Perché Canto di Natale è una parabola moderna - Centodieci

Perché Canto di Natale è una parabola moderna

Redazione Centodieci

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Ce lo hanno insegnato alle medie, durante le scuole superiori o nel chiuso delle nostre letture personali, che la penna di Dickens fosse perfetta per la narrazione dei vinti. Il freddo e il degrado della Londra del 1843, la critica alla società, l’analfabetismo, la miseria: si tratta degli elementi che stanno alla base di Canto di Natale (A Christmas Carol) che, tra l’attualità del comportamento del Signor Scrooge e della condizione dei personaggi cui si trova ad avere a che fare, è riuscito a trascendere il limite dell’Ottocento. Divenendo capace di illuminare alcune dinamiche moderne.
La storia ci si è cucita addosso, passata attraverso l’inchiostro o attraverso qualche adattamento cinematografico (vale anche quello targato Disney nel 1983, Canto di Natale di Topolino). Ebenezer Scrooge, avaro molieriano che, nonostante navighi nell’oro, non vuole spendere un centesimo nemmeno per sé stesso, desidera solo guadagnare, e poi nascondere il bottino. È talmente infastidito dalle festività natalizie che costringe il suo umile impiegato, Bob Cratchit, a presentarsi al lavoro anche il giorno della Vigilia. Risponde male, rifiuta gli inviti, tanto che alcuni fantasmi si presenteranno alla sua porta, per fargli conoscere la tragica direzione verso cui sta andando la sua vita. Per fargli vedere attraverso viaggi nel passato e nel futuro tutto ciò che si sta perdendo.
Questo incontri cambieranno per sempre il suo modo di approcciarsi alle persone, amplificando la sua (scarsa) capacità di sentirne l’anima, il silenzio, le paure e le speranze: creando in lui, finalmente, empatia.

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13 Agosto 2020 | Arte e Cultura

Burnout estivo: 5 rimedi per riequilibrarsi

Chiudete per un attimo gli occhi. Immaginate una lunga campagna meridionale, con il grano che si allarga come un pavimento dorato, all'orizzonte si scorgono appena le chiome degli ulivi. Volete vederli meglio, così decidete di incamminarvi. Un piccolo...
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11 Agosto 2020 | Crescita

Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin, sull’ottimismo di sapere che niente è perduto

Violette Toussaint è la guardiana della vita e della morte degli altri, ma non riesce a esserlo della propria. Vive ascoltando le voci della gente, probabilmente per evitare di sentire i tormenti della sua vita, che cela un segreto che scopriremo solo...
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07 Agosto 2020 | Arte e Cultura

È arrivato agosto: e tu sei pronto a cambiare?

Per molti agosto è un mese di sana follia, ma può anche essere un incredibile e perfetto punto di partenza per grandi progetti. In un mese come questo, infatti, trova ottimo spazio di applicazione il concetto di “ozio creativo” elaborato dal sociologo...
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06 Agosto 2020 | Crescita

5 spiagge italiane bellissime e poco affollate da scoprire

Molti di noi in questa particolare estate post-lockdown stanno riscoprendo la bellezza di un viaggio in Italia. La maggior parte sceglie il mare e, anche se ci sono meno persone in viaggio, soprattutto nei weekend l'atmosfera di spiagge altrimenti splendide...
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05 Agosto 2020 | Centodieci

Apriti al nuovo della tua vita - Il valore del viaggio per la conoscenza

Come ci ricordano Gianluca Bocchi e Mauro Cerruti, nel mondo moderno il sapere non è più solo un accumulo di conoscenza, ma diventa reticolare; l’esperienza, dunque, non è più unica, ma molteplice, i percorsi sono interconnessi e potenzialmente...
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04 Agosto 2020 | Crescita

Per essere creativo devi essere esploratore, artista, giudice e guerriero

Iniziamo facendo un piccolo esperimento. Fate la somma dal numero 1 al numero 1000 in un minuto. Considerando il tempo limitato, di sicuro abbiamo subito iniziato a fare i conti: 1+2=3, 3+4=7, 7+5=12; poi, dopo altre addizioni, ci siamo confusi e scoraggiati,...
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03 Agosto 2020 | Crescita

A proposito di niente o come imparare a prendere la vita meno sul serio

A proposito di niente è il titolo dell’autobiografia di Woody Allen, scritta a 84 anni e uscita in Italia per La Nave di Teseo. Un racconto personale, fatto di paradossi come il titolo stesso: è un “niente” di 400 pagine quello del cineasta...
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31 Luglio 2020 | Centodieci

Non è un caso che Dickens scrisse il canto di Natale con il desiderio di coinvolgere sia i grandi che i bambini, attraverso descrizioni tali da risvegliare i sentimenti puri quali amore e tolleranza, il rispetto per gli altri e la capacità di apprezzare le piccole cose.
Quello di Dickens è un insegnamento che meriterebbe di essere seguito ogni giorno, al lavoro tra dirigente e impiegati, ricordandosi che al di là del grado professionale si ha a che fare sempre con persone. Perché ogni interazione tra noi ha una componente emotiva, che permette a ogni nostro piccolo gesto di poter diventare fondamentale per la giornata di qualcun altro. Farlo sentire meglio, o peggio. Una persona capace di sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda altrui, come comprenderà Scrooge nel suo delirio di gentilezza finale, incarna un principio ben definito: stabilire sincronia comporta benefici interpersonali. Il piccolo Timmy, il figlio più piccolo dell’impiegato Bob, che nonostante la sua malattia è sempre estremamente felice e gentile, sarà per il protagonista una sorta di figlio. E Scrooge, imparando ad amare, non resterà mai più solo.
«Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile» è un ammonimento (attribuito spesso a Platone e a Filone di Alessandria) che bene sintetizza il significato pragmatico del racconto, che incide quindi sul comportamento che dovremmo tenere sempre, e non solo a Natale. Ciò che emerge, è inoltre un monito a vivere la vita al meglio, provando a eliminare ogni tipo di rimpianto. Nutrendosi dell’amore verso la propria famiglia, verso coloro che ci circondano, riconoscendo anche nei piccoli gesti, come un sorriso, la forma più preziosa di tesoro.

di Corinne Corci