Siamo sulla nuova Arca di Noè e abbiamo 12 anni per salvarci - Centodieci

Siamo sull’Arca di Noè e abbiamo 12 anni per salvarci

Matteo Plevano

Psicologo del Lavoro, founder di Green Jobs Hub, acceleratore motivazionale che facilita il cambiamento verso l'economia sostenibile e socialmente responsabile. Convinto sostenitore che il futuro di individui, imprese...

Un recente rapporto dell’IPCC, il più importante organismo internazionale che si occupa di cambiamento climatico, ci indica che abbiamo dodici anni per invertire la rotta, ripensare l’intero sistema economico e sociale in chiave sostenibile. E forse non basta. Ci troviamo in una situazione simile a quella di Noè che vede le nubi addensarsi all’orizzonte. Il tempo non è molto, ci serve una chiara visione di cosa fare, essere lucidi, rapidi e fortemente attenti alle priorità. Non possiamo costruire un’arca, perché l’abbiamo già sotto i piedi, la Terra, e purtroppo da soli la appesantiamo, la consumiamo, talvolta la sfregiamo senza ritegno, senza renderci conto che è ciò che ci tiene a galla.

La nostra arca è come quella di Noè

La prima cosa che dobbiamo capire è che l’arca che ci può salvare è una sola, e quindi dobbiamo ragionare come una comunità globale. I confini, le razze e le culture non contano più nulla innanzi ad un preoccupante destino comune. Dobbiamo essere fratelli, che insieme si battono per la salvezza.

Come imparare a fare alcune rinunce

Poi dobbiamo capire cosa ci serve, cosa è veramente importante per noi, perché in un’emergenza dobbiamo necessariamente rinunciare a qualcosa per un bene maggiore. E questo può essere una straordinaria opportunità per capire chi siamo, per togliere il superfluo, i pesi alle caviglie che ci trascinano sul fondo dell’oceano durante la tempesta. Forse solo così possiamo scoprire che tante cose materiali non fanno altro che darci illusioni, e che in realtà ci portano solo infelicità.

Comprendere la natura

Infine dobbiamo riflettere su chi siamo come umanità, che non siamo padroni ma ospiti, che non possediamo le risorse ma ne siamo parte, che illudendoci di onnipotenza rischiamo di autodistruggerci. E allora dobbiamo ripartire dall’educazione: insegnare ai giovani il valore della vita e la sua bellezza, il valore dell’impegno nel realizzare a pieno il mondo che vogliamo, il valore del talento per non sprecarlo, il valore del mistero per comprendere la nostra natura.

L’importanza delle scelte consapevoli

Dobbiamo riflettere sulle cose davvero importanti: ad esempio mettere al mondo un figlio non può essere affidato al caso, frutto di un istinto momentaneo, ma deve diventare frutto di una scelta consapevole. Allora è necessario ripartire da una sana educazione sentimentale, per insegnare il valore dell’amore e del rispetto della vita. Poi agevolare l’uso dei contraccettivi, in modo che siano fruibili a chiunque in modo gratuito.

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Siamo sull'Arca di Noè e abbiamo 12 anni per salvarci

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01 Luglio 2019 | Innovability

Non ci sono vincitori e vinti

Buona parte dei problemi di povertà, malattie, sfaldamento sociale del sud del mondo (ma anche in buona parte del mondo sviluppato) è dovuto ad un approccio alla sessualità incontrollato e non consapevole. E poi dobbiamo pensare alle condizioni di vita di tutti, ripensare modelli di redistribuzione della ricchezza, di beni necessari diffusi a tutti, insegnando come generare valore e lavoro. E poi smetterla con il pensare che qualcuno vince a scapito di qualcuno che perde. A farci la lotta perdiamo tutti, collaborando possiamo vincere tutti, insieme. Se non ci fossero state le due guerre mondiali probabilmente saremmo già in grado di far fronte alla sfida del cambiamento climatico, ammazzarci come cani non ha fatto altro che rallentare di vari decenni uno sviluppo sociale diffuso.

Una sfida umana

A mio avviso la grande sfida che ci attende non sarà più solo rivolta ad un’innovazione tecnologica dal sapore esponenziale, ma una riscoperta umana, un ritorno alle basi, alla natura dell’uomo, alla meravigliosa essenza della nostra vita. E con l’uomo la società, le relazioni che determinano la vita comune.

Dobbiamo ragionare di insieme nella ricerca costante di equilibri, in cui il meglio non si trova nell’estremo, ma nel mezzo. Solo così, forse, potremo condurre l’arca in un luogo nuovo, migliore.