Perché abbiamo ancora (molto) bisogno di Steve Jobs - Centodieci

Perché abbiamo ancora (molto) bisogno di Steve Jobs

Giacomo Damian

Appassionato di economia, impresa, finanza e mercati, ne scrive da anni su carta stampata e web con lo pseudonimo di Buddy Fox....

Chissà quante sono le pagine scritte sulla vita e le opere di Steve Jobs. Se digitate il nome del due volte fondatore della Apple sono circa 802 milioni risultati in 0,67 secondi. Esclusi i convegni, le citazioni e il merchandising. È tradizione della cultura americana della quale anche noi nel bene e nel male facciamo parte la creazione di figure iconiche di massa, un processo di mitizzazione che inevitabilmente finisce col trasformare gli innovatori in santini mummificati. È accaduto anche al talento di Cupertino, il ribelle, l’ostico, l’incontentabile innovatore. Lo si nota in modo stridente in occasione della presentazione dei nuovi prodotti, eventi che scavano un solco sempre più profondo tra il passato e il presente. L’impresa che sconvolgeva il mondo inventando (letteralmente) prodotti che creavano nuovi mercati attraverso funzioni impensabili e impensate, la “numero uno” della bellezza e della creatività, si è trasformata in una solida, banale normalissima impresa che spente le fiamme della rivoluzione se ne sta seduta su una montagna di soldi e propone prodotti in tutto e per tutto simili a quelli dei competitor, solo parecchio più cari.

 

Cosa accade in Apple e, per estensione, cosa accade a tutte le imprese rivoluzionarie quando smettono di fare la rivoluzione?

Cosa possiamo imparare rileggendo Piccole Donne

Lo diceva anche Italo Calvino, che un classico è un libro che non ha mai finito di insegnare qualcosa. Per questo oggi, in tempo per l’uscita del nuovo adattamento cinematografico di Greta Gerwig (arrivato in Italia il 9 gennaio 2020), rileggere Piccole...
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17 Gennaio 2020 | Arte e Cultura

Smetti di colpevolizzarti: perché l’errore è utile

Una volta credevo che il contrario di una verità fosse l'erroree il contrario di un errore fosse la verità.Oggi una verità può avere per contrario un'altra veritàaltrettanto valida e l'errore un altro errore.- Ennio FlaianoDue fogli A4 staccati dal...
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16 Gennaio 2020 | Crescita

Per il lavoro del futuro quello che serve è la creatività

Nel 1792, i musicisti dell’orchestra sinfonica di Franz Joseph Haydn (1732 – 1809) erano molto stanchi e arrabbiati perché era da troppo tempo che non andavano in vacanza: il loro Duca, un ricco proprietario terriero, non ne voleva proprio sapere...
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15 Gennaio 2020 | Crescita

La sostenibilità passa per la rivoluzione della materia

Parto da un presupposto: le cose, tutte le cose, hanno un contenuto e una forma. Questo vale sia per le cose intangibili, sia per le cose tangibili, dalle opere d’arte agli oggetti di uso quotidiano. Io, qui, mi voglio occupare di oggetti fisici, gli...
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14 Gennaio 2020 | Innovability

Vuoi avere successo? Inizia a fare journaling, tieni un'agenda!

Vuoi che il 2020 sia l’anno in cui realizzerai tutti i tuoi obiettivi (personali e professionali)? Allora inizia a fare journaling!Tenere un journal, cioè un diario, ha molteplici vantaggi: tra i tanti, facilita la conoscenza di sé, ci aiuta a memorizzare,...
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13 Gennaio 2020 | Crescita

Il Game di Baricco e le nuove regole del gioco digitale

La nascita del web, il cambiamento del paradigma comunicativo e l’ascesa, rapidissima, di un nuovo sistema valoriale, di un nuovo gruppo di innovatori giovani, poco avvezzi al potere così come lo avevamo conosciuto sinora e animati, inizialmente, dal...
La nascita del web, il cambiamento del paradigma comunicativo e l’ascesa, rapidissima, di un nuovo...

10 Gennaio 2020 | Crescita

Aumentati e connessi, ma comunque uomini

La Rivoluzione Digitale è nel pieno del suo sviluppo e la Rete mobile di quinta generazione 5G è ormai prossima al debutto. Con essa assisteremo a un cambiamento ancora più impattante e pervasivo.L’era degli smartphone sta per lasciare il passo a...
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09 Gennaio 2020 | Crescita

Non esistono destini segnati – Cosa imparare da Jeff Bezos

L'uomo più ricco del mondo, il fondatore del più grande sito di acquisti online Amazon e il proprietario del Washington Post. La sua parabola umana mostra come si possano imparare delle buone pratiche di vita da chi, partendo da un contesto familiare...
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08 Gennaio 2020 | Crescita

L’incendiario che diventa pompiere
Come sanno quasi tutti, il ritorno di Jobs in Apple coincise con l’esplosione creativa dell’azienda. Nuove idee diedero vita ai nuovi prodotti che in pochissimi anni hanno cambiato il nostro modo di vivere e la nostra stessa idea di “relazione a distanza”. Un incendio che spazzando via i vecchi alberi della foresta rinsecchita ha dato vita a nuove specie estetiche oltreché tecnologiche: due aspetti indisgiungibili dei prodotti “made in Jobs”. Oggi Apple rivolge grande attenzione alla produzione di contenuti. Diverrà un broadcaster più o meno bravo degli altri, più o meno seguito, più o meno profittevole. Ma gli anni favolosi dell’invenzione e della sfida paiono passati per sempre. L’incendiario invecchiando diventa necessariamente pompiere? Le aziende sono organismi viventi. Come le persone attraversano cicli di vita caratterizzati da fasi e tensioni assai diverse fra loro; come le persone, le imprese sono appagate dal loro stesso successo e, come gli imperi, sono destinate alla decadenza

Continuare a cambiare per restare sé stessi
Forse il segreto per impedire l’obsolescenza sta nel perseguire il cambiamento in modo ossessivo. Nel saggio del fisico quantistico Frank Capra “Il Tao della fisica” è riportato un antico concetto della filosofia cinese sull’alternanza degli stati yin e yang, nero e bianco, che suggerisce di essere particolarmente vigili quando le cose vanno bene. E’ allora il momento di preoccuparsi per il futuro. Quando si dominano i mercati. Quando i propri codici estetico-funzionali sono divenuti sinonimo di prodotto e standard prestazionali. Quando i competitor sono disperatamente lontani anni luce. Quando la gente è disposta a passare la notte all’addiaccio pur di entrare per prima nel nuovo punto vendita. E’ allora che il management deve iniziare a concentrare sforzi ed energie affinché si compia una fase evolutiva capace di trasformare l’impresa e insieme ad i mercati di riferimento. 

La lezione del “5G” fa supporre che, purtroppo, anche le altre imprese di Silicon Valley come Apple abbiano dormito sugli allori troppo a lungo. Ma non era Steve Jobs che con il suo “Stay hungry, stay foolish” invitava a mantenersi “affamati” di diversità e di pensiero anticonformista?