Nel gioco che in molti di noi fanno, un po’ per addolcire il periodo amaro, del cosa ha imparato il mondo dalla pandemia, è certo che la Covid-19 ci abbia insegnato «l’importanza di costruire un’economia e una società più giuste e resilienti, con alla base una profonda trasformazione ecologica», come ha raccontato a Centodieci Enrico Giovannini, fondatore dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile e tra gli speaker di Regeneration 2030. Una prospettiva condivisa da tutti i relatori intervenuti nella due giorni di Parma, un’occasione per mettere a contatto il mondo del business, le istituzioni e tutte le componenti sociali, e pensare insieme a nuove soluzioni per il futuro. «La pandemia ha mostrato quanto siamo vulnerabili e interconnessi, accelerando il bisogno di un’economia resiliente e il raggiungimento della neutralità climatica», ha ribadito Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

La parola chiave per questo cambio di paradigma è rigenerazione, e durante un incontro è stato chiesto a dei leader di aziende italiane impegnate nella sostenibilità di definire in poche parole cosa significasse per loro questo concetto:

-Per Andrea Illy, presidente di Illycaffè, con rigenerazione si intendono «i processi per mantenere la vita in buona salute e ripristinarla dove si è deteriorata».

-Per Francesco Mutti, ceo di Mutti, rigenerare vuol dire «ridare indietro quello che abbiamo preso».

-Per Giulia Detomati, ceo di InVento innovation lab, la rigenerazione è «l’unica via per sopravvivere come umanità».

-Per Fabrizio Gravelli, general manager di Danone, rigenerare significa «lavorare per le mie due figlie di 2 e 4 anni».

-Per Simone Pedrazzini, direttore di Quantis Italia, la rigenerazione è «una collaborazione e un’azione visionaria».

-Per Massimo Mercati, ceo di Aboca, rigenerare è «la prima responsabilità oggi».

Sono tutte definizioni valide, diverse, ma con alla base dei principi comuni, come l’importanza di cooperare, perché le crisi di oggi come la pandemia e il cambiamento climatico riguardano tutti, nessuno escluso. Fondamentale per una società rigenerativa è pure la lungimiranza, il prendere decisioni (individuali e collettive) che non guardino solo all’oggi e al domani, ma anche al dopodomani: «Da anni ci battiamo per inserire nella Costituzione il principio di giustizia intergenerazionale, che è al centro dello sviluppo sostenibile. In molti sono d’accordo, ma bisogna applicarlo», è lo sprone di Enrico Giovannini, secondo il quale «abbiamo una responsabilità comune nel conseguire il benessere dell’uomo insieme con quello del pianeta». 

Questo benessere passa da azioni concrete verso la transizione sostenibile, verso l’inclusione sociale e la fine delle disuguaglianze di ogni tipo. Per raggiungere obiettivi del genere servono regole precise e indicatori che misurino il lavoro aziendale e istituzionale non solo sulla base del profitto economico; serve anche rafforzare l’educazione e la sensibilizzazione a questi temi, a partire dai giovani, che sono di loro più attenti solitamente a questi temi, e a cui dobbiamo consegnare una società giusta e un pianeta in salute.