Perché abbiamo ancora (molto) bisogno di Steve Jobs - Centodieci

Perché abbiamo ancora (molto) bisogno di Steve Jobs

Giacomo Damian

Appassionato di economia, impresa, finanza e mercati, ne scrive da anni su carta stampata e web con lo pseudonimo di Buddy Fox....

Chissà quante sono le pagine scritte sulla vita e le opere di Steve Jobs. Se digitate il nome del due volte fondatore della Apple sono circa 802 milioni risultati in 0,67 secondi. Esclusi i convegni, le citazioni e il merchandising. È tradizione della cultura americana della quale anche noi nel bene e nel male facciamo parte la creazione di figure iconiche di massa, un processo di mitizzazione che inevitabilmente finisce col trasformare gli innovatori in santini mummificati. È accaduto anche al talento di Cupertino, il ribelle, l’ostico, l’incontentabile innovatore. Lo si nota in modo stridente in occasione della presentazione dei nuovi prodotti, eventi che scavano un solco sempre più profondo tra il passato e il presente. L’impresa che sconvolgeva il mondo inventando (letteralmente) prodotti che creavano nuovi mercati attraverso funzioni impensabili e impensate, la “numero uno” della bellezza e della creatività, si è trasformata in una solida, banale normalissima impresa che spente le fiamme della rivoluzione se ne sta seduta su una montagna di soldi e propone prodotti in tutto e per tutto simili a quelli dei competitor, solo parecchio più cari.

 

Cosa accade in Apple e, per estensione, cosa accade a tutte le imprese rivoluzionarie quando smettono di fare la rivoluzione?

L’arte all’epoca dei social media: Amalia Ulman ha predetto gli influencer

Non di rado i giornali danno notizia di personaggi famosi che acquistano opere d’arte attraverso i social media (caso eclatante quello di Leonardo Di Caprio che comprò via telefono un’opera di Jean-Pierre Roy dopo averla vista sul profilo Instagram...
Non di rado i giornali danno notizia di personaggi famosi che acquistano opere d’arte attraverso i...

26 Febbraio 2020 | Centodieci

Il contagioso inno alla vita di Giusy Versace

Uno dei più grandi cantautori dei nostri anni, Jim Morrison, recitava queste parole: “Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio” parole che fin quando non le si sperimenta sulla propria pelle...
Uno dei più grandi cantautori dei nostri anni, Jim Morrison, recitava queste parole: “Non arrenderti...

25 Febbraio 2020 | Centodieci

La benedetta necessità di reinventarsi ogni volta

Non passeranno molte generazioni prima che il senso comune bolli come assolutamente folle la vita che hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni. Vite da posto fisso, dove i più fortunati entravano in ditta ventenni e ne uscivano sessantenni, dopo una...
Non passeranno molte generazioni prima che il senso comune bolli come assolutamente folle la vita che...

24 Febbraio 2020 | Crescita

Ne Il cielo in gabbia di Leunens e il film Jojo Rabbit tutto è possibile

Il cielo in gabbia è il romanzo della neozelandese Christine Leunens da cui è stato tratto Jojo Rabbit, portato sullo schermo da Taika Waititi, che ha vinto il Premio Oscar come Miglior Sceneggiatura non originale. Tra le ombre e le luci dei suoi protagonisti,...
Il cielo in gabbia è il romanzo della neozelandese Christine Leunens da cui è stato tratto Jojo Rabbit,...

21 Febbraio 2020 | Centodieci

#CentodieciTip: Apprezza i piccoli “piaceri proibiti”, ti fanno sentire meglio

Sentirci in colpa per amare ciò che ci fa divertire e ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane è assolutamente sbagliato. E poco importa se si tratta dei libri di Inga Lindstrom che finiscono sempre con il matrimonio tra la proprietaria di un maneggio...
Sentirci in colpa per amare ciò che ci fa divertire e ci distrae dalle preoccupazioni quotidiane è...

20 Febbraio 2020 | Centodieci

Il nostro bagaglio ci dice tutto di come siamo

È cambiato tutto con gli aerei. E non ora, già 90 anni fa. Nel 1938, Civil Aeronautics Board stabilì per la prima volta che i bagagli per ciascuna persona fossero di dimensioni e quantità limitate.Da quel momento e con le modifiche continue che hanno...
È cambiato tutto con gli aerei. E non ora, già 90 anni fa. Nel 1938, Civil Aeronautics Board stabilì...

19 Febbraio 2020 | Centodieci

Cosa vuol dire essere genitori e figli secondo Massimo Recalcati

«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto di vista della psicanalisi, è davvero un erede», spiega Massimo Recalcati nell’ambito degli incontri del progetto RiVedere Matera, organizzato da...
«Questa città è viva perchè c’è qualcuno che la rende costantemente viva, cioè che, dal punto...

18 Febbraio 2020 | Crescita

Lavorare meno e lavorare meglio è possibile?

Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena il tempo per figli e hobby, correre sul tapis-roulant e andare a dormire presto, finché non arriva il sabato per una passeggiata sul lungomare e...
Non è forse vero che vivere da adulti significa lavorare, portare a casa il salario, ritagliarsi appena...

17 Febbraio 2020 | Innovability

L’incendiario che diventa pompiere
Come sanno quasi tutti, il ritorno di Jobs in Apple coincise con l’esplosione creativa dell’azienda. Nuove idee diedero vita ai nuovi prodotti che in pochissimi anni hanno cambiato il nostro modo di vivere e la nostra stessa idea di “relazione a distanza”. Un incendio che spazzando via i vecchi alberi della foresta rinsecchita ha dato vita a nuove specie estetiche oltreché tecnologiche: due aspetti indisgiungibili dei prodotti “made in Jobs”. Oggi Apple rivolge grande attenzione alla produzione di contenuti. Diverrà un broadcaster più o meno bravo degli altri, più o meno seguito, più o meno profittevole. Ma gli anni favolosi dell’invenzione e della sfida paiono passati per sempre. L’incendiario invecchiando diventa necessariamente pompiere? Le aziende sono organismi viventi. Come le persone attraversano cicli di vita caratterizzati da fasi e tensioni assai diverse fra loro; come le persone, le imprese sono appagate dal loro stesso successo e, come gli imperi, sono destinate alla decadenza

Continuare a cambiare per restare sé stessi
Forse il segreto per impedire l’obsolescenza sta nel perseguire il cambiamento in modo ossessivo. Nel saggio del fisico quantistico Frank Capra “Il Tao della fisica” è riportato un antico concetto della filosofia cinese sull’alternanza degli stati yin e yang, nero e bianco, che suggerisce di essere particolarmente vigili quando le cose vanno bene. E’ allora il momento di preoccuparsi per il futuro. Quando si dominano i mercati. Quando i propri codici estetico-funzionali sono divenuti sinonimo di prodotto e standard prestazionali. Quando i competitor sono disperatamente lontani anni luce. Quando la gente è disposta a passare la notte all’addiaccio pur di entrare per prima nel nuovo punto vendita. E’ allora che il management deve iniziare a concentrare sforzi ed energie affinché si compia una fase evolutiva capace di trasformare l’impresa e insieme ad i mercati di riferimento. 

La lezione del “5G” fa supporre che, purtroppo, anche le altre imprese di Silicon Valley come Apple abbiano dormito sugli allori troppo a lungo. Ma non era Steve Jobs che con il suo “Stay hungry, stay foolish” invitava a mantenersi “affamati” di diversità e di pensiero anticonformista?