Le serate Centodieci è Ispirazione con Sammy Basso risultano essere spesso delle piccole scuole di vita. Quella di Treviso ha parlato di diversità.
Perché, diciamocelo, Sammy è diverso.
Qualcuno lo ha scambiato per un alieno a Roosevelt, qualcun altro pensa sia semplicemente più sfortunato, fermandosi all’apparenza di un piccolo corpo che però racchiude in sé un grande uomo.
Perché, sì, tutti pensano che Sammy sia diverso, ma nell’ora e mezza sul palco ha la capacità di prendere a schiaffi, a suon di sorrisi e di normalità, tutti i preconcetti che colpiscono l’uomo comune che lo incontra per la strada o in un auditorium.
Sammy racconta della vita quotidiana di un ragazzo normale in una famiglia normale, dei normali sogni di bambino, dell’università, perché a 21 anni è normale andare all’università.
Sammy però è diverso, è affetto dalla Progeria, una malattia rarissima che porta all’invecchiamento precoce, si vede che è diverso. E si vede sì, anche quando ti dice che la diversità è una cosa positiva, che essere diverso permette di fare esperienze diverse dagli altri e di condividerle con gli altri, crescendo e crescendosi insieme, reciprocamente. È innegabile che Sammy sia diverso.
È diverso quando si ritrova in adolescenza a comprendere di avere una malattia che di fatto lo condanna a morte e, anziché imprecare contro Dio, lo ringrazia per ciò che ha quotidianamente come la famiglia, gli amici, il mare, le montagne e tutte le cose belle che la vita e il mondo ci offre, “sono molte di più di quelle che una malattia può portarti via” racconta.
È diverso quando in un mondo dove i giovani lamentano la carenza di lavoro, e spesso di sogni, lui studia per diventare ricercatore e spiega di puntare sempre il più in alto possibile, perchè a scendere c’è sempre tempo.
È diverso quando parla di esperienze uniche come l’incontro con James Cameron o con Matt Groening, quando firma il muro dei Simpson, quando viene adottato dagli indiani Navajo o quando lancia la palla che apre una partita di baseball in Major League. Tutto in maniera molto normale, con emozioni e paure che traspaiono dalle sue parole.
E allora sì, diciamocelo, Sammy è diverso.
Si vede che è diverso, e si sente.
Eccome se si sente.