Perché la tua carriera lavorativa è una maratona? - Centodieci

Perché la tua carriera lavorativa è una maratona e non una corsa

Paolo Gallo

Ha lavorato con Citigroup a Milano, Londra e New York, e con la International Finance Corporation a Washington DC. È stato Direttore Risorse umane alla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo a Londra,...

Stiamo correndo la maratona: abbiamo appena passato il km 30, siamo stanchi ed avvertiamo dei dolori alle gambe. Ma sappiamo anche che mancano solo 12 km al traguardo e che ci siamo allenati per mesi per arrivare in condizioni ottimali a finire la maratona entro tempi accettabili. Stringiamo i denti e siamo convinti che ce la possiamo fare.  Al posto di ristoro, dove afferriamo velocemente una bottiglia di acqua, veniamo informati: la lunghezza della gara non è di “soli” 42 km ma di 60 km. Non solo: dobbiamo aumentare la nostra velocità del 30% per non finire fuori tempo massimo. Siamo quindi a metà della gara, non alla fine, dobbiamo accelerare e mantenere la nostra andatura a ritmi molto maggiori per tutto il resto della maratona per non essere squalificati.  Voi come si sentireste? Super-motivati? scoraggiati? Semplicemente esausti e vi arrendete? 

La carriera lavorativa è una maratona

Il mondo del lavoro assomiglia per certi versi alla ipotetica maratona di 60 km: da un lato la aspettativa di vita si allunga, le pensioni vengono erogate sempre più tardi mentre contemporaneamente tutti i cambiamenti del mondo del lavoro ci impongono ritmi forsennati con velocità sempre maggiori. Se poi aggiungiamo che molti lavorano in organizzazioni in crisi e-o con capi “tossici” nel loro modo di gestire le persone, non credo sia poi sorprendente constatare come molti siamo affetti da stress e perdono la salute ed in casi estremi ma non isolati la vita. Jeffrey Pfeffer ha scritto un libro illuminante su questo argomento “Dying for a paycheck” morire per lo stipendio, una analisi seria e documentata che dimostra il prezzo che i lavoratori stanno pagando per far parte di un sistema produttivo per certi versi crudele, sistema che spinge le persone e pagare un prezzo troppo alto per farne parte. Di questo libro cito solo un esempio: il nostro capo esercita su di noi una influenza maggiore di nostra moglie-marito quando questa influenza è fortemente negativa. Lezione che abbiamo imparato tutti quando abbiamo lavorato con psicopatici che chiamo “serpenti” nel mio libro: quando mi è ‘capitata la sventura di avere un capo “serpente” ho sofferto moltissimo e per preservare la mia salute me ne sono andato. Non me ne sono mai pentito. 

Arriva al traguardo con l’energia positiva

La domanda allora diventa: siamo quindi destinati ad essere vittime predestinate e sperare che la fortuna ci aiuti o di vincere la famigerata lotteria?  Niente di tutto questo: è possibile invece – direi un dovere morale prima che professionale – prendersi cura di se stessi.  In questo articolo condividerò con voi un concetto molto semplice ed una metodologia che vi permetterà di analizzare, monitorare e migliorare voi stessi, riuscendo quindi a correre la famigerata maratona professionale ed arrivare al traguardo con tutte le nostre capacità perfettamente a posto con l’energia positiva.  

Cos’è l’energy management

Cura personalis è una locuzione latina utilizzata dai Gesuiti fin dal 1300. Indica la cura per tutti gli aspetti della persona: la salute mentale, spirituale, fisica ed il benessere inteso in senso umano e profondo, non economico.  Cosa facciamo quando notiamo che il nostro smartphone ha solo il 10% di “energia” rimasta? Ovvio, lo colleghiamo ad una fonte di energia per ristabilire il 100% di capacità.  Come facciamo quindi ad applicare lo stesso concetto per noi stessi? Credo sia utile fare riferimento ad uno strumento molto semplice ed efficace creato da Francesca Giulia Mereu, executive coach specializzata in energy management. 

#CentodieciTip: Rimani da solo per aiutare le tue relazioni

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22 Gennaio 2020 | Crescita

Smetti di colpevolizzarti: perché l’errore è utile

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16 Gennaio 2020 | Crescita

Per il lavoro del futuro quello che serve è la creatività

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15 Gennaio 2020 | Crescita

Vuoi avere successo? Inizia a fare journaling, tieni un'agenda!

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13 Gennaio 2020 | Crescita

Pensiamo a noi stessi con quattro distinte ma correlate fonti di energia; 

Energia Fisica

Energia Mentale 

Energia Spirituale 

Energia Emotiva 

Quante energia-benzina avete nel vostro serbatoio personale? Proprio ieri ho letto una intervista con un calciatore famoso che ha deciso di ritirarsi a 34 anni. “Il fisico reggeva benissimo ma non ce la facevo più con la testa”. Nel caso di questo calciatore si tratta di energia mentale.  Pensiamo invece a Federica Pellegrini, fresca vincitrice dei mondiali di nuoto sui 200 metro stile libero a 31 anni, una età nel nuoto dove in genere sei già´ “in pensione” da qualche anno. Federica ha detto che si sentiva “emotivamente non solo fisicamente pronta alle gare “ed infatti ha vinto sconfiggendo atlete di 10-14 anni più giovani. Nella mia attività di coach ho notato come le persone siano in grado di salvaguardare solo una fonte di energia ma trascurano le altre. Ad esempio la persona che va in palestra tutti i giorni ma trascura l’energia emotiva per gestire lo stress. Domandatevi quindi: in che area siete “a posto”? Il vostro focus quindi dovrà essere quello di mantenere tale livello. In quale area, invece, siete “in rosso” e quindi dovete fermarvi per ristabilire livelli di energia adeguati?  Nella mia esperienza di coach ho notato come ci siano aree critiche che le persone tendono a sottovalutare costantemente. 

La prima: energia fisica

richiede almeno 8 ore di sonno al giorno. Sapete cosa succede quando stiamo svegli per 18 ore di fila? Le nostre capacità intellettuali e conoscitive sono ridotte di circa il 36%, in altre parole come se avessimo bevuto 3 bicchieri di vino rosso a stomaco vuoto. Se vi mettete alla guida dopo tre bicchieri di vino vi ritirano la patente e rischiate la vostra vita.  Se operate con 4-5 ore di sonno per periodi prolungati il secondo effetto è ‘che…non lo sapete. Le persone perdono la consapevolezza di non essere in grado di prendere decisioni ottimali. Il guidatore ubriaco che si ostina a guidare nonostante non sia in grado farlo.  Il nostro corpo ha quindi diritto di dormire circa 56 ore alle settimana, ma non possiamo dormire ad esempio 4 ore dal lunedì al venerdì e poi 13 ore durante il weekend. Possiamo quindi dire che la condizione necessaria ma non sufficiente per essere in forma sia quella di dormire.  Vicky Culpin, nel suo libro “The Business of Sleep” dimostra in maniera efficace come la mancanza di un riposo adeguato causa perdite economiche rilevanti e dannose.

La seconda: energia mentale

 Fermatevi a pensare cosa vi dà energia e cosa ve la toglie.  Molti pensano che – ad esempio – passare alcune ore al giorno sui social media sia una fonte di energia: “Mi piace vedere quanti “likes” ha ottenuto il mio post”. Così corriamo in media 149 volte a giorno a controllare email, facebook, instagram. Il problema di questo comportamento è ‘semplice da spiegare ma difficile da gestire e limitare. Quanto utilizziamo i social media il nostro cervello emette la dopamina, una sostanza che aumenta la sensazione del “piacere” ma diminuisce la nostra capacità mentale e quindi alla lunga ci rende più stanchi. Quindi nel vostro break fatevi una bella passeggiata ma non buttatevi sui social media. Stare in mezzo alla natura aumenta l’energia mentre stare su uno schermo la diminuisce. 

La terza: energia spirituale

Siete in controllo della vostra vita? Siete in sintonia con chi siete veramente? Riuscite ad avere tempo per le persone che amate? Vivete una vita in sintonia con la vostra bussola morale?  Energia emotiva: cosa vi da energia? Riuscite ad avere spazi per voi ed essere creativi? Riuscite a gestire momenti di stress (e.g. imprevisti) senza esserne emotivamente coinvolti? 

Come gestire le varie fonti di energia

Chiudo con una domanda molto semplice. Cosa permette ad una Ferrari di andare a 300 km orari?   Pensateci.  Quando formulo questa domanda quasi tutti rispondono “Il Motore”, “Il Pilota”. “Le Gomme”. Certamente: ma se ci pensate la componente meccanica che permette quota velocità è il freno. Senza la capacità di rallentare o di fermarsi non siamo in grado di andare veloci. Quindi adoperate il freno per rallentare per poi accelerare di nuovo.  Abbiamo quindi varie fonti di energia: fisica, mentale, spirituale ed emotiva che possono essere valutate, monitorate e migliorate per poter vivere secondo criteri di cura personalis. Ne abbiamo veramente il dovere non solo per noi ma per le persone che ci amano e che si aspettano – con ragione – la miglior versione di noi stessi pieni di energia positiva e amore per la Vita.