La scena è sempre la stessa: l’imprenditore di turno ci mostra la sua azienda e ci spiega di cosa si occupa. Anche se l’azienda ha già raggiunto una discreta dimensione, l’imprenditore fa ancora tante cose e spesso sono operative. Si concentra sul prodotto, sugli ordini, sulla prossima fiera. Quando gli chiediamo qual è la sua strategia, ci risponde con uno slogan senza senso, del tipo “lavoriamo con prodotti di assoluta qualità per essere leader di mercato nel denim”. Quando chiediamo la strategia di marketing, ci risponde con le date delle fiere di settore e il solito “passaparola”. Quando chiediamo la strategia finanziaria, ci risponde che dobbiamo parlare con il CFO, lui non sa niente.
L’ennesimo imprenditore in difficoltà che non sa perché si trova in quella situazione e non sa come uscirne. L’ennesimo imprenditore che ha perso il controllo dell’azienda e anzi, viene imprigionato da essa.
Il grande errore che commettono gli imprenditori – e i liberi professionisti che vogliono aprire la loro attività – è che pensano che debbano lavorare nella loro azienda, quando invece devono lavorare sulla loro azienda. La differenza è sostanziale: l’imprenditore deve lavorare sui sistemi aziendali, per creare un’azienda che funzioni molto bene senza di lui. Deve immaginare di creare un’azienda che possa essere venduta o replicata, anche se non lo farà mai.
In questo modo diventa libero dall’operatività quotidiana, e si occupa dei processi perché questi processi funzionino indipendentemente dall’imprenditore.
In azienda si deve lavorare sui sistemi e non sugli obiettivi, che devono essere definiti e raggiunti dai manager e dai responsabili di reparto. L’imprenditore di turno invece abbandona completamente alcune funzioni perdendone il controllo – il classico caso è quella finanziaria “perché non ci capisce nulla” – fino a quando i numeri cominciano a diventare preoccupanti sotto il naso dell’imprenditore.
Ecco alcuni principi fondamentali di gestione aziendale che ancora molti imprenditori violano:

  • L’imprenditore delega le funzioni, non le abbandona: come controllore dei sistemi, l’imprenditore deve conoscere e gestire strategicamente tutte le funzioni, delegando ad altri il raggiungimento di obiettivi strategici aziendali. In questo modo ha una visione su tutta l’azienda e i suoi processi e non perde di vista funzioni fondamentali. Sì, l’imprenditore deve occuparsi anche della strategia finanziaria, che non significa “fare i conti”: significa sapere gestire il flusso di cassa per tutto l’anno, sapere pianificare investimenti di business development e tenere d’occhio i costi.
  • L’imprenditore si occupa di strategia, non di operatività: la strategia vera, non quella fatta da slogan. La strategia che parte dalla definizione di un problema strategico, dalla costruzione di una policy con delle regole e degli obiettivi strategici che guardano al futuro, mirando all’evoluzione continua dell’azienda grazie ad una direzione precisa. Quello che invece capita di solito è che l’imprenditore chiama strategia grandi piani o slogan vuoti e poi si occupa dell’operatività giornaliera, fino a quando il mercato è cambiato ed è ormai troppo tardi per reagire. L’imprenditore deve sempre rispondere a questa domanda: dove voglio che sia la mia azienda tra 3, 5, 10 anni?
  • L’imprenditore si occupa di sistemi e non di obiettivi: il sistema è un insieme di processi che, se ben oliato, diventa il motore dell’azienda che deve funzionare indipendentemente dall’imprenditore. Deve occuparsi di processi di marketing, di branding, dell’operatività, sistemi finanziari e di vendita e collegarli in una strategia coerente. Non sarebbe così difficile, se non fosse che la tentazione di andare ad occuparsi dell’operatività del prossimo mese è troppo forte, rendendo miopi gli imprenditori e impedendo all’azienda non solo di crescere, ma soprattutto di evolvere.
  • L’imprenditore non è mai troppo occupato: molti imprenditori con cui lavoriamo si sentono “imprigionati” dalla loro stessa azienda. Questo perché diventano uno dei dipendenti, anzi, spesso, il dipendente che lavora di più di tutti, quando invece dovrebbero essere solamente la mente strategica e i gestori dei sistemi. Un imprenditore deve essere sempre in grado di trovare il tempo per controllare il funzionamento dei processi fondamentali e per guardare nuove opportunità in linea con la sua strategia (quella vera). L’imprenditore deve avere un’agenda molto diversa dai suoi manager, che gestiscono un determinato processo: deve avere un’agenda principalmente dedicata a sistemi e business development, due componenti fondamentali della crescita di un’azienda sana.

Le aziende nella maggior parte dei casi chiudono perché la persona che dovrebbe controllare la loro evoluzione si perde nell’operatività quotidiana: questo vale per il gestore del ristorante, quanto per l’imprenditore di una PMI. I sistemi sono il motore di un’azienda: se non vengono oliati costantemente, prima o poi il motore, come si diceva ai miei tempi, “grippa”.