Ti piacerebbe avere un cervello più dinamico e creativo (alla fine della lettura di questo articolo)? - Centodieci

Ti piacerebbe avere un cervello più dinamico e creativo (alla fine della lettura di questo articolo)?

Giovanni Lucarelli

Giovanni Lucarelli è sociologo, scrittore, speaker e trainer in creatività ed innovazione. Svolge attività di formazione e di consulenza, presso istituti scolastici, università e aziende, aiutando le persone...

La scienza ha sostenuto, fino alla metà del ‘900, che il cervello fosse immutabile: completato lo sviluppo giovanile, non era più in grado di crescere e di modificarsi, poteva solo “deteriorarsi” con il procedere dell’età.

Ricerche successive hanno dimostrato, invece, che il cervello è in grado di modificare sia l’intensità delle connessioni neuronali (variando la quantità di neurotrasmettitori rilasciati) sia l’espansione e la riduzione delle connessioni (creandone di nuove ed eliminandone di “vecchie”). Questo significa che, in base all’apprendimento e alle esperienze, è capace di modificare (in modo più o meno duraturo) le sue funzionalità e, più in generale, la sua struttura.

Neuroplasticità: questa sconosciuta

Ogni volta che impariamo qualcosa di nuovo o facciamo una nuova esperienza”, afferma Joe Dispenza nel suo libro “Evolvi il tuo cervello”, “il cervello crea nuove connessioni sinaptiche per formare nuovi schemi o reti neurali; e questo avviene a qualsiasi età. Quando utilizziamo nuovi circuiti in nuovi modi, modifichiamo la rete neurale del cervello, perché si attivi secondo nuove sequenze. A livello neurologico, quindi, noi veniamo cambiati un istante dopo l’altro dai pensieri che abbiamo, dalle informazioni che apprendiamo, dagli eventi che sperimentiamo, dalle reazioni che abbiamo, dalle sensazioni e sentimenti che creiamo, dai ricordi che elaboriamo, e persino dai sogni che abbracciamo”.

Fornire al tuo cervello stimoli adeguati, quindi, agevola la sua plasticità e lo sprona a diventare via via più reattivo e dinamico, indipendentemente dall’età.

Eleanor Maiguire e Katherine Woollett, ricercatrici presso il centro di neuroimaging del London University College, hanno svolto un’interessante ricerca sulle evoluzioni del cervello dei tassisti londinesi. Per ottenere la licenza, i tassisti devono imparare a memoria la struttura di circa 25.000 strade (entro un raggio di 6 miglia dalla stazione di Charing Cross) e superare un test chiamato “The Knowledge”.

Maiguire e Woollett hanno analizzato il cervello di 79 aspiranti tassisti londinesi: all’inizio non c’erano differenze significative, in termini di struttura e memoria, rispetto al gruppo di controllo; dopo 3 anni di studio e di pratica, però, le studiose hanno notato un notevole miglioramento nelle capacità mnemoniche dei soggetti e un aumento consistente nel numero di cellule nervose e nel volume dell’ippocampo. “Il cervello umano rimane “plastico” anche nella vita adulta, conservando la capacità di adattarsi quando vengono apprese nuove funzioni”, ha concluso la Maguire.

Vantaggi della neuroplasticità

La neuroplasticità svolge un ruolo fondamentale nel recupero delle funzioni (percettive, motorie, ecc.) danneggiate a seguito di incidenti o di malattie. Numerosi pazienti, con lesioni neurologiche importanti (ischemia, ictus, ecc.), sono riusciti a recuperare diverse funzioni compromesse, grazie a questa capacità del cervello di “riorganizzarsi”.

Per quanto concerne i disturbi della visione, un interessante studio condotto da ricercatori dell’Università di Pisa, in collaborazione con ricercatori dell’Università di Oxford (Short-Term Monocular Deprivation Alters GABA in the Adult Human Visual Cortex), ha dimostrato che, grazie al neurotrasmettitore GABA, la corteccia visiva è capace di recuperare alcune sue funzionalità dopo un deficit.

Un allenamento continuo e mirato di alcune abilità cognitive (memorizzazione, problem solving, pensiero creativo, ecc.) consente di sfruttare la neuroplasticità per aumentare capacità e competenze.

Bene, a questo punto, ti starai domandando (con tutta probabilità): “Come posso aumentare la mia neuroplasticità?”

Ecco qualche consiglio.

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19 Settembre 2019 | Crescita

Come incrementare la tua neuroplasticità

Le attività che puoi svolgere per aumentare la dinamicità del tuo cervello sono più semplici di quello che potresti pensare:

Cammina

L’esercizio fisico aerobico, si sa, aiuta il cervello. Camminare ogni giorno, per almeno trenta minuti, stimola, tra le altre cose, la produzione di BDNF (Brain-derived neurotrophic factor). Il BDNF è una neurotrofina che contribuisce alla sopravvivenza dei neuroni esistenti e alla crescita (e alla differenziazione) di nuovi neuroni e di nuove sinapsi. Migliora, inoltre, le abilità di apprendimento, di pensiero e di memorizzazione (a lungo termine).

Medita

Non è necessario mettersi nella posizione del loto, su una roccia in riva al mare, all’alba; puoi anche meditare a casa, seduto su un cuscino o su una sedia. L’importante è concentrarti sul tuo respiro e, per alcuni minuti, non pensare a nulla. Se sei alle prime armi, puoi leggerti un libro o, meglio ancora, seguire un corso sulla meditazione. Mentre mediti, il cervello “rallenta” la sua attività e si avvicina alle onde alfa, che favoriscono il pensiero divergente e le intuizioni.

Impara a memoria

I miei professori del liceo ci facevano imparare a memoria tanti brani (in italiano, latino, inglese, ecc.) e la cosa, all’epoca, non ci appassionava molto. Recenti ricerche, effettuate con strumenti di diagnostica per immagini, hanno evidenziato che le capacità mnemoniche si possono sviluppare e che contribuiscono a potenziare l’intelligenza. Quando impariamo a memoria qualcosa, si attivano diverse aree del cervello (corteccia prefrontale laterale, corteccia parietale inferiore, cingolato anteriore, ecc.), le connessioni neuronali diventano più frequenti e più “efficienti”. Queste aree sono le stesse coinvolte dalle attività di pensiero, di confronto e di ragionamento. Scegli un brano, una poesia, una canzone e imparala a memoria.

Rinnova

Fare le cose sempre allo stesso modo, come seguire sempre la stessa strada per andare al lavoro o mangiare gli stessi cibi, dà sicurezza ma “addormenta” il cervello. Per mantenerlo attivo e vivace, invece, è necessario introdurre, ogni giorno, qualche (piccolo) cambiamento. Varia la colazione della mattina, la musica (o i podcast) che ascolti, il ristorante dove vai a mangiare, il supermercato dove fai la spesa, ecc.

Forse ti sembrano dei cambiamenti insignificanti, ma dopo qualche settimana ti accorgerai di una maggiore fluidità nel pensiero e una maggiore capacità di analizzare le situazioni …

Viaggia

Viaggiare è bello, divertente, formativo, arricchente e molto utile per l’attività cerebrale (ne ho parlato nel post “Vivi come un viaggiatore creativo”). “Viaggiare rende anche più creativi” – afferma Annamaria Testa nel suo blog – “il motivo è semplice: la creatività è connessa con la neuroplasticità (la capacità del cervello di modificarsi), e le connessioni neurali risentono dei cambiamenti ambientali. Suoni, immagini, odori, sensazioni, sapori, linguaggi nuovi attivano nuove sinapsi e possono “rivitalizzare” la mente.”

Bene, se sei arrivato a questo punto, il tuo cervello non è più lo stesso di quando hai cominciato a leggere: le informazioni che hai acquisito hanno stimolato (e modificato) le tue connessioni neuronali. Se seguirai i suggerimenti, potrai rendere il tuo cervello sempre più attivo, vivace e … creativo!