Inferiori di Angela Saini e l’importanza di mettere tutto in discussione -

Inferiori di Angela Saini e l’importanza di mettere tutto in discussione

Redazione Centodieci

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Accusare Charles Darwin sarebbe facile, pure troppo. Quando anche lo studioso aveva affermato che le donne si collocherebbero a un gradino più basso dell’evoluzione, sono stati molti gli scienziati (uomini) a cercare prove a sostegno di una simile tesi: perché dall’antitesi cromatica rosa-azzurro, uomini e donne dovevano essere diversi, che fosse per intelligenza o per emotività. Eppure in Inferiori, ricerca di 300 pagine a opera della giornalista per la BBC Angela Saini, qualcosa cambia: tutto. Con il suo viaggio attraverso la scienza e i numerosi dati raccolti, Saini approfondisce la guerra feroce tra i generi dal punto di vista biologico, psicologico e antropologico, denunciando l’imperare dei pregiudizi nell’ambito della ricerca. Per essere onesti con Darwin, «bisogna riconoscere che era un uomo del suo tempo», scrive l’autrice. «La sua visione tradizionale del ruolo della donna nella società non è veicolata solo dai suoi lavori scientifici, ma è espressa anche nelle pubblicazioni di molti altri importanti biologi dell’epoca», continua. E perché capita ancora? Perché quando ormai sembriamo aver superato il concetto per cui la differenza tra uomini e donne non era nella quantità del lavoro che svolgevano ma nel tipo di lavoro, si deve lottare nuovamente sul piano professionale per la parità di genere? Accade nel mondo dell’arte, dello sport e soprattutto della scienza, in modo innegabile dominata storicamente dagli uomini (Marie Curie nel 1911 non venne accettata dall’Accademia francese delle scienze); un ambiente in cui dalla primatologia alle aule universitarie delle facoltà di medicina, le più eminenti voci sono però quelle femminili, e le studentesse ormai più numerose che gli studenti. A volte, come illumina il saggio, la “colpa” è stata delle donne stesse, che sono state condotte a pensare di essere diverse, interiorizzando in qualche maniera l’idea di non poter eccellere in alcune discipline per capacità differenti. E invece molte fra le ricerche più recenti mostrano quanto le differenze psicologiche (e non solo) tra i sessi siano minime, non abbastanza grandi per spiegare gli stereotipi e i ruoli che le donne ricoprono nella società. First ladies perenni, figure di contorno.
Per questo Inferiori appare chiaramente nella sua accezione ispirazionale: perché insegna ai suoi lettori, uomini e soprattutto donne, a rifiutare quel comportamento che ci spinge ad accettare e giustificare il sistema sociale in cui viviamo, perché «se intorno a noi qualcuno pensa che le donne siano meno razionali degli uomini, o meno brave a parcheggiare l’auto, la minima informazione che dà forza a quell’assunto entrerà nella nostra mente e ci rimarrà». Dovremmo invece respingere quelle ricerche che, confermando ciò che sostiene la maggioranza, ci sembrano corrette, e accogliere quelle che invece lo contraddicono, troppo spesso congedate come “un’eccezione alla regola”. Dubitare di una tesi e ricercare le sue fonti, i dati che la provano, discuterli, così da rigettare l’immagine che la società ci cuce addosso. Perché solo il nostro impegno nel conoscere i fatti reali, combattendo ogni tipo di preconcetto, ci darà la forza di trasformare la società in meglio. «Una società che ci tratti alla pari».

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06 Dicembre 2019 | Crescita

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05 Dicembre 2019 | Crescita

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04 Dicembre 2019 | Crescita