Vasilij Kandinskij, nato a Mosca nel 1866 e divenuto maggiore esponente della pittura astratta, cambia le regole del gioco nello scenario artistico del suo tempo: l’arte, non più intesa come pura tecnica e ragionamento, rappresenta uno scrigno di emozioni, che vanno interpretate con il cuore, più che con la testa o con gli occhi. Secondo Kandinkij, un’opera d’arte racchiude in sé stessa tutta la bellezza di un’emozione, è, anzi, essa stessa un’emozione, triste, felice, divertente o paurosa. Un po’ come Pollock.

Grazie al suo stile, apparentemente complicato e confuso, fatto di colori associati a forme geometriche, il pittore crea un linguaggio artistico ben preciso, dove i colori hanno un preciso significato e le forme si armonizzano ad essi, dando vita ad una corrente che va oltre la forma delle cose, e che si riassume con il celebre aforisma di Antoine de Saint-Exupéry “l’essenziale è invisibile agli occhi”