A lezione con Stephen King, il maestro del brivido.

A lezione con Stephen King, il maestro del brivido

Paolo Armelli

Nato nel 1988, dopo una laurea Lettere Moderne con una specializzazione in traduzione letteraria, Paolo Armelli si dedica alla comunicazione occupandosi di content marketing e social media management. Nel frattempo...

5 lezioni di vita che ci ha insegnato Stephen King

Può uno degli scrittori più prolifici degli ultimi decenni insegnarci qualcosa di prezioso per la nostra vita lavorativa e, ancora meglio, per la nostra vita quotidiana? La risposta è sicuramente affermativa se lo scrittore di cui stiamo parlando è Stephen King. Dal suo esordio nel 1974 con Carrie, e nel corso della sua ottantina abbondante di opere, quest’autore non ha mai cessato di terrorizzare e incantare generazioni di lettori. Ma se lezioni di profondissima umanità (sull’amicizia, la diversità, il coraggio, la compassione ecc.) possono essere tratte da numerosi suoi romanzi, da It a Shining, da L’ombra dello scorpione a Il miglio verde, è con il suo manuale del 2000 On Writing che King ha voluto lasciarci un’eredità di grande saggezza. Mentre parlava del suo metodo di scrittura e impartiva lezioni di estrema efficacia su come governare la pagina bianca, il Maestro del brivido in qualche modo ci stava anche insegnando come gestire la nostra vita frenetica.

1.Partire dalle basi
Sembra una banalità ma per ogni obiettivo nella vita l’importante è partire dal principio. Spesso diamo per scontate molte cose e, nella foga di arrivare, di concludere o di avere successo, bruciamo alcune tappe fondamentali. Invece è lo stesso King a ricordarci che per scrivere qualsiasi cosa bisogna procedere passo passo: “Che sia una vignetta di una pagina oppure una trilogia epica come Il Signore degli anelli, l’opera si compie sempre una parola alla volta”. Niente paura di avere fretta, dunque, si parte sempre dalle basi un po’ per volta. Ma proprio per partire da quelle basi bisogna studiare, essere pronti e preparati. “Se vuoi diventare uno scrittore, devi fare due cose prima di tutto: leggere tanto e scrivere tanto. Non c’è modo di aggirare queste due cose, nessuna scorcatoia”, ha scritto. Impossibile raggiungere un obiettivo se prima non ci si è preparati adeguatamente per farlo.

2.Smettere di attendere
Ma la preparazione può avere anche i suoi lati negativi, che si possono riassumere in una sola parola: temporeggiare. “Il momento più pauroso è sempre quello poco prima di iniziare”, ha scritto Stephen King e quando lui parla di paura c’è sempre da credergli. Il punto è che studiare e applicarsi è sempre una buona cosa ma, soprattutto se si hanno di fronte delle deadline piuttosto precise, a un certo punto bisogna anche iniziare a lavorare. King da questo punto di vista ha un metodo ben preciso che sostanzialmente sfata il mito letterario dell’ispirazione: secondo lui non si deve attendere che questa arrivi, ma bisogna crearsela. Partire da un’immagine, da un concetto, da una singola parola e da lì iniziare a scrivere. E anche quando non avete un obiettivo prestabilito, scrivete o lavorate lo stesso, giusto per tenervi in allenamento.

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11 Febbraio 2020 | Crescita

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07 Febbraio 2020 | Arte e Cultura

3. Controllare la paura
Si parlava di paura, appunto, ed è un po’ paradossale che un autore che sulla paura ha creato un impero ne sia anche il più efficace antidoto. Eppure se c’è un significato profondo in tutta l’opera di King sta proprio nel fatto che la paura non esiste, o meglio esiste solo come proiezione delle nostre insicurezze e delle manipolazioni che compiamo su noi stessi. Imparare a dominarle è il segreto verso la via del successo, qualsiasi esso sia. Controllare la paura significa essere sicuri di sé stessi e quindi dare il meglio di sé. “Sono convinto che la paura sia la radice della maggior parte della cattiva scrittura”, ha scritto il nostro Maestro. In generale farsi prendere dal timore non farà che peggiorare la nostra performance e darà di noi un’immagine insicura. Se siamo preparati e abbiamo lavorato sodo c’è sempre qualcosa che può andare storto, ma nella maggior parte dei casi non dipenderà più da noi.

4. Eliminare il superfluo
Uno dei modi per trovare la convinzione in sé stessi è quello di smettere di voler qualcun altro. Spesso, nella scrittura ma anche nella preparazione di qualsiasi progetto, ci perdiamo in dettagli, ridondanze e parole “grosse” che non servono a quello che vogliamo dire noi ma a compiacere chi ci sta ascoltando colpendolo con una retorica elaborata. Nella maggior parte dei casi, però, neanche il nostro pubblico vorrà sorbirsi qualcosa di eccessivamente e inutilmente elaborato. Stephen King ce lo insegna quando ci parla di una fase importantissima dell’attività dello scrittore: l’editing. Consiglia infatti di rivedere le proprie bozze a mente fredda e cercando di eliminare almeno il 10% delle parole inutili: “Una delle cose peggiori è rivestire la scrittura di parole lunghe come se ci si vergognasse di quelle brevi”, suggerisce inoltre. L’obiettivo è quello di essere chiari, diretti, spontanei.

5. Imparare la resilienza
Scrivere, e questo King ce lo insegna in ogni modo, è un lavoro di pazienza certosina. Nonostante i metodi più affinati, ci vuole sempre tempo per terminare un’opera e spesso le difficoltà che si incontrano sul cammino sono innumerevoli. Questo vale in ogni ambito lavorativo e il tempo e la paura dei risultati non devono aggiungersi come limiti insormontabili. Perché un altro valore che il nostro scrittore ci insegna in maniera indefessa è la resilienza. Sembrerà strano ma anche un autore di bestseller a catena come Stephen King ha avuto i suoi insuccessi, e soprattutto è stato duramente criticato (basti citare il recentemente scomparso Harold Bloom). Eppure dal suo esempio deriva il consiglio di non arrendersi mai: “L’ottimismo è l’unica legittima risposta al fallimento”, ha scritto. Le critiche e gli insuccessi ci saranno sempre, l’importante è cogliere sempre il lato positivo anche da essi e continuare. Il prossimo numero 1 nella classifica dei libri più venduti è sempre dietro l’angolo.