Fatto in Italia - Il nuovo viaggio parte da Venezia - Centodieci

Fatto in Italia – Il nuovo viaggio parte da Venezia

Immaginiamo insieme il futuro che verrà. Chi sono le personalità, gli imprenditori, gli artisti che più hanno reso l’Italia il paese più amato e iconico del mondo. Fatto in Italia ha lo scopo di raccontarli, di mettere una luce su quelle realtà che poi riescono a dare del nostro Paese un’immagine tra le più forti. Venezia è la prima tappa di questo viaggio in Italia.

Qui non si può che pensare all’istituzione della Biennale, che nell’arte, nell’architettura, nel teatro e nel cinema ogni anno mette le basi per il futuro. Vedova, Scarpa, Cardazzo (un gallerista d’arte importantissimo che ha creato con Peggy Guggenheim un ponte tra Italia e America). Forse Venezia negli ultimi anni si è un po’ persa in una dinamica di turismo di massa, ma proprio questo forse può essere un nuovo punto di inizio per un Rinascimento artistico e culturale per quella città che ogni giorno unisce avanguardia alla sua tradizione. Un viaggio che inizia con Marco Nereo Rotelli, veneziano doc anche se trapiantato a Milano che anch’esso ha unito più linguaggi per trovare il suo linguaggio artistico più autentico.

Il progetto di Lezioni italiane prende spunto dal saggio di Italo Calvino “Lezioni americane”, uno dei suoi ultimi scritti che è diventato una bussola anche per il mondo contemporaneo. Proprio per questo, per orientarci meglio in questo complesso momento, nasce Lezioni italiane. Da sempre Centodieci infatti è orgoglioso e indissolubilmente legato a quel “saper fare” italiano che nella storia ha reso grande il nostro Paese. Saper scrivere, saper dipingere, saper progettare, saper inventare. Sono soltanto alcuni dei talenti che in questa pagina svilupperemo sotto forma di parole scritte e cantate, recitate e raccontate.

Dicono che nei momenti di crisi si intravvedano anche spiragli di opportunità, Lezioni italiane è il nostro modo per offrire ai lettori di Centodieci la possibilità di vedere questo periodo così strano per il nostro Pianeta come qualcosa di positivo, di visione e di ripresa. Sentendosi anche orgogliosi di ciò che l’Italia ha offerto e offrirà al mondo intero.