Cos'è l'effetto spillover e perché ci condiziona - Centodieci

Cos’è l’effetto spillover e perché ci condiziona

Luciano Canova

Economista e divulgatore scientifico. Ha preso un dottorato lavorando sui temi della multidimensionalità del benessere in economia e ha pubblicato con Mondadori il volume “Il metro della felicità”. Ora insegna...

Siamo abituati a pensare alle ripercussioni che le nostre azioni avranno sulla nostra vita o su quella degli altri. Non ci soffermiamo, invece, a riflettere sull’influenza che una decisione sul futuro ha nel nostro presente.

Cos’è l’effetto spillover 

Nelle scienze comportamentali è piuttosto noto e studiato il fenomeno dei behavioural spilloversLa traduzione della parola “spillover”, con qualche licenza, potrebbe essere ricaduta o ripercussione, per cui, semplicemente stiamo parlando di un fenomeno abbastanza comune.  Poniamo che io decida di iscrivermi in palestra allo scopo di perdere peso e poter vestire abiti con una taglia più piccola. Faccio esercizio ed effettivamente ottengo il risultato desiderato.  Poniamo tuttavia che questo stare meglio, poi, produca un tale effetto sul mio benessere psico-fisico da esercitare anche un effetto positivo e di rinforzo sulla mia propensione, a parità di altre condizioni, a donare soldi a un’organizzazione non governativa.

Come condizioniamo le nostre azioni

Ecco che un’azione (andare in palestra) tesa a ottenere un risultato in termini di un certo comportamento 1 (perdere peso), produce anche una ricaduta (o spillover, per l’appunto) su un comportamento 2 (donare del denaro in beneficenza). Lo spillover funziona sia nel caso di effetti positivi che ne rinforzano un altro, sia in quello di una reazione negativa, invece, a una buona azione (per esempio, compro una macchina elettrica e poi, però, tengo acceso il condizionatore tutta la notte perché mi sento più autorizzato a farlo in virtù del mio status di consumatore sostenibile).

Perché si parla di spillunders?

L’evidenza empirica e le ricerche sugli spillover si sprecano ma un articolo uscito recentemente e pubblicato, tra gli altri, dall’autorevolissimo Paul Dolan (del Dipartimento di Psychological e Behavioural Science della London School of Economics), affronta un tema altrettanto importante e, ahimè, più spesso dimenticato: quello dei behavioural spillunders. Se lo spillover è una ricaduta e, come tale, concerne gli effetti di un comportamento 1 su un comportamento 2 che, tipicamente, lo segue, lo spillunder concerne invece il possibile effetto comportamentale che un’azione 1 produce, in realtà, su un comportamento 0 che la precede.

Entrano in gioco, dunque, le aspettative e la dinamica connessa alle stesse, nonché la complessità tipica che rende gli esseri umani così affascinanti, soprattutto quando si prova a capire perché diavolo fanno una scelta invece di un’altra. Facciamo un esempio concreto, partendo proprio da un caso citato prima: mi iscrivo in palestra per perdere peso ma può essere che il fatto di fare esercizio, invece che produrre una conseguenza DOPO, si traduca in una sorta di allentamento dell’attenzione, o rilassamento morale, in virtù del quale “mi scofano” di Nutella PRIMA proprio perché so che andrò in palestra a rimediare.

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Gli spillunders sono rilevanti da studiare, soprattutto perché si tende a trascurarli, e può essere utilissimo provare a capire perché si verificano. Tra le varie ipotesi, due sono particolarmente significative: il moral cleansing da un lato e l’emotion recognition dall’altro. Il primo è il caso dell’assalto alla NUTELLA prima di fare gli addominali, quando fino ad oggi ci si è concentrati solo su Lady Macbeth che si lava le mani dopo un assassinio.

La gestione delle emozioni

Il secondo, invece, concerne la gestione delle emozioni, all’interno del cui ambito, pure, gli spillunders possono essere assai rilevanti. Immaginate, infatti, di avere un appuntamento con il vostro commercialista, o con il padrone di casa per la rinegoziazione del contratto di affitto: se l’esempio classico di spillover può essere un gelato o un acquisto su Amazon che vi concedete alla fine dell’incontro come ricompensa, lo spillunder emozionale è rappresentato, invece, dal disco di hard metal che ascoltate 10 minuti prima di entrare nello studio e che vi mette nel mood pronto alla pugna.

Riconoscere la pre-azione 

Anche qui nulla di nuovo, se pensate alla diatriba vecchia come il cucco e come Omero sul fatto se si debba andare in battaglia a stomaco pieno o affamati e con il fuoco negli occhi. Studiare le ricadute comportamentali di un’azione, è certo molto importante, ma guardare nello specchietto retrovisore per studiare come a volte tendiamo a pre-reagire a un cambiamento è altrettanto utile. È un sensore che non ci avverte del fatto che abbiamo davanti un muro, ma ci invita piuttosto a prendere la bici per evitare problemi di parcheggio.