L’innovazione renderà i lavori del futuro più remunerativi - Centodieci

L’innovazione renderà i lavori del futuro più remunerativi

Matteo Muzio

Giornalista professionista, è nato a Genova nel 1985. Ha scritto di economia, di cultura e di attualità per il Foglio, Il Secolo XIX, IL mensile del Sole 24 Ore, il Fatto Quotidiano e per Linkiesta....

Il mondo del lavoro è in continua evoluzione. Ma individuare e capire quali direzioni può prendere la sua trasformazione è difficile e ostico. Cercare di coglierne le trasformazioni è quanto mai arduo. Partiamo dal capire cosa vogliono oggi le imprese. Secondo una ricerca pubblicata dallo Iulm in collaborazione con Centromarca riguardante le esigenze dei manager aziendali per i neoassunti nei quesiti a risposta multipla a farla da padrone sono ancora le lauree in economia, preferite dal 78,6% dei dirigenti, e quelle in ingegneria, scelte dal 71,4%. Vanno bene anche lauree ritenute più “deboli” come lingue straniere e scienze della comunicazione, ritenute valide dal 21,4% dei rispondenti. In questa classifica fa capolino una disciplina come statistica, che per il 14,3% è la migliore. Il motivo? Si cercano analisti qualificati per fronteggiare le sfide poste dalle tecnologie digitali.
Ma cosa possono portare queste tecnologie?

Il luogo comune è che la digitalizzazione produce un maggiore restringimento dei posti di lavoro, ma un report edito da McKinsey dal titolo eloquente “Tech for Good” sfata molti pessimismi legati alle nuove tecnologie e al loro impatto sull’evoluzione del welfare e del lavoro.

Nel paper si analizzano 600 case studies per capire l’impatto di innovazioni come la smart automation e l’intelligenza artificiale. E si comincia proprio dalla sicurezza dell’impiego. Le nuove piattaforme, si legge nel testo, “possono ridurre il tempo che le persone trascorrono a cercare un lavoro e migliorare le loro prospettive di guadagno”. Ma anche per i datori di lavoro ci sarebbero dei vantaggi: grazie alla rivoluzione tecnologica la produttività dei loro dipendenti migliorerebbe e le aziende risparmierebbero fino al 7% sui costi di reclutamento, formazione e inserimento.

La sostenibilità passa per la rivoluzione della materia

Parto da un presupposto: le cose, tutte le cose, hanno un contenuto e una forma. Questo vale sia per le cose intangibili, sia per le cose tangibili, dalle opere d’arte agli oggetti di uso quotidiano. Io, qui, mi voglio occupare di oggetti fisici, gli...
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14 Gennaio 2020 | Innovability

L'ovvio di oggi era l'impossibile di ieri

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03 Gennaio 2020 | Innovability

Cinque sono i percorsi individuati per raggiungere la felicità

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03 Dicembre 2019 | Innovability

Green jobs ecco i nuovi mestieri del mondo del fashion

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07 Novembre 2019 | Innovability

Per la crescita e lo sviluppo dell’Italia, l’istruzione è la strategia vincente

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17 Ottobre 2019 | Innovability

C’è anche un dato: entro il 2025 più di 60 milioni di persone troveranno un lavoro più adatto alle loro competenze.

Ma adesso, cosa si può fare a livello formativo per andare incontro a questi mutamenti e per trasmettere agli studenti i principi dell’industria 4.0 che integrano questi cambiamenti? Un piccolo ateneo privato, la Libera Università  Carlo Cattaneo (Liuc) di Castellanza, in provincia di Varese, ha varato i-Fab, una simulazione di stabilimento attraverso il quale i ragazzi possono imparare i fondamenti di questi processi produttivi. Non solo: un nuovo corso di laurea magistrale, denominato Entrepreneurship&Innovation, realizzato in collaborazione con l’Harvard Business School e l’incubatore ComoNext, aiuta i neolaureati a sviluppare una propria idea imprenditoriale o a portare dentro la propria azienda un’expertise nuova. Una delle aziende che ha meglio di tutte interpretato questo cambiamento è la Rold di Cerro Maggiore, azienda di duecento dipendenti che produce meccanismi di chiusura per lavatrici e lavastoviglie, scelta dal World Economic Forum come uno dei sedici “Manufacturing Lighthouse” del mondo, il solo in Italia. Nel percorso esperienziale del Microsoft Technology Center di Milano, i visitatori possono vedere di persona come funziona la piattaforma di monitoraggio dei processi produttivi Rold SmartFab, che attraverso con alcune soluzioni come il cloud o l’edge, può individuare e riparare un malfunzionamento da remoto o verificare la qualità dei componenti fabbricati. Oltre a questo non sappiamo come possa essere il lavoro del futuro, ma di certo si sa come farsi trovare pronti alle sfide che la rivoluzione tecnologica rappresenta.