Perché Giusy Versace ha stregato tutti al Festival di Venezia? - Centodieci

Perché Giusy Versace ha stregato tutti al Festival di Venezia

Lorenza Gentile

Nata a Milano, ha pubblicato due romanzi con Einaudi Stile Libero, ha una laurea in Arti dello Spettacolo alla Goldsmiths University di Londra e un Master in Marketing, Comunicazione e Digital strategy presso la...

“Con la testa e con il cuore si va ovunque” recita il titolo di un libro pubblicato da Giusy Versace con Mondadori. Anche sul red carpet con le protesi e i tacchi a spillo. Prendete una bella donna, sorridente, vestita da gala e sostituite le gambe con delle protesi. Lasciatele però i décolleté ai piedi, con i tacchi a spillo. Decoratele parte delle protesi con una fantasia coordinata all’abito. Mettetela su un tappeto rosso. Avete ottenuto un’immagine quanto più simile all’apparizione di Giusy Versace alla 76esima Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Apparizione che ha stregato tutti: i presenti, i colleghi, la stampa. E noi. Campionessa paralimpica, conduttrice televisiva, scrittrice, politica, ballerina, Giusy Versace è inarrestabile: trova sempre una nuova sfida. 

Perché Giusy Versace ha stregato tutti a Venezia

Lavorava per una grande casa di moda, non la maison di famiglia (suo padre è cugino di Gianni, Santo e Donatella, ndr), era una ragazza motivata, appassionata, a cui non mancava nulla. Ma il 22 Agosto 2005 la sua vita cambiò per sempre: perse entrambe le gambe in un incidente stradale. 

Invece che demoralizzarsi, Giusy si è rimessa in gioco, ripartendo da zero. 

Ha scoperto lo sport, e nello specifico l’atletica leggera, che ha cominciato a praticare nel 2010 con le protesi in carbonio, diventando la prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale. 

Da lì in poi, non ha fatto che collezionare record nazionali e internazionali nella disciplina, fino ad arrivare in finale alle Paralimpiadi di Rio del 2016. Non si è fermata lì. 

Ha fondato una onlus di cui è presidente, Disabili No Limits, ha partecipato come concorrente (e ha vinto!) a Ballando con le stelle su Rai 1, ha condotto il programma televisivo Alive – La forza della vita su Rete 4, ha scritto il libro Con la testa e con il cuore si va ovunque in cui racconta la sua storia e WonderGiusy un libro illustrato sui tempi della disabilità e la forza interiore.

Ha presentato adesso a Venezia un documentario sulle detenute del carcere di San Vittore. 

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Giusy Versace lavora da anni per cercare di abbattere i pregiudizi contro i disabili e avvicinarli allo sport. L’attivismo, da dizionario, è attività finalizzata a produrre un cambiamento sociale o politico. E anche questa apparizione a Venezia sembrerebbe un passo in questo senso. Con quale scopo? La normalizzazione della presenza di difetti fisici o disabilità che definiscono alcune donne, purtroppo, ancora in senso negativo. 

Il discorso è ampio e articolato e le donne che lo stanno portando avanti, a livello globale, sono tante. Basti pensare a Bebe Vio, campionessa mondiale di scherma e conduttrice televisiva, Winnie Harlow, la prima modella con la vitiligine, Melanie Gaydos modella affetta da displasia ectodermica, Daindra Forrest indossatrice albina, Katie Meade modella con la sindrome di Down.

La società impone di correggere i presunti difetti del proprio corpo e se ciò non è possibile di tenerli nascosti. Ma se fossero proprio quei difetti a dire di più su di noi? Se invece indicassero forza, grinta, determinazione, fantasia, ispirazione, fiducia nella vita? Se, come piccoli totem, fossero lì per indicarci la strada e insegnarci che gli incidenti (di percorso) non significano per forza una resa, ma anzi, possono rivoluzionare la nostra vita, e che le imperfezioni fanno parte della natura? Allora non distoglieremmo lo sguardo, ma coglieremmo il messaggio. 

Un messaggio che ci proietta in un futuro diverso, dove non si viene giudicati per come si appare, ma per quello che si è veramente. Un messaggio forte, e un messaggio giusto. Cogliamolo subito.

Il 21 ottobre Giusy Versace sarà la protagonista di uno degli incontri organizzati da Centodieci.