dell’intuizione, vista come capacità di innovare e rinnovare i nostri modelli e sistemi consolidati: una modalità dirompente rispetto al classico approccio che abbiamo verso il futuro, proiettando ciò che già sappiamo attraverso strade già battute.

Il legame tra tecnologia, management e mindfulness 

Così Enrico Giraudi, professionista della comunicazione che ha lavorato per vent’anni all’interno di agenzie pubblicitarie multinazionali e che oggi è consulente aziendale nel campo del counseling organizzativo e delle risorse umane, ha deciso di scrivere un libro su questa soft skill. Il libro si intitola “Tecnologie dell’intuizione. Liberare il potenziale creativo delle organizzazioni” (152 pagine – 18 euro – pubblicato da Guerini Next), è uscito da pochi mesi ed è un saggio che mette insieme parole chiave e mondi apparentemente molto distanti: tecnologia (nel senso però di disciplina) e intuizione, mondo del management e tecniche di mindfulness.

Le migliori decisioni sono basate sull’intuizione

Per Giraudi la coltivazione dell’intuizione permette di collegarci alle nostre potenzialità più alte e che neanche noi avremmo immaginato di avere. Il libro, dopo una serie di doverose premesse teoriche sul processo intuitivo, offre una serie di utili strumenti pratici (una sorta di cassetta degli attrezzi) che vanno dalla meditazione sul respiro al focusing fino alle mappe mentali. Il tutto arricchito da testimonianze di importanti manager che raccontano le proprie esperienza di crescita personale e professionale grazie al contatto con la propria parte intuitiva, a partire proprio dal fondatore di Amazon Jeff Bezos che in una celebre intervista dichiarò: “Le mie migliori decisioni sono state quelle basate sul mio intuito, non sulle mie analisi”.

Entrare in contatto con lo “Zero personale

Viviamo in un periodo storico e in un contesto socio-economico profondamente incerto da tutti i punti di vista dove non esiste più una vera e propria “zona di comfort” dove potersi rifugiare. Ecco che il nostro intuito, inteso come la capacità di connetterci con la nostra “saggezza interna” e che si esprime attraverso le “sensazioni” può diventare una risorsa strategica. Il libro offre una serie di interessanti tecniche e metodologie che ci permettono di poter entrare in contatto e familiarizzare con quella che l’autore chiama “il nostro Zero personale”, quello libero da aspettative e capace di ispirarci distaccandoci da credenze, conoscenze acquisite e ansia di realizzazione. Un libro ben scritto, adatto anche a chi non ha confidenza con questi argomenti, ed è in cerca di un’utile guida.