John Lennon ha detto: il tempo che ti piace sprecare, non è sprecato. Quella che sembra una semplice provocazione racchiude invece un ragionamento più profondo e dei risvolti pratici inaspettati perché spesso cadiamo nel paradosso di trascorrere il tempo letteralmente perdendo tempo.

Nelle impostazioni degli smartphone c’è una voce chiamata “Tempo di utilizzo” che registra quanti minuti e ore vengono dedicati ai social network e quanti invece allo svago, alla creatività e alla produttività. Capita di trascurare questi ultimi aspetti anche nella vita quotidiana oltre che all’interno di quella online. Il fatto che ci sia un’ulteriore funzione che permetta di impostare limitazioni di utilizzo giornaliere per ciascuna categoria di applicazioni, potrebbe indurci a credere di riuscire ad ottimizzare sempre il nostro tempo, ma non è così, le ore passano senza che noi ce ne accorgiamo. È molto importante quindi che ci sia un’organizzazione consapevole della nostra giornata che permetta di impiegare le ore non lavorative facendo qualcosa che ci piace fare e che ci migliora. Alcuni penseranno che inserire un’attività da fare dopo il lavoro sia un impegno in più, ma concentrarsi su attività che non hanno nulla a che fare con il lavoro permette invece di liberare la mente da paure, preoccupazioni e tensioni e di ricaricare le batterie, ma soprattutto fa apprezzare il momento.

Un hobby non implica necessariamente sforzi e fatiche, ma aiuta a ritagliare un tempo solo per noi: non c’è abitudine migliore per ritrovare la felicità quotidiana.

In un arco temporale ben definito, l’ora di pilates o di corsa, l’ora di pittura o di scrittura, si crea uno spazio in cui niente e nessuno può intromettersi. In quante altre occasioni si può avere un simile privilegio? Questo ci insegna a fare una pausa e a sperimentare lo stress positivo, quello che ci fa sentire entusiasti di ciò che stiamo facendo e più creativi.

 

Dedicarsi a un nuovo progetto, attività o hobby, inoltre è un ottimo allenamento per saper poi affrontare le sfide sia nel mondo del lavoro sia nella vita quotidiana. Inoltre, insegnano a gestire il tempo. Che si tratti di collezionismo, di un’attività sportiva o dello studio di uno strumento musicale, di pittura o di cucina, ma anche di arredare la nuova casa, sono tutti un ottimo pretesto per fare pratica di autodisciplina e allo stesso tempo per prendersi cura di sé, divertendosi.

Spesso pensiamo che gli hobby siano riservati a gente che ha molto tempo a disposizione e che averne o meno non abbia importanza. Niente di più sbagliato. La disciplina, intesa come pratica continua e ripetuta con costanza, aiuta a creare un percorso di autodefinizione ed è uno strumento efficace per cambiare l’approccio personale di ciascuno riguardo alle cose di tutti i giorni, elemento determinante per il conseguimento degli obiettivi prefissati. È proprio attraverso il modo in cui vediamo le cose che talvolta non impieghiamo proficuamente le energie, fatichiamo a focalizzarci sui traguardi e a mantenere una visione oggettiva. Chi ha praticato per tanti anni uno sport, individuale o di squadra, lo potrà testimoniare. Non sapere bene se si riuscirà in un’impresa o se arriverà il giorno in cui si raccoglieranno i frutti di un duro lavoro, può portare a mollare tutto ma può anche essere uno stimolo a tenere duro, dipende dal carattere. È proprio qui che la tecnica appresa dopo tanta perseveranza nel praticare il proprio hobby aiuta ad affrontare incertezze e frustrazioni. 

C’è un insegnamento yogico che dice: semina un pensiero e raccogli un’azione, semina un’azione e raccogli un’abitudine, semina un’abitudine e raccogli un carattere, semina un carattere e raccogli un destino. Per i più restii a praticare gli hobby, forse è giunto il momento di farci un pensiero.