5 insegnamenti che possiamo trarre da "Lionardo" - Centodieci

5 insegnamenti che possiamo trarre da “Lionardo”

Redazione Centodieci

La redazione di Centodieci seleziona le migliori notizie e i migliori consigli per crescere non solo professionalmente, ma anche nella vita....

Quanto è entusiasmante uno spettacolo sul più grande genio della storia dell’umanità? Beh, possiamo rispondere subito: lo è tantissimo. Ed è proprio questo a essere andato in scena con “Lionardo”, lo spettacolo che il celebre attore Michele Placido ha realizzato in collaborazione con Banca Mediolanum e Centodieci che ha girato l’Italia.
Lo spettacolo, scritto da Gian Luca Bianco e dallo stesso Placido, nasce in occasione di una ricorrenza: il cinquecentenario della morte di quello che secondo molti è il più grande genio italiano di sempre, uno degli ultimi grandi pensatori capaci di abbracciare scienza e studi umanistici in modo così omogeneo da rendere le due branche della conoscenza una cosa sola. Stiamo parlando, ovviamente, di Leonardo da Vinci.

Ecco i cinque più grandi insegnamenti che trasmette lo spettacolo:

1 Leonardo, che immaginava il futuro

Nello spettacolo lo scienziato toscano riprende vita, spaziando dall’arte all’anatomia, passando per la religione, la natura e la filosofia. Il pensiero di Leonardo, a distanza di cinquecento anni dalla sua morte, si dimostra attualissimo. Come se le sue idee fossero immortali, a tratti così tanto che si fa fatica a credere che fossero già presenti secoli fa. Le pitture di da Vinci in cui vediamo l’unione di caratteri maschili e femminili appaiono così lungimiranti da ritrovarne le idee nei discorsi femministi. Così come l’amore di Leonardo per l’ambiente, per la natura e la sua attenzione per l’equilibrio tra i regni la ritroviamo nel discorso ambientalista contemporaneo. Insomma, Leonardo da Vinci sarà pure vissuto secoli fa, ma le sue idee non sono mai morte, anzi, hanno attraversato mezzo millennio di storia dell’umanità per ripresentarsi ostinatamente attuali.

2 Imparare è la chiave per la crescita personale

Oltre al geniale Leonardo da Vinci, sul palco troviamo il suo allievo Giovanni Francesco Melzi, il prediletto del pensatore vinciano. E oltre al rapporto tra il maestro e l’allievo nello spettacolo scorgiamo anche la storia di un rapporto di profonda stima reciproca: Melzi, infatti, diventerà l’erede di Leonardo, “maestro, forse lei vede in me ciò che io ancora non vedo”. al che Leonardo risponde: “Tu devi stare tranquillo, te l’ho detto, devi rilassati. Rilassati”.
Il rapporto tra i due ci ricorda che solo affidandoci a grandi pensatori, a quelli del passato e a quelli del presente, è possibile una grande crescita personale. Noi cresciamo imparando, questa è l’unica via per affrontare percorsi di crescita: mettersi in discussione, trovare idee e ispirazioni in un maestro, finché non lo si supera.
L’importanza di imparare e di cercare sempre delle idee nuove nei maestri la ricorda lo stesso Giovanni Francesco Melzi, che racconta il suo maestro trasmettendoci l’entusiasmo per la scoperta, per la curiosità, l’incontenibile e febbrile eccitamento per il sapere.

3 La genialità sta nel non smettere mai di progettare

Ma come mai Leonardo è stato un genio di questa portata? Sappiamo che fu uno dei personaggi chiave del Rinascimento, un grande inventore, un immenso pensatore e scienziato, ma il segreto probabilmente stava nella sua tenacia: “mai smettere di progettare” era il suo motto.
E così fece, disegnando continuamente, prendendo appunti catalogati per categoria di studio, e ancora immaginando pitture, sculture, macchine militari e sfornando centinaia di preziosi appunti anatomici e fisici presi direttamente dall’osservazione della natura. Quegli appunti erano bozze di idee di un uomo che non si arrendeva mai.

4 Stupirsi, ogni giorno, porta a grandi idee

Nella purezza del suo genio Leonardo amava osservare. Osservando ciò che lo circondava, e riuscendo a sorprendersi ogni volta, sono venute al mondo le sue grandi idee. Leonardo amava passare ore a osservare il volo degli uccelli, le correnti ascensionali che lo rendono possibile senza sforzo, ne notava la bellezza e si spingeva in vere e proprie premonizioni: “l’uomo un giorno potrà volare” ma anche “tutti gli uomini un giorno potranno volare”.

5 Mediolanum e Michele Placido, insieme oltre Leonardo

E poi qualche anticipazione, perché Michele Placido svela a fine spettacolo che il suo “Lionardo” non sarà certo il suo unico lavoro sulla genialità artistica italiana: dirigerà presto un film su Caravaggio, e le riprese inizieranno già ad ottobre. Anche per questa nuova sfida, anch’essa volta a illuminare le grandi menti del passato, Banca Mediolanum, dice Placido a fine spettacolo, ha dato un grande aiuto rendendo possibile il progetto.