Pensieri d'arte - Pablo Picasso, Guernica e Les Demoiselles d'Avignon

Pensieri d’arte – Pablo Picasso, Guernica e Les Demoiselles d’Avignon

Gian Luca Bianco

Ho scelto di me una fotografia non posata, perché considero l’imprevedibilità della vita la sua anima fondamentale. Mi preparo molto, amo studiare, mi piace approfondire qualunque argomento che riguarda l’essere umano, le relazioni con l’insieme e con la natura. Sono sfacciatamente curioso di ogni espressione artistica, scientifica, tecnologica, filosofica, creativa e allo stesso tempo mi piace dimenticare ogni cosa appresa per immergermi nell’esistenza e vivere in libertà lasciandomi sorprendere e cercando di cogliere le opportunità che mi raggiungono. Sono regista, un’etichetta che vuol dire tutto e nulla, mi piace pensarmi essere umano di passaggio sulla terra insieme ad altri 7 miliardi 380 milioni di persone. Mi appassionano le storie. Mi piace raccontarle attraverso le immagini, la musica, le parole, i suoni, il silenzio. Ho prodotto e diretto film, realizzato eventi, creato relazioni, scritto soggetti, format e pubblicato un libro, vissuto in luoghi diversi del pianeta, eppure ogni giorno mi sveglio con il desiderio di imparare a ricercare la bellezza come se nulla fosse accaduto prima.

Il genio e il lavoro artistico di Pablo Picasso è così vasto che un solo “pensiero d’arte” non può essere sufficiente. Per questo Gian Luca Bianco si concentrerà solo su due grandissime opere che riescono però a essere estremamente rappresentative del modo di dipingere di Picasso: Les Demoiselles d’Avignon e Guernica.

Sin da piccolo Pablo è affascinato dalla pittura e dalla raffigurazione. Pare addirittura che la sua prima parola sia stata “lapis”. Precocissimo come tutti i geni già a 8 anni dipingeva perfettamente. Poi nel diventare adulto e maturo nel suo modo di dipingere si staccherà, come sappiamo, dal modo classico di vedere e riprodurre la realtà, rivoluzionando il concetto di pittura. È iniziatore infatti dell’avanguardia del Cubismo insieme a Georges Braque, nato per analizzare ancora di più e in un modo ancora più profondo l’oggetto raffigurato e che per certi versi nasce per reazione alla pervasività della fotografia. Picasso infatti diceva così: «Ogni atto di creazione è un atto di distruzione».