Mondiali di atletica leggera: 3 personalità vincenti a cui ispirarsi

Mondiali di atletica leggera: 3 personalità vincenti a cui ispirarsi

Redazione Centodieci

La redazione di Centodieci seleziona le migliori notizie e i migliori consigli per crescere non solo professionalmente, ma anche nella vita....

Non è esagerato, anzi è assolutamente centrato pensare e scrivere che l’atletica leggera sia uno degli sport migliori per metaforizzare la vita. Differentemente dalle discipline di squadra, ogni atleta è solo con sé stesso, deve contare sulle proprie forze e su nient’altro, a meno che non si tratti della staffetta; al contrario di quanto avviene nell’automobilismo o nel tennis, con le racchette, non ci sono supporti e/o interstizi tra il corpo e la prestazione, tutto dipende dalla propria abilità, dal proprio fisico e dalla propria mente; infine, c’è un confronto crudele con il tempo e con i propri limiti, per cui il risultato di un salto o un lancio o una corsa deve essere sempre superiore rispetto agli ultimi tentativi, ma anche rispetto a quelli degli altri. I Mondiali che si stanno svolgendo a Doha, in Qatar, offrono dunque uno spaccato fedele dell’esistenza di ognuno di noi, ci mostrano lo sport per quello che dovrebbe essere e fare, sempre: invitare alla crescita, ispirare il progresso personale nel proprio percorso di professionisti e quindi anche di esseri umani.

La benedetta necessità di reinventarsi ogni volta

Non passeranno molte generazioni prima che il senso comune bolli come assolutamente folle la vita che hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni. Vite da posto fisso, dove i più fortunati entravano in ditta ventenni e ne uscivano sessantenni, dopo una...
Non passeranno molte generazioni prima che il senso comune bolli come assolutamente folle la vita che...

24 Febbraio 2020 | Crescita

Cosa vuol dire essere genitori e figli secondo Massimo Recalcati

«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto di vista della psicanalisi, è davvero un erede», spiega Massimo Recalcati nell’ambito degli incontri del progetto RiVedere Matera, organizzato da...
«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto...

18 Febbraio 2020 | Crescita

Cercami di André Aciman ci fa capire quanto importante sia il primo amore

Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver se ne era andato via. Con Chiamami col tuo nome eravamo arrivati qui, a un amore descritto quasi come fosse una febbre, che li aveva fatti sentire tanto...
Elio aveva amato per la prima volta, sperimentando lo strappo tremendo della separazione quando Oliver...

14 Febbraio 2020 | Crescita

#CentodieciTip: Non fasciarti la testa prima del tempo, prova a pensare positivo

Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, non fasciarti la testa prima di essertela rotta. Il folclore dialettale ci ha da tempo fornito le formule perfette per comprendere i rischi che corre chi, tendendo a un atteggiamento negativo e apprensivo, si...
Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno, non fasciarti la testa prima di essertela rotta. Il folclore...

13 Febbraio 2020 | Crescita

Sfidare anche i competitor più agguerriti – Cosa imparare da Adriano Olivetti

Anche partendo da un contesto difficile, con un regime dittatoriale come quello fascista si può fare innovazione. Adriano Olivetti, nato nel 1901, era un figlio del Ventesimo secolo in tutto e per tutto. Nella sua parabola imprenditoriale e umana c'era...
Anche partendo da un contesto difficile, con un regime dittatoriale come quello fascista si può fare...

11 Febbraio 2020 | Crescita

Cosa rispondere a chi dice di bilanciare vita e lavoro? Sbagliato!

Bilanciare vita e lavoro? Impossibile. Il lavoro è parte della vita. Se prendi tutta la tua vita, che comprende anche il lavoro, e la metti su un piatto di una bilancia, e sull’altro ci metti solo il lavoro, come possono rimanere in equilibrio? Cos’è...
Bilanciare vita e lavoro? Impossibile. Il lavoro è parte della vita. Se prendi tutta la tua vita, che...

10 Febbraio 2020 | Crescita

#CentodieciTip: Confida sulle amicizie più leggere, basta solo sorridere

Nel 1973, il sociologo Mark Granovetter, allora docente alla Johns Hopkins University di Baltimora, parlò per la prima volta di “legami deboli”: quelli che si instaurano con facilità senza aver bisogno di sovrastrutture. Quelli che nascono da gesti...
Nel 1973, il sociologo Mark Granovetter, allora docente alla Johns Hopkins University di Baltimora, parlò...

06 Febbraio 2020 | Crescita

#CentodieciTip: Regalati dei momenti di niente per riequilibrarti

Lo chiamano «dolce far niente», eppure, soprattutto negli ultimi tempi, ha comportato uno stigma negativo. Lontani come siamo da quell’elogio dell’otium ciceroniano, è scomparso non per assenza di tempo, quanto per il fatto che non si desideri...
Lo chiamano «dolce far niente», eppure, soprattutto negli ultimi tempi, ha comportato uno stigma negativo....

30 Gennaio 2020 | Crescita

Il caso di miglioramento più fragoroso e significativo, anche perché ci riguarda da vicino, è quello di Filippo Tortu.

Il velocista milanese, già primatista italiano sui 100 metri, è riuscito a battere ogni suo primato precedente, entrando nella storia dell’atletica leggera del nostro Paese. La finale raggiunta nella gara più famosa e attesa – un italiano non raggiungeva l’ultimo atto iridato dei 100 metri dall’edizione del 1987, quando a riuscirci fu il romano Pierfrancesco Pavoni – è solo l’ultimo atto di una carriera in ascesa, che l’aveva già visto diventare il primo italiano ad abbattere il muro dei 10 secondi. Il settimo posto nella gara vinta da Christian Coleman non è un insuccesso, piuttosto un invito a credere in una crescita finora straripante, e che potrebbe portare Tortu a essere protagonista ai massimi livelli ancora per moltissimo tempo – un’ipotesi realistica, del resto Filippo ha solo 21 anni. Il fatto che questa grande affermazione sia arrivata a meno di un anno dai Giochi Olimpici di Tokyo carica di ulteriori significati un risultato già storico, già indimenticabile.

Sifan Hassan, invece, ha interpretato la crescita e il miglioramento personale come differenziazione, come ampliamento delle proprie possibilità.

La mezzofondista di nazionalità olandese – che però è nata su suolo etiope, per la precisione ad Adama –, ha deciso di candidarsi come regina di Doha, nel senso di protagonista assoluta di questa edizione dei Mondiali: pochi mesi fa ha battuto il record del mondo sul miglio, ora ha deciso di provare a portare due vittorie su tre nei 1500 metri, nei 5000 metri e nei 10mila metri. Il percorso è iniziato benissimo, con il successo sulla distanza più lunga, colto con la miglior prestazione mondiale stagionale (30:17.62). Un successo storico, che può essere visto come un esempio che arriva dallo sport e ispira la vita di tutti i giorni: c’è sempre tempo per ampliare il perimetro dentro il quale muoversi, non bisogna mai porsi limiti, anzi è fondamentale porre gli obiettivi sempre un po’ più in là, magari anche dove pensavamo non si potesse arrivare.

È lo stesso principio che muove Aikaterini Stefanidi, astista greca reduce da un incredibile filotto di successi.

Ha conquistato il titolo di campionessa europea ad Amsterdam 2016 e quello di campionessa olimpica alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nello stesso anno, a questi successi vanno aggiunti l’oro mondiale a Londra 2017 e un altro oro europeo a Berlino 2018. Stefanidi è già considerata all’unanimità la più grande sportiva ellenica di ogni tempo, eppure è in Qatar per consolidare il suo dominio nel salto con l’asta femminile, e per provare ad alzare l’asticella. In senso metaforico e figurato, ma anche reale. L’ultimo grande obiettivo della sua carriera potrebbe essere il record mondiale stabilito dal mito Elena Isinbaeva, prima donna di sempre a superare quota 5 metri. A 29 anni, Stefanidi coltiva ancora ambizioni diverse, ha già raggiunto l’eccellenza ma vuole fare di più, vuole andare oltre sé stessa. L’approccio più giusto per un’atleta professionista, per un atleta amatoriale, per chiunque, nello sport come nella vita quotidiana.

di Alfonso Fasano