La classifica delle città con la migliore qualità della vita del 2019

Le città con la migliore qualità della vita secondo Monocle Magazine

Antonio Potenza

Laureato in Comunicazione, si specializza in Editoria e Scrittura presso l'Università LaSapienza di Roma. Collabora come editor con la rivista Sundays Storytelling. Ha lavorato come redattore televisivo presso...

Moira fece una domanda precisa. Iselin rispose con altrettanta decisione. La prima chiese se Helsinki fosse una città. La seconda la incalzò con un altro quesito.”La domanda è piuttosto: cos’è una città?”.
Jakob Nolte, nel suo “Cose Terribili”, edito da Il Saggiatore, tramite la voce di due dei suoi personaggi crea un perfetto gancio per introdurre la nuova ricerca della rivista Monocle, sulle venticinque città più vivibili al mondo. Analizzare una città non è assolutamente cosa facile, poiché partendo proprio dalla domanda, “cos’è una città?”, consolidare una risposta precisa non è semplice. La struttura di una città e l’insieme semantico di ciò che rappresenta poggia su più livelli, interseca dimensioni differenti. Non è solo una questione di soldi, non è solo una faccenda prettamente lavorativa.

La classifica di Monocle Magazine

“Prima di tutto una città è un insieme di edifici e di oggetti e di esseri viventi, che si compone ogni secondo in modo diverso. Essere una città significa essere un agglomerato”. Ecco la definizione di Nolte. Ed ecco che effettivamente, proprio come un agglomerato, la città si compone e cambia più o meno velocemente, ma in modo relativamente costante.

Stilare una classifica di venticinque luoghi significa prendere in considerazione una molteplicità di variabili, che variano col tempo, già solo rispetto alla metodologia d’analisi dell’anno precedente. Lo afferma lo stesso paragrafetto d’apertura al sondaggio: la selezione delle 25 città si basa su sessanta parametri, tra cui il costo di un biglietto pubblico, l’affitto di un condominio.

Le città con la migliore qualità della vita

Ma come dicevo su, la vivibilità di una città non può intendersi in chiave prettamente economica. Così, tra i parametri utilizzati, troviamo anche la sicurezza, il numero e l’età media dei lavoratori, la diffusione della cultura. La novità della ricerca di quest’anno, poi, è l’introduzione – come variabile analitica – della trasparenza dell’amministrazione locale. “Some cities happily share data on areas such as ambulance response times and break-in rates; other don’t.” Questo avvalora l’ipotesi che una città non è ciò che siamo abituati a pensare.

Parchi e trasporti a confronto

Dalla 25 alla 20, nelle ultime cinque posizioni, ritroviamo rispettivamente Singapore, Oslo, Brisbane, Fukuoka e Auckland. La chicca interessante della ricerca sono i riquadri esplicativi che riportano dei numeri, chiamati a dare uno spaccato di vita metropolitana più o meno veritiero. Così, Singapore, metropoli da 5,6 milioni di abitanti, possiede solo (?) 372 parchi, ma compensa con 99 gallerie d’arte, 56 musei e 27 librerie. Contrariamente, solo una posizione più in su, a Oslo i parchi sono 2,000 per una popolazione di appena 2,5 milioni; quasi la metà della metropoli malese. Tuttavia, il costo mensile di un abbonamento per il trasporto pubblico risulta un po’ esoso: 95 euro.

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21 Febbraio 2020 | Centodieci

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20 Febbraio 2020 | Centodieci

Le metropoli europee

Poi Brisbane, in Australia, con più di 30 spiagge e piscine scoperte; Fukuoka con l’invidiabile welfare sociale (particolare attenzione per la sanità e completo appoggio ai matrimoni nella comunità LGBT) e un po’ più su la piccola Aukland, in America e Dusseldorf, con più di 100 gallerie, 26 musei e 9 cinema per una popolazione di poco più di 640mila abitanti (poco meno la stessa densità di Torino).

Le big europee iniziano a comparire attorno alla diciannovesima posizione. Ed è la capitale francese la metropoli europea nella posizione più bassa. Parigi (che conta 12 milioni di abitanti tra area urbana e periurbana) possiede, per la distensione geografica (105,4 km quadrati) e per la popolosità, appena 107 musei e 421 parchi (contro ad esempio i duemila di Oslo, citati sopra). Un biglietto mensile quota 75 euro e gli omicidi all’anno sono 41. Tuttavia, oltre l’impareggiabile charme e l’invidiabile patrimonio artistico culturale, Parigi sembra cavalcare un certo fermento di rinnovo, grazie ai giochi Olimpici previsti nel 2024. A seguire, alla posizione 18, troviamo un’altra big europea: Barcellona, che ha cambiato il suo atteggiamento negli ultimi quattro anni, tentando di non proporsi più come riferimento internazionale e metropolitano, ma cercando di compiere una missione a tratti ingenua, quella di far rivivere il fasto dei suoi giorni d’oro. Missione ardua, ma che ha portato i primi frutti: una copertura sussidiale dentistica per i residenti.

Vienna nella top five

Dalla 17 fino a pochi passi dal podio ritroviamo Kyoto, Hong Kong, Amsterdam, Sidney, Stoccolma, Melbourne, Lisbona, Berlino, Madrid all’ottava posizione, Amburgo ed Helsinki alla sesta.

All’ultimo gradino della top five spunta Vienna. La capitale austriaca vanta quasi 4 milioni di abitanti e risulta molto connessa e briosa al proprio interno. Gli aeroporti internazionali sono 203, le librerie 41, i parchi 990 e il costo di un abbonamento mensile al trasporto pubblico di soli 51 euro. Infine, i punti di ricarica delle macchine elettriche sono 297.

Affitti troppo costosi nelle prime in classifica

Più mirata al design industriale e più concentrata sulla propria vivacissima scena culinaria, Copenaghen conquista il quarto posto. Ma la popolazione danese sembra sentirsi stretta: infatti, Monocle segnala tra le cose da fare quella di ampliare e sollecitare il mercato edilizio. La città cresce ma ancora non riesce ad affrontare la copiosa domanda di affitti di Copenaghen.

Problema analogo, relativo più ad un costo eccessivo degli immobili, per Monaco che conquista la terza posizione. Per la ricerca è estremamente urgente ripensare il costo degli affitti, visto anche il numero di edifici costruiti nell’ultimo anno, ovvero quasi 8,200. Ma Monaco finisce sul podio per l’attenzione alla cultura e alla sostenibilità, per l’attenzione all’investimento e al numero sempre maggiore di progetti pubblici approvati ogni anno. Per non parlare dell’impressionante giovane età dei residenti e della precoce età lavorativa, almeno rispetto alla media italiana.

Tokyo innovativa e all’avanguardia

Dalla ricerca Tokyo, che si aggiudica la seconda posizione, è invece descritta da un point of view privilegiato. Dalla sommità dei cinquantadue metri della Torre Mori, Tokyo si allarga a vista d’occhio, occupando, quasi prepotentemente, ogni spazio e vista possibile, tra grattacieli e nuove costruzioni dardeggianti. Ma l’unico difetto trovato alla città giapponese è forse l’eccessiva attenzione al futuro, senza una carezza di riguardo alle ricchezze del passato. Così Tokyo risulta innovativa e all’avanguardia, ma storicamente poco confortevole. I 15 milioni di abitanti, tuttavia, non se la passano comunque troppo male: quasi 600 gallerie d’arte, 260 musei e 300 librerie; non solo: il numero di case costruite nell’ultimo anno è altissimo, la risposta di un’ambulanza ad una chiamata d’emergenza è di appena 7 minuti. Ma Tokyo è stata anche una città capace di valorizzare internazionalmente i propri punti forti: dal ramen, al sakè, dalla cucina tradizionale, ai quartieri in led.

Il primo posto della classifica

Infine, Zurigo. “Zurich is a city that gives you the feeling that all is right with world”. La popolazione conta appena un milione e mezzo, ma la città svizzera ha un aeroporto in continua espansione, una qualità della vita molto alta, le connessioni con le altre città europee ottime. Ma oltre all’esosità del costo della vita, ciò che, nonostante il primo posto, macchia la quasi perfezione di Zurigo è la poca tolleranza al rumore, la notte che arriva troppo presto e un cibo che non accontenta le papille gustative quanto fanno gli scorci della cittadina con gli occhi.