Uno dei regali più diffusi per i neonati è il metro per misurare la crescita e questo è, metaforicamente, il più importante strumento per gestire il proprio sviluppo personale. I bambini si misurano con l’ambizione di diventare grandi, e allo stesso modo chi ha un progetto di crescita personale deve misurare i propri progressi. Perché, come disse una volta il maestro di Taijiquan Wang Zongyue, “se ti discosti di un centimetro all’inizio, avrai deviato di un migliaio di chilometri alla fine”. 

La misurazione dei progressi in questo campo non può essere condotta rapportandosi agli altri. Ognuno di noi ha il proprio metro e cresce alla propria velocità. Con ritmi e obiettivi diversi. Tutti però usiamo un metro per verificare se e quanto siamo cresciuti. Zongyue ci suggerisce di misurarci a intervalli regolari, per evitare di deviare troppo dal percorso che abbiamo tracciato. Chiaramente, prima bisogna aver scelto i propri obiettivi e messo nero su bianco un piano di sviluppo personale.

I 3 strumenti fondamentali per misurare la crescita personale

Misurare la propria crescita è relativamente semplice, anche se richiede un po’ di impegno. Per farlo occorre:

  • prioritizzare gli obiettivi;
  • tracciare tutto;
  • rivedere il percorso svolto.

Prioritizzare gli obiettivi dello sviluppo personale

La pianificazione degli obiettivi non è il passaggio iniziale. Preliminare e propedeutica è la definizione dei propri valori, poiché è a questi che gli obiettivi devono essere allineati per vivere intenzionalmente. E dunque, occorre innanzitutto rispondere alla domanda “Quali sono i miei valori?” mettendo nero su bianco la risposta, e dividendo fra valori fondamentali, che non ammettano trattativa, e secondari, a cui è possibile derogare.

Svolgere un post mortem aiuta a fare chiarezza sui propri obiettivi. Per farlo occorre immaginarsi seduti dietro il proprio feretro ad ascoltare i pensieri di chi viene porgere l’ultimo saluto. Chi c’è? Chi manca? In che modo veniamo ricordati? Finita la processione, occorre andare a vedere quello che abbiamo combinato, e fare la lista di quello che è stato più importante e di quello che manca. Questo esercizio aiuta a comprendere quali siano le cose più importanti e quali stiamo trascurando. Notare quello in cui stiamo limitando il nostro impegno è altrettanto utile.

A questo punto è facile stendere la lista degli obiettivi da perseguire e poi ordinarli dal più al meno importante, domandandosi per ogni punto cosa inseriremmo se avessimo solo quel punto.

Tracciare i propri progressi

Tracciare tutto è l’unico modo per rendersi conto dove stiamo andando. La cosa più importante è registrare come spendiamo il nostro tempo per capire cosa ci stiamo facendo. E magari individuare qualche spreco da cui tirare fuori tempo utile per lavorare su aspetti che richiedono maggiore attenzione. 

La combinazione di MIT e Bullet Journal è a mio avviso la cosa migliore. I MIT ci spingono a dividere i nostri obiettivi più grandi in piccoli task, e il Bullet Journal ci aiuta a tenere traccia di quello a cui ci dedichiamo quotidianamente. Ridotto all’osso, questo non è altro che un quaderno in cui stilare delle liste di cose da fare. Mattino listi, sera spunti. È come tenere un diario, che è un’altra pratica valida. In alternativa, si può sempre ricorrere alle crocette sul calendario, ottime soprattutto quando lavoriamo su nuove abitudini. In questo caso la cosa fondamentale diventa non interrompere la catena.

Il processo di revisione

Condurre delle revisioni periodiche è fondamentale per ricalibrare il carico di lavoro che ci assegnamo quotidianamente, rendersi conto di cosa stiamo tralasciando e adattare il nostro piano di crescita personale alle mille variabili che regolarmente ci incasinano la vita.

Pianificare per misurare

Un percorso di crescita personale è misurabile solo se costruito su obiettivi intelligenti: specifici, misurabili, alla nostra portata, rilevanti e temporalmente definiti (i cosiddetti SMART goal). È inoltre necessario che siano in grado di fornirci dati su cui prendere delle decisioni. Tutto questo però non ha senso e non funziona se non facciamo i salti di gioia ogni volta che cresciamo di un centimetro.