Il contagioso inno alla vita di Giusy Versace - Centodieci

Il contagioso inno alla vita di Giusy Versace

Redazione Centodieci

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Uno dei più grandi cantautori dei nostri anni, Jim Morrison, recitava queste parole: “Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio” parole che fin quando non le si sperimenta sulla propria pelle sono le ideali per essere trascritte soltanto in un diario o su un muro. La storia dell’atleta Giusy Versace è strettamente legata al concetto espresso da Morrison. Il 22 agosto 2005 a soli 28 anni perde entrambe le gambe durante un tragico incidente stradale sull’autostrada Salerno – Reggio Calabria. Sorpresa da un temporale fortissimo, la sua vettura sbanda, e lei finisce contro il guardrail. In quegli attimi dove il primo pensiero di Giusy era rivolto al padre, la vita l’ha messa di fronte a un bivio: quello di arrendersi all’idea della morte o quello di resistere e avere fede.

«Il dolore è stato immenso, è vero, perdere di netto due arti è stato un trauma – racconta Giusy Versace – ma la fede e una forza che è scattata in me sin da subito non mi hanno fatto precipitare nella disperazione. C’è stata una vita prima e una vita dopo il mio incidente, dire quale sia la parte migliore non sarebbe giusto ma di sicuro tutto ciò che ho realizzato in questi anni, senza le mie due gambe, non l’avrei mai fatto».

Dopo anni di riabilitazioni nella clinica specializzata in protesi a Budrio, famosa anche per aver dato le protesi ad Alex Zanardi, Giusy decide di riprendere in mano la propria vita, anziché demoralizzarsi riparte da zero scoprendo nello sport un alleato straordinario. «Prima dell’incidente non ero un’atleta ma semplicemente una sportiva che divideva la propria settimana tra spinning e tennis. Con le protesi questi due sport ero impossibilitata a farli. Per una scommessa personale e per smentire le persone che mi sconsigliavano la corsa quasi fosse un semplice vezzo estetico, iniziai ad avvicinarmi all’atletica».

Dal 2010, con le protesi in carbonio, è diventata la prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale collezionando negli anni undici titoli italiani, argento e bronzo agli Europei di Atletica e partecipando come atleta paraolimpica a Rio. Ma i traguardi non si fermano ai soli meriti sportivi, perché Giusy diventa nel 2015 una ballerina, vincendo l’edizione italiana di “Ballando sotto le Stelle”. «L’idea di gareggiare nel mondo del ballo, in una realtà dove le gambe la fanno da padrone, poteva essere per me un effetto boomerang. Non volevo farmi vedere in difficoltà dal pubblico e tanto meno volevo ricevere del pietismo, tutto ciò che ho realizzato in quel programma l’ho fatto con sudore e cuore. Con la presentatrice Milly Carlucci inizialmente il patto era che se capivo di essere inadeguata non avrei continuato per nulla al mondo, anche per rispetto di tanti disabili che stavano lì a tifare per me. La sua scelta è stata coraggiosa e di questo la ringrazio perché da quel momento non ho più smesso di ballare».

Il sorriso e la voglia di non arrendersi mai sono i fondamenti dell’anima della Versace, la disabilità non è una vergogna ma una realtà da affrontare a testa alta con tutte le forze che si hanno a disposizione. La positività e la grande fede di Giusy l’hanno aiutata a cercare sempre il lato positivo delle cose anche nelle giornate dove i dolori erano maggiori o quando l’arto fantasma e la paura continuava a dilaniare la mente. Il cognome Versace sin da subito destò curiosità nei media e nelle persone e questo Giusy lo capii sin da subito, conscia di essere una persona “conosciuta” poteva rappresentare un punto a suo favore: una voce di stimolo per altri. Oltre al ballo e allo sport, Giusy è stata protagonista di un primo libro divenuto poi best-seller: “Con la testa e con il cuore” e di una seconda storia per ragazzi dove personifica una super-eroe dalle gambe intercambiabili: “Wonder Giusy”. «Vedo che tanti ragazzi si isolano, si uccidono per problemi risolvibili, si scoraggiano per niente. La mia seconda chance mi sta dando la possibilità di raccontare la mia storia nelle scuole, nelle parrocchie, nei teatri con il mio spettacolo e in tante altre serate. Come ho scritto nel mio primo libro con la testa e con il cuore si può superare qualsiasi tipo di ostacolo, basta volerlo, basta crederci». Il sorriso e gli occhi di Giusy sono un inno alla vita, un inno puro e raro.

Alessio Vissani

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